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Dopo sei anni la Nocerina ritrova il Bari in una sfida al San Nicola che promette spettacolo, gli ultimi due confronti tra le due compagini sono terminati con il punteggio di 1-1.I galletti occupano attualmente il 1 posto in classifica, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte in 12 gare, dove sono stati totalizzati 30 punti, dai ragazzi di mister Giovanni Cornacchi. Il miglior marcatore della squadra è Simone Simeri con 5 gol e 3 assist.

STORIA

La prima squadra di calcio di Bari fu istituita il 15 gennaio 1908 come Foot-Ball Club Bari. Sebbene il club fosse stato fondato molto presto rispetto ad altri la squadra, come la quasi totalità di quelle allora esistenti nel Sud Italia, non era ben rappresentata nei campionati del calcio italiano, per cui il F.B.C. Bari prese parte a poche stagioni ufficiali (ossia organizzate dalla F.I.F., F.I.C.G  dal 1909).

Nel biennio 1990-1992 la dirigenza biancorossa attua una campagna acquisti onerosa; fra gli atleti ingaggiati risalta quello dell’estate del 1991 di David Platt, finora l’acquisto più ingente nella storia biancorossa (l’acquisto del centravanti inglese dell’Aston Villa, pagato 12 miliardi, esalta la tifoseria). L’onerosa campagna acquisti del ’91 determina il record di 21.912 abbonamenti al S. Nicola. Tuttavia i risultati non arrivano: alla stagione 1990-1991, conclusa con la salvezza ottenuta alla penultima giornata, segue il 1991-1992, dove nella terza giornata Joao Paulo s’infortuna gravemente, rimanendo inattivo per l’intero anno e con 2 punti ricavati dopo 5 giornate Salvemini si dimette. Il nuovo allenatore Boniek non riesce a salvare la formazione, nonostante un buon inizio nel girone di ritorno. A fine campionato parte Platt e vengono acquistati Sandro Tovalieri e Igor Protti, che diverranno idoli della tifoseria.

Gli anni futuri vedono la società decisamente più scrupolosa e parsimoniosa sul mercato, nonché caratterizzata nello scoprire giovani talenti. Nel 1993 Giovanni Loseto passa al Pescara, nel ’94 João Paulo torna in Brasile.

Dopo la parentesi cadetta 1992-1993 sotto la guida del brasiliano Lazaroni, nel 1993-1994 il Bari arriva 2º in campionato e viene promosso in Serie A con Giuseppe Materazzi allenatore. La squadra disputa nella massima serie un buon campionato 1994-1995, in cui si distingue il bomber Tovalieri (17 marcature), ma l’anno successivo (che vede la partenza di Tovalieri e l’arrivo di Luigi Sala, Klas Ingesson e Kennet Andersson), nonostante la prolifica coppia d’attacco Protti-Andersson (36 reti in due), la formazione del capoluogo subisce molti goal e manca diverse sfide con le dirette rivali, retrocedendo ancora. A campionato finito lasciano il Bari Protti (quell’anno è capocannoniere con 24 reti) e K. Andersson.

Il Bari è la prima squadra nella storia della massima divisione a retrocedere nonostante abbia tra le sue file il capocannoniere.

Nella stagione 1996/1997 la squadra, allenata dall’esperto Eugenio Fascetti (subentrato a Materazzi a metà campionato 1995-1996, causa la crisi di risultati) e rinforzatasi con Gigi Garzya e Diego De Ascentis riconquista subito la Serie A (nonostante una flessione iniziata a febbraio e protrattasi fino a Pasqua, con molti giornali a dare per certa l’esclusione dalla zona promozione e una forte contestazione da parte dei tifosi). Arrivano nel capoluogo Gianluca Zambrotta ed il portiere Franco Mancini e la squadra disputa discretamente le prime tre stagioni in Serie A, navigando nella medio-bassa classifica con un 1-3-4-2 “a uomo” (il libero è Gaetano De Rosa, nel Bari dal 1997) che toglie qualche soddisfazione al pubblico barese. In questi anni, anche grazie a un consolidato rapporto tra l’allenatore e il dg Regalia, il Bari si conferma società capace di scoprire e valorizzare diversi giocatori, come Phil Masinga (ingaggiato nel 1997 dalla Salernitana, segna 11 goal nella stagione 1998-1999) e Nicola Ventola (proveniente dal settore giovanile barese), raggiungendo la salvezza. Nel 1998 lasciano Ventola, Sala ed Ingesson, mentre arrivano Yksel Osmanovski, Daniel Andersson e Gionatha Spinesi. Il Bari termina la stagione 1998-1999 al 10º posto in campionato con 42 punti e di conseguenza si qualifica per la Coppa Intertoto; la società, d’accordo con l’allenatore Fascetti, decide di non partecipare alla competizione europea.

