Storia Club

Fonte (testo ed immagini): Wikipedia

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Città di Nocera 1910, o semplicemente Città di Nocera, è una società calcistica italiana con sede nella città di Nocera Inferiore (SA). Il club rappresenta sportivamente anche il comune di Nocera Superiore. Nella stagione 2013-14 ha militato nel campionato di Lega Pro Prima Divisione, dal quale però è stata esclusain itinere per illecito sportivo. Nella stagione 2014-15 riparte dall’Eccellenza. Venne fondata nel 1910, con il nome Associazione Giovanile Nocerina, grazie all’iniziativa di un ristretto gruppo, e il suo primo presidente fu Carlo Cattapani. I giocatori furono definiti “molossi” in occasione della gara vinta contro il Napoli nel 1928 per 1 a 0. La squadra ha giocato per tre stagioni in Serie B, nel 1947-48 (dopo uno spareggio con il Monopoli), nel 1978-79 (dopo spareggio col Catania) e, dopo 32 anni, nel 2011-12 (dopo la vittoria del campionato di Lega Pro Prima Divisione 2010-11). Nella stagione 1961-62 ha vinto, inoltre, uno Scudetto Dilettanti. Nella stagione 2015-16, a seguito della rinuncia dell’A.S.G. Nocerina al campionato di competenza, riparte dall’Eccellenza sotto il nome di A.S.D. Città di Nocera 1910.

Le origini

Carlo_Cattapani

Carlo Cattapani, fondatore dell’AGN

L’Associazione Giovanile Nocerina nasce il 1º febbraio del 1910 per iniziativa di Carlo Cattapani. Inizialmente l’associazione si impegna nel teatro, podismo e ciclismo. Il primo incontro di calcio si tiene solo l’anno successivo, in un’amichevole al Piazza D’Armi (il primo campo di calcio regolare della provincia), contro una formazione della vicina Pagani (Pagani F.B.C.). I nocerini vincono per 1 a 0. La divisa era già quella rosso-nera; riportano una vittoria dei “rosso e neri” di Nocera per 2 a 0 nella successiva sfida a Nola. Nel 1919 la squadra gioca il primo derby con la neonata Salernitana vinto dalla Nocerina per 2 a 1 (“con assist del pubblico per il gol decisivo” secondo i giornali di Salerno; “punto validissimo” secondo invece le cronache dei padroni di casa).

Gli anni venti

Ernest Erbstein, allenatore Nocerina 1929/30

Ernest Erbstein, allenatore Nocerina 1929/30

Nel 1921 la Nocerina si affilia a Roma alla neonata Federazione Calcio Sud Italia. Viene negata l’ammissione alla prima divisione e si tiene uno spareggio con la U.S. Cavese: nella partita di andata a Nocera la squadra vince per 3 a 1 e il ritorno termina 2-2, con l’annullamento di una successiva rete della Cavese per l’invasione di campo dei tifosi del Nocera. La squadra non passa comunque in prima divisione “per non aver disputato, l’anno precedente, il campionato di promozione”. L’anno successivo si ha nuovamente un spareggio contro la Cavese, con due pareggi e accesi contrasti tra le tifoserie. Al nuovo spareggio a Bagnoli la Nocerina non si presenta a causa di un rifiuto nella concessione dei giocatori da parte del distretto militare e viene sconfitta a tavolino per 2 a 0. Le squadra vince il girone B del campionato di seconda divisione 1923-24, con record di imbattibilità del portiere Ugo Bartoli per 1029 minuti, accedendo al torneo per il titolo di campione di seconda divisione. Nella stagione 1927-28 giocano ancora in seconda divisione, raggiungendo la salvezza. È l’anno della prima associazione della squadra al simbolo dei molossi. Nei derby con la Salernitana le partite terminano con due pareggi. Nella stagione 1928-29 i rosso-neri, soprannominati orsacchiotti, vincono sul Castellammare e sulla Salernitana, di fronte a 3000 spettatori; alla fine del girone di andata sono secondi dietro il Vomero. Nella partita di ritorno con lo Stabia, il molosso diviene simbolo della squadra. Nel girone di ritorno, battendo anche i napoletani del Vomero, la Nocerina vince il campionato di prima divisione campana e diviene la seconda squadra della regione (dopo il Napoli). Le finali promozione vengono vinte dal Gargallo. Nella stagione 1929-30 la Nocerina è guidata da Ernest Erbstein. La squadra gioca con il Palermo, la Ternana, il Messina e il Cagliari e si classifica al quarto posto, dopo aver vinto a Salerno il derby con la Salernitana per 3-2 Dopo questa stagione la Nocerina deve accontentarsi di campionati in tono minore, fino a scomparire per qualche anno.

