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FUORI CAMPO | Gerardo D’Aurelio, il tifoso modello

Il calcio è definito da Wikipedia: “uno sport di squadra, praticato con un pallone su un campo di gioco rettangolare, con due porte, da due squadre composte da 11 giocatori [..]  È uno sport fisico e tecnico e, praticato a livello professionale, ha un rilevante aspetto tattico.”
Ma volte c’è un qualcosa in più che non tutti riescono a captare, a comprendere.

Quel qualcosa in più è l’amore verso la propria squadra, verso quei colori che ti spingono a macinare chilometri per assistere a  90′ di partita, ti spingono a lasciare i tuoi cari solo per poter gioire per un gol della tua squadra del cuore a tanti chilometri da casa tua.
Quando a fare questo ci sono giovani, adulti, addetti ai lavori o grandi appassionati tutto è normale, ma a volte questo viene fatto da persone che neanche immagini, che non fanno parte di nessun gruppo di tifo organizzato.
La Nocerina e la città di Nocera ha un tifoso particolare, un tifoso che alla sua venerandissima età – tra meno di un mese spegnerà 84 candeline– ancora macina come un ragazzino chilometri e chilometri per seguire anche in Sicilia, per citare una regione tanto è vero che nel campionato in corso non è mancato in nessuna trasferta, la sua amata Nocerina.
Parliamo di Gerardo D’Aurelio: un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia ed al bicolore  che in passato ha anche ricoperto la carica di presidente onorario della Nocerina e che ancora oggi, si tratti di campionato, Coppa Italia, amichevoli o ritiro, è sempre lì a tifare per sua “amata”.
“Don” Gerardo non è un tifoso come tanti, non solo per il fatto di essere presente ovunque giochi la Nocerina, ma perché ricorda ogni singolo particolare, episodio, risultato e marcatore di tutte le partite giocate dai molossi. Chi ha la fortuna di conoscerlo di persona sa quanto ama la propria squadra del cuore e quante foto, articoli, distinte e biglietti di ingresso allo stadio conserva accuratamente.
In ogni istante della sua vita manifesta la sua passione per la Nocerina: basta pensare che da diversi anni  oramai stabilmente fuori dal suo balcone vi è affisso lo scudetto storico della Nocerina, a cui affianca la bandiera rossonera ad ogni vittoria dei molossi, o che è riuscito quest’anno a Pucciano ad una ripresa degli allenamenti dopo una pesante sconfitta ad attirare l’attenzione del direttore Battisti, tra le tante voci, tanto che gli ha dedicato uno splendido post sul suo profilo Facebook:
Dopo la sconfitta di Ercolano, il lunedì, alla ripresa immediata degli allenamenti, fra i tifosi presenti al campo….ce n’era uno il cui timbro di voce era più alto degli “improperi” stessi che mandava……le sue “parole” “rimbombavano”… Mi sono avvicinato alla rete per “capire”…per parlargli… Mi sono bastati 20 secondi… Dopo 20 secondi ho capito….. Mi ha raccontato la sua vita….o, comunque, quello che era importante per lui….in soli 20 secondi. E ho capito che non potevo dargli nessuna spiegazione o giustificazione tecnica……non potevo dirgli che avevamo avuto 4 palle gol, che avevamo preso gol sull’unico tiro in porta, del possesso palla ecc ecc ……perché sotto la sua voce imponente, sotto i suoi pensieri altrettanto imponenti, ma soprattutto sotto i suoi occhiali scuri nel frattempo scendevano le LACRIME…. Il calcio, malgrado la sua esteriorità, una esteriorità apparentemente impermeabile ad un certo tipo di sentimenti, di emozioni, è un mondo dove le “lacrime” sono più che presenti….perché la sconfitta, le delusioni, i sacrifici ed il dolore magari si cerca sempre di tenerli nascosti…..ma sono il “sangue” di questo mondo, la sua linfa vitale……soprattutto quando provengono da chi fa di una maglia, di alcuni “colori” una ragione di vita…. E ho capito subito che la sua ragione di “vita” era la Nocerina….la Nocerina e basta….stop… E non ci sono spiegazioni, giustificazioni, risposte o altre cose per….alleviare il “dolore” di una sconfitta quando la sconfitta coinvolge una “parte di te”….. Dopo sono venuto a sapere, da altre persone, che quel “tifoso” ha 80 anni….che non si è mai perso una partita del suo “amore” e che neve, vento, pioggia o sole lui è sempre la, il martedì, presente agli allenamenti…….perché per lui la Nocerina è la Nocerina…è “vita”… Allora ho avuto solo il “coraggio” di dirgli: “signo’….nun ve preoccupate….domenica ve dedicheremo la vittoria”…. 80 anni…..lacrime e passione…. Rivolto a tutti “NOI”: Fra le nostre mani non abbiamo solo il nostro destino…ma il cuore di tanta gente….e dobbiamo essere all’altezza di questo privilegio unico, sempre! “Don” GERARDO si chiama… Don GERARDO…la vittoria di domenica è solo un piccolo “passettino”….ma è tutta per Voi….grazie!
A lei, don Gerardo, che possiate assistere ancora a tantissime vittorie del suo – e nostro- amato bicolore, e che possiate essere di insegnamento alle nuove generazioni che la Nocerina si ama a prescindere dal risultato. Perchè a volte il calcio non è solo un semplice sport, ma una ragione di vita!