Nel 1999 fanno le valigie De Ascentis e Zambrotta, mentre debutta Simone Perrotta. La notte del 18 dicembre 1999, nella partita Bari-Inter, un diciassettenne barese esordiente del vivaio biancorosso, di nome Antonio Cassano, mette a segno il goal della vittoria sui nerazzurri (2-1), dando così inizio alla sua ribalta internazionale.

Nell’estate del 2000 Garzya e F. Mancini litigano con Fascetti e Matarrese e rescindono il loro contratto con il Bari. Viene acquistato il giovane portiere belga Jean François Gillet (che in quell’anno si alterna con gli altri tre portieri). La situazione in campionato peggiora e i tifosi acuiscono le proteste contro la dirigenza, a causa della forte crisi di risultati.Fascetti viene licenziato a metà girone di ritorno, al centro di una polemica con la tifoseria organizzata, in cui il tecnico toscano prende le difese della società. Il Bari retrocede ultimo in classifica, dopo aver disputato la quarta stagione consecutiva in A.

A campionato finito Cassano viene venduto alla Roma per 60 miliardi di lire (circa 30 milioni d’euro attuali, finora vendita più remunerativa per il club barese). Quello del 2001 è l’ultimo campionato in biancorosso anche per D. Andersson, Osmanovski, Masinga e Perrotta.

A differenza delle volte precedenti, i galletti non riconquistano subito la massima serie ed il rendimento altalenante (dal 6º al 21º posto in due stagioni) porta ad un calo notevole di spettatori. Nella gara Bari-Cittadella del 21 aprile 2002 il S. Nicola conta 52 tifosi (suo minimo storico). Sulla panchina dei biancorossi si susseguono vari allenatori.

Nella stagione 2003-2004, nonostante il tecnico veneto Bepi Pillon (subentrato a stagione in corso) ottiene un rilancio della formazione pugliese e la stima dei tifosi, la compagine biancorossa si classifica quartultima, retrocedendo in Serie C1 il 19 giugno 2004 a causa della sconfitta in trasferta (2-0) nella gara di ritorno dei play-out contro il Venezia, dopo aver battuto i lagunari per 1-0 nell’incontro di andata. Dopo alcuni giorni dalla retrocessione, a causa del fallimento del Napoli, il Bari viene ripescato in Serie B. Sempre nel 2004 lasciano la squadra Spinesi (autore di 52 gol in sei anni) e De Rosa ed entrano Vincenzo Santoruvo e Alessandro Gazzi. Gli anni successivi vedono i galletti, allenati da Guido Carboni, stabilizzarsi nella zona di metà classifica (10º posto nel 2005 e 13º posto nel 2006). L’avvio di stagione 2006-2007 del Bari targato Rolando Maran è positivo; dopo alcuni successi, il tecnico trentino, privato nel mercato di gennaio di diversi elementi, è esonerato a fine febbraio 2007 dopo una striscia di risultati negativi. A Maran succede l’ex Beppe Materazzi (11 stagioni dopo l’addio dell’inverno 1995) che salva la squadra con una giornata d’anticipo, chiudendo la stagione all’11º posto.

Nel novembre del 2007 viene lanciata da un gruppo d’appassionati la campagna d’adesioni per l’azionariato popolare compriamolA, ma l’iniziativa riscuote finanze decisamente insufficienti allo scopo.