Gli anni quaranta e cinquanta

Gli anni del Secondo Dopoguerra vedono la rinascita della squadra: dopo aver vinto il campionato di prima divisione nel 1945, approda alla Serie C, il primo anno guidata dall’allenatore/giocatore Giuseppe Ostromann. Presidente della squadra è Spinelli e con la guida dell’allenatore/giocatore Remo Galli (ex giocatore del Torino) la Nocerina vince il girone A di Serie C 1946-1947. Nel girone finale si classifica a pari punti coi pugliesi di Monopoli: lo spareggio al Motovelodromo Appio, con un pubblico di circa 2000 persone, la formazione costituita da De Fazio, Montagner, Ferrarese, Cipriani, D’Acunto, Busidoni, Marchionni, Palma, Longhi, Galli e D’Avino, raggiunge la Serie B, ancora suddivisa in gironi, dove gioca nel girone C. Nel campionato 1947-1948 sono inizialmente terzi, ma una serie di sconfitte, tra cui l’ultima con il Palermo li porta al dodicesimo posto e alla retrocessione. La squadra gioca in Serie C ancora per due anni per ritornare quindi ai campionati minori, dove hanno per la prima volta come avversaria la squadra di Pagani. Nella stagione 1952-1953 vengono ripescati in Serie D, dove giocano per due anni, fino ad una nuova retrocessione. Le successive stagioni alternano promozioni e retrocessioni. La società sarà nuovamente del presidente Spinelli, a cui si affiancano i Di Florio e i Buscetto.

Gli anni sessanta

Il mister Elia Greco

Il mister Elia Greco

Nel campionato 1961-1962 la formazione di Giacomo De Caprio (Roi, Leone, Alberti, Trevisan, Cuomo, Capacchione, Petrini, Tortora, Foglia, Marchionni, Ranisi) gioca 30 partite utili consecutive, con 8 vittorie consecutive e termina a 53 punti in 30 partite; gli attaccanti sono Foglia con 23 reti e Tortora con 22. Con la vittoria del campionato la squadra accede agli spareggi per l’assegnazione del titolo dello Scudetto Dilettanti. La Nocerina vince il proprio girone, i quarti e la semifinale; la finale è giocata contro la squadra di Porto Sant’Elpidio a Roma, allo stadio delle “Tre Fontane” con 4000 spettatori da Nocera: la Nocerina conduce per 2 a 0, ma termina in pareggio per 2 a 2; nei tempi supplementari un gol di Tortora assegna la vittoria alla Nocerina. Dopo la promozione la squadra giocherà in Serie D per undici stagioni. Nella stagione 1962-1963 Foglia è il capocannoniere della squadra, con 14 reti. Nella successiva stagione 1963-1964 ritorna il portiere Giovanni Roi, cresciuto nelle giovanili del Milan, e arriva l’attaccante Giancarlo Mattucci (42 reti in 197 presenze). Giocano nella Nocerina anche Angelo Mammì, Amedeo Rosamilia e Rino Santin.

Farnese Masoni

Farnese Masoni

Nella stagione 1964-1965 il capocannoniere della squadra è il centravanti Guarniero, con 15 reti, in un attacco formato da Mattucci (5 reti), Santin, Mammì (11 reti) e Santo Mazzola. In questi anni la Nocerina gode del “gemellaggio” con il Milan, da cui provengono buoni calciatori (Campi, Santo Mazzola, Citterio) ed usufruisce dei cosiddetti “prestiti militari”, ossia si avvale delle prestazioni dei calciatori che svolgono il servizio militare a Nocera. Nella stagione 1967-1968, dopo una sconfitta interna, l’allenatore Elia Greco aveva affermato: “Ci rifaremo a Policoro” (ultima squadra in classifica), dove tuttavia la Nocerina venne invece sconfitta. Tra i giocatori sono ancora Alberti, Mattucci, Pucci, Germinario. Nella stagione 1968-1969 ritorna come allenatore Giacomo De Caprio; in campo ci sono il portiere Enzo Tortora, gli attaccanti Bravin (8 reti) e Mattucci (10 reti), i centrocampisti Germinario (6 reti), Brambilla e Carignani (5 reti ciascuno) Nella stagione 1969-1970 fa il suo esordio Roberto Chiancone che avrà 263 presenze con la Nocerina.

