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GIUSEPPE RIZZA: “Adesso vi racconto cosa successe al derby di Salerno. Un mio ritorno a Nocera…”

La nostra redazione ha contattato in esclusiva l’ex difensore rossonero Giuseppe Rizza. Il calciatore classe 19 ha vestito la maglia della Nocerina dal 2013 al 2015 collezionando 14 presenze. Lui era uno degli 11 titolari di quel “derby” contro la Salernitana.

Ciao Giuseppe. Attualmente dove ti trovi?
“In questo momento mi trovo a Noto perché è proprio il mio paese natale. Ad agosto ho avuto un brutto infortunio al ginocchio che mi ha causato la rottura del crociato destro. In questo momento sto facendo fisioterapia e sono a buon punto visto che dalla prossima settimana incomincerò a correre”.

Sei già stato contattato da qualche squadra?
“Sinceramente no anche perché sono stato operato ad agosto ed era il periodo del calciomercato e quindi sfortunatamente non è arrivata nessuna chiamata. Spero che si muova qualcosa entro dicembre o gennaio, però chi mi chiamerà dovrà sapere il mio stato fisico e il lavoro che sto facendo. Comunque ancora oggi sono un tesserato del Noto”.

Parliamo della tua esperienza a Nocera. Che ricordi hai?
“Parto dal presupposto che Nocera è stata un’esperienza indimenticabile aldilà del derby perché ho vissuto due anni bellissimi condite da tante gioie e dolori. Per non parlare poi della tifoseria spettacolare che non merita di stare in Eccellenza ne tanto meno in Serie D. Ho conosciute persone fantastiche sia nell’ambiente calcistico e sia fuori dal campo che mi hanno aiutato a crescere e ad integrarmi in una città che vive esclusivamente per il calcio e per la Nocerina. Purtroppo anche lì a Nocera subì un brutto infortunio, però vestire la maglia della Nocerina e giocare al San Francesco è stato incredibile”.

C’è un ricordo particolare che vorresti raccontare?
“Ce ne sono talmente tanti e belli che mi sono rimasti dentro e che sarebbe riduttivo dirne uno. Sicuramente non dimenticherò la trasferta fatta a Benevento, i playoff persi poi con il Latina ma anche il secondo anno che nonostante si andava male c’erano i tifosi che cantavano per 90 minuti. Sono cose che resteranno per sempre nel mio cuore”.

Facciamo un passo all’indietro di 2 anni. Ma in quel derby ci furono realmente minacce?
“Se tu mi fai la domanda ci sono state minacce, lo ridico a voi ma l’ho detto già quando andai a fare l’udienza a Roma; ovvero che quando loro mi chiesero ma ci sono state minacce? Io risposi per me le minacce sono quando uno viene e mi punta una pistola o un coltello alla gola. Se poi volete prendere i cori come una minaccia io personalmente non ne ho ricevute”.

Che rapporto hai avuto con i due allenatori Auteri prima e Fontana poi?
“Ho avuto un rapporto allenatore-calciatore. Auteri era più ferreo e severo e naturalmente più esperto di Fontana che era alle prime armi. Fontana invece era un mental-coach, ci spronava durante le gare, era un motivatore ed una persona molto intelligente che preparava bene le partite. Ho relazionato in maniera molto tranquilla e serena con entrambi”.

Tornando al derby e a Fontana come ti spieghi che a differenza tua lui disse che ci furono delle minacce?
“Guarda io ho vissuto in pieno quella giornata. Di minacce a carico mia non ne ho mai sentite come dicevo e non credo che ci siano state.  Poi se un coro detto con un tono più acceso visto la delicatezza della situazione o se una parola detta fuori logo è una minaccia allora non saprei che dirti. Secondo me non ce ne sarebbe stato motivo perché c’erano molte persone che avevano famiglia, che erano sposate e che lavorano, e non penso che qualora si fosse giocata la partita al ritorno sarebbero volati schiaffi, ma avrebbero accettato la situazione. Quello che è successo dopo mi dispiace perché dentro ci sono persone innocenti che non hanno fatto nessun reato. Poi come ho detto in precedenza quello che sto dicendo ora l’ho già detto durante l’udienza di Roma. Ultimamente ho letto la notizia che alcuni sono stati rilasciati e altri lo saranno tra pochi mesi. Penso che tutto stia finalmente svolgendo al termine”.

Stai seguendo le sorti della Nocerina che oggi si chiama Città Di Nocera? Accetteresti di scendere di categoria se arrivasse una chiamata dal club rossonero?
“Assolutamente si. Sia lei che l’Fc Sorrento hanno allestito una rosa per vincere il campionato. Mi dispiace che i rossoneri due settimane fa persero lo scontro diretto contro di loro davanti a tantissimi molossi. Una chiamata mi farebbe felice qualora ci fossero le condizioni giuste perché Nocera la porto nel cuore”.