Nel giugno del 2007 diventa direttore sportivo Giorgio Perinetti, proveniente dal Siena. Nel campionato 2007-2008, dopo un andamento intermittente dei risultati e la sconfitta interna per 0-4 nel derby contro il Lecce (il risultato con il divario più ampio della storia degli incontri tra le due compagini rivali), il 28 dicembre Materazzi rassegna le dimissioni da allenatore; al suo posto è chiamato Antonio Conte. Sotto la guida tecnica di Conte, coadiuvato da diversi interventi di mercato, il rendimento della squadra migliora e i galletti si piazzano undicesimi in classifica a fine campionato. Matarrese e Perinetti, soddisfatti dai risultati, decidono di puntare ancora su Conte per il rilancio della squadra, e l’allenatore salentino ottiene un prolungamento di contratto al 2009.

Il 15 gennaio 2008 la società compie 100 anni di storia, festeggiando con tifosi e vecchie glorie al Teatro Team di Bari.

Nell’ottobre 2008 i Matarrese vendono il 10% del capitale sociale dell’A.S. Bari ai costruttori baresi De Bartolomeo.

Il mercato estivo per la stagione 2008-2009 vede l’arrivo, tra gli altri, del difensore Andrea Ranocchia e dell’attaccante Paulo Vitor Barreto. I galletti conducono un campionato positivo e la critica apprezza il veloce 4-4-2 di Conte, votato all’attacco e connotato da passaggi smarcanti, ripartenze e gioco di fascia. La promozione è aritmetica l’8 maggio 2009, con quattro giornate di anticipo sulla fine del campionato, complice la sconfitta della contendente Livorno nell’anticipo della 38ª giornata. Il 30 maggio 2009, dopo l’ultima gara di campionato vinta 4-1 contro il Treviso, il Bari festeggia la promozione in Serie A al “San Nicola” vincendo la Coppa Ali della Vittoria in qualità di vincitore del campionato. La classifica finale vede il Bari al primo posto con 80 punti (per la seconda volta nella sua storia dopo la stagione 1941-42), 65 reti all’attivo (di cui 23 segnate da Barreto, per il miglior attacco di categoria assieme al Parma) e 35 al passivo (seconda miglior difesa).

A seguito della rescissione consensuale di contratto fra Antonio Conte e la società (causa divergenze sulla strategia di mercato), per il campionato successivo la squadra viene affidata a Gian Piero Ventura.

Nel mercato estivo arriva il giovane difensore Leonardo Bonucci. Nel campionato 2009-10 la squadra produce buoni risultati e al termine del girone d’andata è in zona UEFA Europa League, con la seconda miglior difesa (18 reti subìte) e viene ammirata dagli esperti per il gioco vivace, simile allo schema espresso dal Bari di Conte la stagione precedente ma patisce due flessioni nel girone di ritorno e chiude la competizione al decimo posto con 50 punti all’attivo: un record per la squadra nella massima serie a girone unico. Dopo anni di cadetteria, i tifosi sono finalmente soddisfatti e molti definiscono la squadra di Ventura “il miglior Bari di sempre”.

L’8 maggio 2010 il direttore sportivo Perinetti (uno dei responsabili dei positivi cambiamenti dell’ultimo triennio) annuncia l’addio alla società per tornare al Siena; il diesse romano dichiarerà in un’intervista concessa nel novembre 2012 che gli stessi Matarrese gli hanno chiesto di lasciare la società biancorossa.

In luglio il Bari viene classificato in 290ª posizione nel ranking IFFHS per squadre di club.[101]

Nel mercato estivo vengono ceduti Ranocchia e Bonucci (convocato in Nazionale ai Mondiali di Sudafrica 2010). La stagione 2010-2011, dopo un buon avvio è segnata dalla 6ª giornata da una fase involutiva, in cui i galletti inanellano una serie di sconfitte e un aumento di giocatori infortunati(con 6 punti ricavati in 19 partite). La formazione viene eliminata agli ottavi di finale di Coppa Italia dal Milan (per effetto di un 3-0 subìto in turno secco a San Siro). L’11 febbraio 2011 Ventura rescinde il suo contratto in accordo con la società, dopo una dura contestazione dei tifosi nei suoi confronti e viene sostituito da Bortolo Mutti, che nonostante un parziale miglioramento non evita la retrocessione in Serie B (avvenuta con quattro giornate d’anticipo). I biancorossi chiudono il campionato vincendo 4-0 in casa del Bologna, con tre delle quattro reti siglate dal “primavera” Grandolfo; si tratta della vittoria in trasferta più larga nella storia del Bari in Serie A e lo stesso Grandolfo è il primo giocatore barese che sigla una tripletta in una trasferta di massima serie. Successivamente, alcune partite di questa stagione, tra cui gli scontri diretti per la salvezza persi contro Lecce, Cesena e Sampdoria, risulteranno truccate per calcioscommesse e molti calciatori del Bari (oltre ad alcuni esponenti del tifo organizzato) verranno indagati e processati mentre Andrea Masiello, che ammetterà di aver segnato volontariamente l’autogol per soldi nel derby perso col Lecce, viene arrestato per scommesse e frode sportiva. Il 4 marzo 2011 il Bari raggiunge il traguardo delle 1.000 partite disputate in Serie A.