Gli anni settanta

Nel campionato 1970-1971, con presidente Carmine Maiorino, il campionato viene concluso dalla squadra giovanile, con l’apporto solo degli esperti De Menia e Franciois: tutti gli altri calciatori vengono svincolati. Nella successiva stagione 1971/72, viene ingaggiato Gianni Di Marzio per rifondare la squadra e arriveranno molti calciatori dalle giovanili del Napoli. Le partite interne si giocano sul campo di Scafati, per i lavori di ristrutturazione del vecchio campo sportivo. La squadra si classifica al secondo posto, miglior piazzamento, fino ad allora, in Serie D. Nella stagione 1972-1973, la squadra del presidente Luigi Villani, guidata prima da Di Costanzo e poi da Mazzetti (Di Mascio, Padovano, S. Esposito, Di Costanzo, Boncori, Bavota, Devastato, Portelli, Sgambato, Fiorillo e Scarano, con La Salvia e Chiancone), vince il campionato e ritorna in Serie C. Le partite interne furono giocate presso il campo sportivo di Sarno, a causa del perdurare dei lavori di rifacimento del vecchio campo di Piazza D’Armi, che diventerà poi lo stadio “San Francesco d’Assisi”. Dopo 22 anni di assenza, la Nocerina, nella stagione 1973-1974, gioca nel girone C della Serie C. La guida della società è sempre nelle mani del marchese Villani; la squadra viene affidata al giovane Lino De Petrillo, pisano d’adozione. La squadra gioca 19 partite utili consecutive che la portano a ridosso delle prime posizioni, ma dopo il pareggio con il Pescara segue una serie di sconfitte: terminano al terzo posto con 45 punti. La formazione era composta da Ridolfi, Marcucci, S. Esposito, Caruso (“Il pendolino”), Fiorini (“Cavallo di denari”), Bavota (“Funzone”), Devastato (“Bicicletta”), Portelli (“Il professore”), Cremaschi (“Esperto bomber”), Mambrin (“L’elegante”), Franciois insieme a Mastropaolo, Gobbi, D’Alessandro e Chiancone. Nella stagione 1974-1975 la squadra conquista la salvezza solo all’ultima giornata. Compare Antonio Orsini, presidente, e i giocatori capitan Pigozzi, Renzo Corni, Rampanti, Valle, Morgia, Nobili, Novelli, Spada, Vescovi. Per il campionato 1976-1977 la dirigenza costruisce una formazione ambiziosa. Torna a Nocera, da allenatore, Rino Santin e arrivano il portiere Sorrentino, Cornaro, Grava, Delli Santi e l’attaccante Stanislao Bozzi, che segna un gol fin dalla prima giornata contro il Cosenza. L’allenatore Santin venne sostituito da un duo interno: Corni e Fasolino. La squadra si salva dalla retrocessione per un solo punto. Per la stagione 1977-1978 l’allenatore è il giovane semisconosciuto Bruno Giorgi. Dopo la riforma dei campionati l’obiettivo della squadra è di raggiungere un piazzamento nella classifica generale che consenta alla squadra di accedere alla Serie C1 e di evitare la Serie C2. Vengono vinti i derby contro il Pagani, e il Cava e nella penultima giornata vince a Brindisi per 4 a 1, seguita da oltre 4000 tifosi. Il campionato termina a 52 punti, al primo posto a pari merito con il Catania Lo spareggio si gioca il 18 giugno 1978 a Catanzaro, arbitrato da Benedetti di Roma e seguito da cinquemila tifosi nocerini e dodicimila catanesi; la formazione nocerina è costituita da Pelosin, Cornaro, Pigozzi, Spada, Grava, Calcagni, Bozzi, Porcari, Chiancone, Caruso e Garlini. Il Catania passa in vantaggio al 6º minuto (Bortot) e la Nocerina pareggia su rigore al 31º (Bozzi). La partita viene vinta dalla Nocerina per 2 a 1 con un gol di Spada nel secondo tempo al 60º minuto. Dopo la partita ci sono scontri tra le tifoserie, con i tifosi del Nocera che trovono rifugio nei portoni della città: nascerà da questo episodio il gemellaggio tra le tifoserie della Nocerina e del Catanzaro.

