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L’insolito viaggio (nemmeno tanto) di don Gerardo D’Aurelio

A chi non è mai capitato di andare in traferta nei modi più insoliti, pullman organizzati all’ultimo secondo, fughe in treno, macchinate pressappoco “ignoranti, soste in autogrill dove si da spettacolo e poi l’arrivo (in pieno stile norreno) allo stadio.

Beh, c’è una persona che da una vita ha sempre usato lo stesso metro per spostarsi: treno o pullman “da Buscetto”, una persona che è l’essenza della Nocerina, non si è praticamente perso una partita che sia stata giocata a Padova oppure a Scafati. Leggendo le precedenti righe avrete già intuito di chi si sta parlando, anche per questa partita don Gerardo D’Aurelio non si è scoraggiato, non riuscendo a trovare un passaggio per Trastevere, ha deciso di ritornare al “vecchio metodo“, prendendo il bus che da Nocera arriva a Roma, il quale puntualmente parte da via Atzori, a pochi passi dallo stabilimento “Buscetto“, nel quale don Gerardo ha lavorato per molti anni contribuendo, tra le altre, alla costruzione del nuovo faro alla lanterna di Genova.

Come detto prima, lo storico tifoso non si è lasciato intimorire dalle tre e passa ore di pullman da affrontare, tantomeno dalle condizioni metereologiche che si prospettavano alquanto avverse, si è messo in pullman ed è arrivato fino a Roma, per assistere ad una partita che avrebbe potuto segnare la svolta dei molossi in campionato, ecco “avrebbe”, perchè sappiamo tutti come è finita, un cross ignorato al 3′ della ripresa e Trastevere che se ne va in fuga. Nonostante ciò, don Gerardo è sempre li su quegli spalti, che ci sia pioggia o sole, neve o vento, lo vedremo sempre li, d’altronde lui non è nuovo a questi fatti insoliti, ad esempio nel 2014 raggiunse da solo Barletta per assistere alla gara che vedeva i molossi affrontare appunto i padroni di casa, direte voi cosa c’è di tanto eclatante, beh, ad esempio il fatto che da solo raggiunse Barletta e da solo assistette alla partita nel settore ospiti, salvo poi esser invitato in tribuna dalla dirigenza nocerina.

Un vero esempio, soprattutto per i più giovani, i quali nel maggiore dei casi hanno perso il concetto di vivere la Nocerina, un credo che don Gerardo ha portato, porta e porterà sempre avanti, perchè in fondo la Nocerina è la sua storia e lui è la storia della Nocerina.

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