Il 13 giugno 2011 il presidente Vincenzo Matarrese e tutto il consiglio d’amministrazione della società rassegnano le dimissioni dopo 28 anni di gestione; da questo momento, sebbene la famiglia Matarrese possiede il 90% del capitale sociale del club, non lo gestisce più direttamente.

Anche per far fronte alle ristrettezze finanziarie della società viene smantellata quasi tutta la rosa (vengono venduti anche Barreto e Gazzi). Il portiere Gillet, per 10 anni in biancorosso e a lungo capitano della squadra si congeda dal Bari. La squadra viene affidata al tecnico Vincenzo Torrente e rifondata soprattutto su giovani. I due successivi campionati con Torrente, con penalizzazioni di 6 punti nella stagione 2011-2012 e 7 punti nella stagione 2012-2013 (penalizzazioni inflitte a causa del ritardato adempimento degli stipendi agli atleti e dei verdetti del processo sul calcio scommesse), vengono concluse dai galletti in posizioni di metà classifica; le prestazioni di diversi giovani calciatori reclutati vengono ritenute soddisfacenti.Nelle due stagioni succitate lo Stadio San Nicola registra un nuovo calo di spettatori.

Nel giugno del 2013 Torrente si dimette e dopo due settimane sotto la guida tecnica di Carmine Gautieri, dimessosi anch’egli, la rosa barese viene affidata a Roberto Alberti Mazzaferro, coadiuvato da Nunzio Zavettieri e Giovanni Loseto. I Matarrese riducono la quantità di denaro versata nella società calcistica che, indebitata come altre imprese della holding di famiglia (nel febbraio del 2014 il debito del Bari ammonterà a circa 30 milioni di euro), mette in atto un’autogestione e cerca allo stesso tempo degli acquirenti.

All’inizio del 2014 la società rischia seriamente il fallimento (e alcuni creditori pignorano parti del patrimonio societario), mentre sono arenate o chiuse le trattative di vendita della stessa; nel febbraio dello stesso anno i tifosi, che l’anno precedente già avevano richiesto chiaramente un cambio di proprietà per la squadra biancorossa, manifestano in favore di un tempestivo “autofallimento” dell’impresa calcistica, per rendere possibile il mantenimento da parte del Bari Calcio, del titolo sportivo (ossia la categoria), soluzione auspicata anche in precedenza, dal sindaco di Bari Michele Emiliano. Riscontrata l’impossibilità di saldare la massa debitoria del club, l’assemblea dei soci dell’A.S. Bari autorizza l’autofallimento dello stesso, dichiarato ufficialmente il 10 marzo 2014; la società calcistica viene affidata a due curatori fallimentari, che provvedono a sanare i debiti e mettono all’asta l’azienda (comprensiva di marchio, titolo sportivo, parco giocatori, incluse le formazioni giovanili e vari beni mobili).

La nuova società attua vari cambiamenti rispetto alla gestione precedente. Il 7 luglio 2014 viene ufficializzato il nuovo allenatore Devis Mangia, esonerato il 16 novembre 2014 dopo la sconfitta per 3-0 contro il Crotone e un avvio di campionato sotto le aspettative,ingaggiando il giorno seguente Davide Nicola. Con il tecnico piemontese il rendimento dei galletti migliora e questi chiudono il campionato 2014-2015 al decimo posto (due posizioni sotto la zona play-off). Nell’estate 2015 è stato ceduto il centravanti Francesco Caputo, che, in biancorosso dal 2008 (nel 2009-2010 in prestito alla Salernitana) ha totalizzato 48 reti in 150 presenze. Nella stagione successiva, pur con il Bari in quinta posizione (in piena zona play-off), dopo tre sconfitte consecutive e 3 punti ottenuti in cinque gare, Nicola viene esonerato a fine girone d’andata e sostituito da Andrea Camplone; i pugliesi si qualificano ai playoff per la Serie A, ma falliscono il primo match disputato al San Nicola contro il Novara, perdendo 3-4 e vengono eliminati ai Quarti di finale.