Bruno Giorgi, allenatore della Nocerina in serie B

Bruno Giorgi, allenatore della Nocerina in serie B

Dopo la promozione i posti nel nuovo stadio San Francesco d’Assisi si rivelano insufficienti e il comune appalta nuovi lavori che portano la capienza a 15 000 spettatori. Nella stagione 1978-1979 la Nocerina giocò in Coppa Italia nel girone di Fiorentina, Monza, Taranto e Juventus. Nella partita disputata allo stadio comunale di Torino (oggi Olimpico) contro la Juventus la Nocerina andò in vantaggio al 10º minuto del primo tempo, ma perse per 3 a 1, con gol bianconeri di Bettega, Tardelli e Benetti. Il campionato di Serie B 1978-1979 vide la retrocessione della compagine, prima con l’allenatore Giorgi, poi con l’esordienteBruno Mazzia. Non ci furono vittorie in trasferta (solo 8 pareggi e 11 sconfitte) e, malgrado le vittorie in casa con Brescia,Sampdoria, Genoa, Bari e e Cesena la Nocerina terminò il campionato al terzultimo posto con 29 punti, davanti al Rimini e alVarese.

Gli anni ottanta

Nella stagione 1980-1981, durante la partita in casa del 23 novembre 1980 con la Cavese, si sentì alle 19 e 33 la scossa sismica del terremoto dell’Irpinia. Nella stagione 1981-1982 la squadra gioca ancora nel girone B della Serie C1; ritorna alla Nocerina di Giacomino De Caprio. che affida la panchina a Lamberto Leonardi. Nel ritorno dalla trasferta di Livorno, in cui la squadra è seguita da 3000 tifosi, cinque di questi (Gennaro Corvino, Giuseppe Salvati, Vincenzo Settembre, Antonio Vaccaro e Matteo Fiorillo, tutti di Castel San Giorgio) perderanno la vita in un incidente stradale. All’ingresso dello stadio viene posta una targa in marmo a loro memoria. Nella penultima giornata la Nocerina è in trasferta a Ponticelli contro il Campania di Morra Greco, mentre il Campobasso è impegnato a Casarano. Quando la Nocerina è in vantaggio di due gol i tifosi del Campania invadono il campo e la partita viene sospesa. Dopo il ritorno in campo il Campania arriva al pareggio. A Casarano un sasso lanciato contro il pullman della squadra colpisce il giocatore molisano Maestripieri. Il campionato si conclude con la Nocerina e il Campobasso seconde a 55 punti, ma lo spareggio non si svolge perché la lega accetta il reclamo del Campobasso e respinge quello della Nocerina, relativi entrambi agli episodi della penultima giornata: il Campobasso passa al secondo posto con 56 punti e viene promosso in serie B, mentre la Nocerina resta terza con 55 punti. Le proteste dei tifosi nocerini portano al blocco della tappa del Giro d’Italia di ciclismo. Nella stagione 1982-1983 la Nocerina gioca in Coppa Italia con la Fiorentina di Antognoni, la Cavese, il Bologna, il Pisa e il Campobasso. Arriva ultima del girone B della Serie C1 e viene retrocessa in Serie C2 insieme alla Reggina. Nella successiva stagione 1983-1984, la squadra guidata da Giuseppe Caramanno viene nuovamente promossa in Serie C1. Nella stagione 1984-1985 gioca nuovamente nel girone B della serie C1. Nella partita del 10 marzo 1985 contro il Palermo dopo un iniziale vantaggio, nella ripresa reclamano un rigore non concesso dall’arbitro, che pochi minuti dopo assegna invece un rigore al Palermo. Per le proteste dei tifosi nocerini la partita viene sospesa e, nonostante la presenza della polizia, il capitano del Palermo non ritorna sul terreno di gioco. La partita viene persa a tavolino per 0 a 2 e il campo viene squalificato. In seguito a questo episodio il presidente Orsini lascia la società, che viene rilevata da Pasquale Genovese. Il campionato si conclude con un’altra retrocessione in Serie C2, nuovamente insieme alla Reggina. Nel campionato C2 della stagione 1985-1986 la squadra, guidata da Ezio Volpi, arriva nuovamente prima e viene di nuovo promossa in C1. Per la stagione 1986-87Giacomo De Caprio porta in squadra il difensore Aldo Firicano (Genoa); Stefano De Agostini (Napoli) e, su tutti, Angelo Di Livio (Juventus, Fiorentina e Nazionale). L’allenatore è Beniamino Cancian. Il decimo posto finale vale la qualificazione alla Coppa Italia. In estate la società viene messa in mora e i calciatori vengono svincolati. L’iscrizione al campionato di Serie C1 1987-88 è consentita da una raccolta di fondi tra i cittadini, promossa dal sindaco Franco D’Angelo, che raccoglie un miliardo di lire. La squadra è affidata a Vincenzo Montefusco. A fine campionato la salvezza si gioca nello spareggio a Cosenza contro il Catania, ma la Nocerina perde e viene retrocessa in Serie C2. Segue il fallimento della società. Dopo il fallimento la squadra acquista il titolo del Nocera Superiore, ripartendo dalla promozione. Vincono il campionato, ma la permanenza nell’interregionale è stentata. Si parla dell’acquisto del titolo del Campania Puteolana di Morra Greco, ma non se ne fa nulla. La squadra retrocede in Eccellenza, dove rimane due anni (1991-1992 e 1992-1993).

