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Scafatese 1922 – Città di Nocera: una domenica un pò troppo movimentata

Ieri il Città di Nocera ha portato a casa i tre punti in modo molto cinico e spicca la personale rivincita del bomber Errico Marcucci che su quel rettangolo verde tanto gli è stato dato e tanto gli è stato anche tolto. Il bomber infatti ha militato fino alla scorsa stagione con la US Scafatese, “acerrima nemica” del canarino sconfitto ieri al comunale. Doppia rivincita quindi per Marcucci, ben voluto e stimato dal tifo molosso e tristemente bersagliato per l’intera gara da una piccola parte di tifoseria locale. Riscatto anche per l’ ex gialloblu scafatese doc Mimmo Ferrentino che con i rossoneri, nei pochi minuti a disposizione, ha avuto almeno due palle gol non andate a buon fine e al termine della gara tra gli applausi della panchina e dei pochi intimi presenti ha dovuto abbandonare il campo per un infortunio.

Eccessiva caduta di stile invece e totale perdita di fair-play, per uno dei dirigenti padroni di casa: la vittoria del Città di Nocera in trasferta, è infatti pesante da digerire per uno dei tesserati scafatesi, che a fine gara, si scatena nei confronti di una ventina di operatori dell’ informazione. Inveisce contro chiunque gli è davanti, si agita, sbraita. La “follia” di un uomo che evidentemente non accetta la sconfitta, è sotto gli occhi di tutti e naturalmente non passa inosservata al Tenente che, di conseguenza, è costretto ad ” esaudire” il “capriccio” del direttore Buoninconti per evitare il peggio. “Andate via – tuona il tesserato – le interviste le facciamo noi, questa è casa nostra e parleremo soltanto attraverso comunicati ufficiali”. Incredulo, il drappello di cronisti, su ordini del Tenente si dirige all’ esterno del Comunale fissando postazioni “di fortuna” per interviste post gara. Il primo ad uscire è Felice Scotto che commenta tecnicamente la gara e non nasconde la soddisfazione; poi è il turno del patron Cesarano che con la sua proverbiale diplomazia minimizza la gravità dell’ accaduto dicendosi sorpreso e rammaricato. Il presidente non difende nè giustifica il discutibilissimo comportamento del fido Buoninconti; glissa con savoir faire ed accende i riflettori su un altro argomento che tiene banco da inizio stagione: Il conflitto con i tifosi che hanno deciso di disertare lo stadio, facendo pesare la propria assenza sui gradoni del Comunale. A tal proposito, il gruppo di irriducibili, ha divulgato una nota spiegando le proprie ragioni. Di tutta risposta, Cesarano fa sapere che sarà al comando della Scafatese fino al prossimo dicembre, poi dimissioni. “Non si gioca di domenica, per ragioni squisitamente economiche” – ha spiegato-. L’ estremismo non mi è mai piaciuto e se i tifosi intendono continuare la protesta, ben presto lo faranno con un Commissario che al termine del girone di andata, gestirà la Scafatese 1922″.

Un grosso punto interrogativo dunque sulle sorti del canarino, non tanto per la decisione di Cesarano di abbandonare il calcio, quanto per la volontà di commissariare la società gialloblù; probabilmente il presidentissimo ignora un particolare fondamentale: nessuna ASD, in quanto Associazione Sportiva Dilettantistica, dispone di requisiti giuridici volti al commissariamento.

GI.CRI.