Nel dicembre 2015 l’imprenditore molfettese Cosmo Giancaspro diventa socio di minoranza con il 5% delle quote societarie versando 100 000 euro e 2,7 milioni di euro nella forma di prestito nelle casse del club.

Nel successivo aumento di capitale di 7,5 milioni di euro, deliberato dall’assemblea dei soci del 3 giugno 2016, viene sottoscritto solo da Giancaspro e non da Paparesta, il quale perde il controllo sostanziale della società e Giancaspro viene nominato, dall’assemblea dei soci del 22 giugno amministratore unico e rappresentatante del socio di maggioranza Kreare Impresa Srl.

La stagione 2016-2017 è fallimentare, in quanto la squadra si classifica al dodicesimo posto sempre in Serie B, senza accedere neanche ai play-off. Viene quindi ufficializzato il cambio di guida tecnica: è ingaggiato Fabio Grosso come allenatore al posto di Stefano Colantuono.

Il 14 gennaio 2018 sono stati celebrati i 110 anni dalla fondazione del Foot-Ball Club Bari ed è stata affissa una targa commemorativa nel retrobottega di via Roberto da Bari in cui il fondatore-giocatore Floriano Ludwig costituì la prima squadra della città, la sera del 15 gennaio 1908.

Il 16 luglio 2018, dopo un’annata conclusa al settimo posto e l’eliminazione al primo turno dei play-off contro il Cittadella, la squadra viene estromessa dal campionato di Serie B a causa della mancata ricapitalizzazione e dei tanti debiti pregressi, fallendo per la seconda volta in quattro anni.Il 31 luglio il sindaco Antonio Decaro comunica di aver affidato il titolo sportivo di Serie D, concesso dalla FIGC, al presidente e patron del Napoli Aurelio de Laurentiis. La squadra è inserita nel girone I della Serie D.

LA ROSA ATTUALE

PORTIERI: Davide Marfella 99′, Ovidijus Siaulys 99′, Roberto Maurantonio

DIFENSORI: Valerio Di Cesare, Giuseppe Mattera, Luca Cacioli, Luigi D’Ignazio 98′, Cosimo Nannini 99′, Nicola Aloisi 99′, Nicola Turi 98′, Mattia Gioria 00′

CENTROCAMPISTI: Zaccaria Hamlili, Andrea Feola, Francesco Bolzoni, Alessandro Mutti 00′, Christian Langella 00′, Enrico Piovanello 00′, Nicolò Rozzi 00′, Franco Brienza

ATTACCANTI: Samuele Neglia, Roberto Floriano, Muro Bollino 94′, Luigi Liguori 98′, Simone Simeri 93′, Demiro Pozzebon

ULTIMO INCONTRO:


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Campionato 2018/2019 - Stagione 2018

Classifica

Pos Squadra G. W L Pti
1 Logo Bari 19 15 0 49
2 Logo Turris 19 12 4 37
3 Logo Marsala 19 8 4 31
4 Logo Cittanovese 19 8 7 28
5 Logo Città di Gela 19 8 7 28
6 Logo Castrovillari 19 7 5 28
7 Logo Portici 19 7 6 27
8 Logo Nocerina 19 6 5 26
9 Logo Palmese 19 6 5 26
10 Logo Troina 19 6 5 26
11 Logo Acireale 19 6 7 24
12 Logo Città di Messina 19 6 9 22
13 Logo Sancataldese 19 6 9 22
14 Logo Locri 19 6 9 22
15 Logo Roccella 19 5 7 22
16 Logo Messina 19 5 9 20
17 Logo Igea Virtus 19 3 11 14
18 Logo Rotonda 19 2 13 10
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