Gli anni novanta

Nella stagione 1992-1993 la Nocerina si aggiudica il campionato con uno spareggio al San Paolo di Napoli dove è seguita da 12000 tifosi, contro il Grottaminarda, battuto con un gol di Sauro Magni. Nella stagione 1993-1994 gioca nel girone H del Campionato Nazionale Dilettanti, con il presidente Carlo Albani e l’allenatore Lamberto Leonardi, e conquista il secondo posto dietro la squadra di Benevento e la promozione in Serie C2.

Luigi Del Neri, allenatore della Nocerina dal 1994 al 1996

Luigi Del Neri, allenatore della Nocerina dal 1994 al 1996

La stagione 1994-1995 parte con una vittoria nell’esordio di Trani (Emanuele Cancellato); nella quinta giornata, giocata in casa contro l’Albanova di Casal di Principe, Sebastiano Siviglia segna il suo primo gol da professionista. La prima sconfitta nella settima giornata a Frosinone determina l’esonero di Santosuosso a cui succede Luigi Delneri. L’ultima partita, col Formia, seguita da 15 000 tifosi quindicimila tifosi, permette di terminare il campionato con la promozione in Serie C1. Nella stagione 1995-1996 dopol al vittoria del campionato la presidenza passa dall’Arch. Carlo Albani all’avvocato partenopeo Francesco Maglione. Alla guida della squadra è confermato Luigi Delneri. I gol di Battaglia (soprannominato “Lorenzo il Magnifico”) e di Delle Donne portano la squadra ai play-off contro l’Ascoli. All’andata allo stadio Del Duca, seguita da 4 000 tifosi nocerini, la Nocerina è sconfitta con un rigore di Mirabelli; l’arbitro Gambino nega un rigore ai nocerini ed espelle Pagliaccetti prima e De Ruggiero poi. Il ritorno allo stadio San Francesco termina in pareggio per 0 a 0, malgrado due traverse colpite da Limetti e De Corcia, e la Nocerina resta in Serie C1. Nella successiva stagione 1996-1997 la Nocerina elimina in Coppa Italia il Piacenza e il Perugia e gioca gli ottavi di finale contro la Juventus: l’andata allo stadio Partenio di Avellino, con 30 000 spettatori, termina in pareggio per 0 a 0. Nel ritorno allo stadio Delle Alpi di Torino la Nocerina si porta in vantaggio con Marchegiani, ma alla fine del primo tempo Montero porta la Juventus al pareggio e la Nocerina viene sconfitta per 1 a 2 con un autogol di Giovanni Di Rocco su tiro di Del Piero ed eliminata dalla Coppa Italia. Ancora nella stagione 1996-1997 raggiunge la finale della Coppa Italia di Serie C, eliminando l’Acireale, il Livorno e l’Ancona. In finale contro il Como di Gianluca Zambrotta, vincono in casa per 2 a 0, ma vengono sconfitti nella gara di ritorno. Nel campionato di Serie C1 1996-97 ottiene la salvezza ai play-out contro il Sora: all’andata allo stadio Sferracavallo di Sora la partita si conclude per 1 a 2, con rigore di Zian, mentre al ritorno, allo stadio San Francesco, dopo un vantaggio iniziale degli ospiti, la Nocerina pareggia nella ripresa (Gigi Molino) e vince per 2 a 1 (Fabrizio Fabris). Nella successiva stagione 1997-1998 entra nella società Mario Gambardella coadiuvato da Francesco Maglione e Costabile D’Agosto. Nuovo allenatore è Gianni Simonelli, ex della Salernitana. Durante il campionato il principale marcatore è Emilio Belmonte e il campionato termina con il passaggio ai play-off. L’andata della semifinale degli spareggi è vinta in casa contro il Gualdo per 2 a 0. Nella partita di ritorno il Gualdo passa in vantaggio nel primo tempo e nella ripresa i nocerini pareggiano con De Palma. Il Gualdo passa nuovamente in vantaggio al 77º minuto con Di Venanzio che si ripete al 92º minuto. Al 93º minuto i nocerini accorciano le distanze con un gol in semirovesciata di Di Rocco: la Nocerina sconfitta con un solo gol di scarto per 3 a 2 passa il turno. La finale si gioca allo stadio del Conero diAncona contro la Ternana degli ex Delneri e Fabris: la Nocerina perde per 0 a 1, con gol di Arcadio nel corso del primo supplementare. Gambardella acquista l’intero pacchetto della Nocerina. Nel campionato di Serie C1 1998-1999 la Nocerina non raggiunge i play-off per un punto. L’anno seguente l’allenatore è Roberto Chiancone (sostituito per poche domeniche da Bruno Giordano), ma il campionato è anonimo.

Gli anni duemila

Nel campionato Serie C1 2000-2001 si punta a conservare la categoria. L’allenatore Villa viene esonerato e sostituito da Donato Anzivino, ex terzino dell’Ascoli. La Nocerina chiude il campionato al quindicesimo posto ed è costretta a giocarsi la permanenza in C1 nei play-out contro la Viterbese. Anche Anzivino viene esonerato e sostituito sul campo dal tecnico della formazione Beretti, Gaetano Zeoli. La Nocerina perde i play-out e viene retrocessa alla Serie C2. La squadra viene affidata all’esperto Piero Cucchi con l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato e ritornare in C1. Il fallimento e l’esclusione dai campionato professionistici del Savoia e della Juve Stabia, dovute alle inadempienze del presidente Pane, permettono tuttavia alla Nocerina di giocare nuovamente in C1. Nella stagione 2001-2002 la squadra resta a fondo classifica: si succedono come allenatori Cucchi, Dellisanti, ancora Cucchi e in ultimo Pietro Paolo Virdis. La Nocerina chiude il campionato al sedicesimo posto e dopo aver perso ai play-out contro il Benevento, è retrocessa nuovamente in Serie C2. Nella prima stagione in C2 (2002-2003) la squadra (con Leandro Lazzaro, Daniele Balli, Emiliano Bigica, Onofrio Barone) viene affidata a Eziolino Capuano (poi sostituito da Buffoni) e arriva ai play-off, persi col Catanzaro. Gambardella lascia la società e cominciano forti difficoltà economiche: una cordata di imprenditori locali salva la Nocerina dal fallimento. Nella stagione 2003-2004 la squadra, affidata a Pasquale Ussia, resta in Serie C2 con i gol di Roberto Magliocco e la difesa di Mathew Olorunleke. L’anno successivo (2004-2005), la squadra, guidata da Fabrizio Fabris si salva ai play-out contro il Morro D’Oro. La stagione 2005-2006 vede ancora come presidente Gino Benevento. La formazione rossonera è allenata da Roberto Chiancone. Il campionato si chiude con la salvezza diretta grazie alla penalizzazione cui va incontro il Potenza. Fabio Mazzeo, autore di 17 reti (un solo rigore), è capocannoniere per la Serie C e forma una forte squadra di attacco insieme a Renato Greco. Nell’estate 2006 la famiglia De Marinis rileva le quote della società. Nella stagione 2006-2007, dopo un buon avvio termina il campionato ai play-out contro il Melfi: la partita di andata, allo stadio San Francesco d’Assisi, termina 0-0, mentre nella partita di ritorno a Melfi è sconfitta per 1 a 2 e viene retrocessa in Serie D. Nel campionato Nicola Falomi segna 18 reti (compresa quella nella gara di ritorno dei play-out).

Un'azione di Cosenza vs Nocerina, 2-4

Un’azione di Cosenza vs Nocerina, 2-4

Nella stagione 2007-2008 la Nocerina gioca in Serie D, guidata dall’allenatore: Silvio Paolucci (ex Nuovo Campobasso), che si dimette dopo una serie di risultati non entusiasmanti insieme al direttore sportivo Niccolò Ferrante. La squadra viene affidata alla undicesima giornata al vice Alessandro Erra, che con 19 risultati utili consecutivi (tra cui la vittoria per 2-4 contro la capolista Fortitudo Cosenza al San Vito di Cosenza) si aggiudica l’accesso ai play-off, dove viene tuttavia eliminata al primo turno dal Siracusa.

Associazione Giovanile Nocerina 1910, formazione 2007-2008

Associazione Giovanile Nocerina 1910, formazione 2007-2008

Nella stagione seguente (2008/2009) dissidi interni allo spogliatoio portano all’allontanamento di Pasquale Ussia, tornato ad allenare la squadra e dimissionario dopo sole cinque giornate (quattro vittorie e una sconfitta). La squadra viene affidata a Franco Giugno, sostituito a sua volta prima della fine del girone di andata, prima provvisoriamente da Matteo Pastore, ex calciatore della Nocerina, e dopo due giornate e sei punti conquistati, da Pino Rigoli. Dopo poche giornate questi è nuovamente sostituito da Matteo Pastore. La squadra termina il campionato al secondo posto dopo il Brindisi. Ai play-off la Nocerina sconfigge l’Ischia e il Pianura e accede ai play off nazionali: vince il proprio girone sconfiggendo il Gavorrano e ilSalò, sconfigge in semifinale la squadra di Sapri, vincitrice della Coppa Italia Dilettanti. Nella finale nazionale, disputata allostadio Centro d’Italia a Rieti a porte chiuse, i nocerini sconfiggono la squadra Città di Vico Equense, e sono ammessi allaLega Pro Seconda Divisione (ex Serie C2) al posto della rinunciataria Biellese.

Gli anni duemiladieci

Dopo una salvezza conquistata all’ultima giornata, il fallimento di numerose società calcistiche di Lega Pro apre le porte a numerosi ripescaggi in prima e in seconda divisione: la Nocerina, ottenuto il si della Lega disputa il campionato di Lega Pro Prima Divisione 2010-2011. Il presidente è Giovanni Citarella e il direttore sportivo è Ivano Pastore; il tecnico è Gaetano Auteri. Alla fine del girone di andata la Nocerina è campione d’inverno con un distacco notevole sugli inseguitori, che aumenta nel girone di ritorno. La promozione alla Serie B è ottenuto il 23 aprile 2011 grazie alla vittoria per 0-1 sul campo del Foggia, con tre giornate d’anticipo. Il campionato viene chiuso con 72 punti (21 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte), record per il girone B da quando esistono i tre punti a partita. Confermata in gran parte la rosa del campionato precedente e in panchina Gaetano Auteri. L’incarico di segretario generale viene affidato all’esperto Giuseppe Iodice ex Salernitana e Napoli. Tra i nuovi acquisti arrivano i centrocampisti Luiz Gabriel Sacilotto e Alberto Giuliatto e l’attaccante Gianvito Plasmati. Il 14 agosto 2011 in Coppa Italia viene superato il Foggia al primo turno (2-0), mentre il 20 agosto nel secondo al Ferraris il Genoa riesce ad evitare i supplementari proprio al 90′, in uno spettacolare 4-3. La squadra non parte male: vengono conquistati 13 punti nelle prime partite, di cui 8 in trasferta (prime due vittorie esterne in assoluto in Serie B, ottenute contro Livorno e Cittadella il 4 settembre e il 1º ottobre, pareggi a Bari e Verona), mentre in casa subisce alcune clamorose sconfitte (Ascoli e Juve Stabia). Dopo la vittoria interna per 4-2 ai danni della Sampdoria del 29 ottobre 2011, la squadra inizia ad attraversare una crisi di gioco e risultati. La difesa traballa e la squadra subisce continue rimonte. Alla fine del girone d’andata la squadra è relegata al penultimo posto con 16 punti, frutto di 3 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte. Se l’attacco è tra i più prolifici del torneo (30 goal fatti), la difesa è la più battuta (40 goal subiti). Il 7 gennaio 2012, all’indomani del 4-2 interno subìto dal Pescara, Auteri e il suo staff tecnico vengono sollevati dall’incarico e al suo posto viene chiamato Salvatore Campilongo, reduce da alcune esperienze nella serie cadetta. Ma la parentesi Campilongo dura due giornate (altrettante sconfitte). Oltre al suo staff, viene esonerato anche il direttore sportivo Ivano Pastore, cui subentra Marcello Pitino. Martedì 24 gennaio viene ufficializzato il reincarico ad Auteri. La squadra viene rinforzata con gli acquisti del centrocampista Andrea Parola dal Piacenza, dei difensori Angelo Rea e Lorenzo Laverone (entrambi dal Sassuolo), e del fantasista peruviano Roberto Merino (ex Salernitana). Tra le cessioni spiccano in particolare quella del portiere Piergraziano Gori, cui viene preferito Emanuele Concetti, in prestito dalla Pergocrema e quelle di altri giocatori, tra i quali Plasmati, De Liguori, Cavallaro, Petrilli, Marsili e Filosa. Nell’ultimo giorno di calciomercato invernale, vengono acquistati il difensore Giuseppe Figliomeni (proveniente dal Varese), e i due centrocampisti Biagio Pagano (in prestito dal Torino) e Ahmed Barusso (in prestito dalla Roma); il 17 febbraio viene acquistato il trentaseienne portiere Gabriele Aldegani, svincolatosi dalla Cremonese. La squadra inizia ad accennare segnali di ripresa. Arrivano punti in trasferta (Juve Stabia e Grosseto) e vittorie in casa (Gubbio, Verona, Empoli, Albinoleffe e Padova). Dopo la vittoria a Vicenza la squadra comincia a credere nei play-out. Ma le sconfitte contro Reggina (in casa) e Crotone (fuori), condannano la Nocerina al terz’ultimo posto in classifica e alla retrocessione in Lega Pro Prima Divisione. In estate scoppia lo scandalo del calcioscomesse, che vede coinvolte le compagini di Lecce e Grosseto con la Nocerina porsi come società terza interessata, nella speranza di poter usufruire di un ripescaggio in serie cadetta. In primo grado di giudizio sia Lecce che Grosseto vengono condannate ad una retrocessione diretta in Lega Pro. Tuttavia, le due società presentano ricorso ed il secondo grado vede un parziale mutamento della sentenza con il Lecce ancora una volta retrocesso mentre la compagine maremmana viene riammessa nuovamente in serie B ma con 6 punti di penalizzazione da scontare nella prossima stagione. A questo punto si infrangono i sogni di ripescaggio della Nocerina nella serie cadetta: infatti il posto del Lecce viene preso dal Vicenza in virtù del miglior piazzamento rispetto ai molossi nella classifica della scorsa stagione. La squadra viene collocata nel girone B di Lega Pro Prima Divisione, ridotto a sedici squadre. Al primo anno in Lega Pro Prima Divisione ottiene la quarta posizione in campionato e si qualifica così per i playoff promozione dove viene eliminata dal Latina in virtù della miglior classifica finale dei pontini (le partite finiscono 1-0 e 0-1).

Dai fatti di Salerno alla rinascita

Nasce una nuova estate travagliata: il 14 luglio il presidente Citarella dichiara ai giornali che la Nocerina non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro; il giorno dopo annuncia che la situazione è stata sanata. Luigi Benevento viene eletto dal cosiddetto Comitato salvezza quale nuovo presidente. La panchina viene affidata a Gaetano Fontana e Luigi Pavarese viene nominato nuovo direttore generale. La rosa viene completamente rinnovata tra cessioni eccellenti (in particolare il ritorno di Evacuo al Benevento e quella di Negro al Latina) e giovani in prestito dal vivaio della serie A, come il lituano Vilkaitis (dalla Lazio) e lo sloveno Jogan (dal Verona). La stagione 2013-14 è tribolatissima. Ai pessimi risultati sul campo si aggiungono le vicende del derby-farsa con la Salernitana, in cui 5 giocatori fingono di infortunarsi per far sospendere la partita e sfuggire alle minacce dei propri tifosi[6], e successivamente anche l’arresto del patron Giovanni Citarella con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false e all’intestazione fittizia di beni. A seguito di questi fatti il 29 gennaio 2014 la Nocerina viene esclusa dal campionato di Lega Pro, con sentenza della Commissione Disciplinare della FIGC, per aver commesso un illecito sportivo. Inoltre la Commissione ha stabilito che la squadra sarà assegnata ad un campionato di categoria inferiore, in aggiunta alla squalifica di cinque giocatori, tre dirigenti, due allenatori e al pagamento di una multa pari a 10 000 euro. È datata 1º agosto 2014 la sentenza del Consiglio Federale di Lega che concede ai rossoneri la possibilità di proseguire la propria attività sportiva nel torneo di Eccellenza Campana. Ancora una volta l’incertezza regna sovrana: i proclami di ristrutturazione societaria atti ad un rilancio finanziario della squadra non convincono tifosi ed esperti. Per tale motivazione, nel frattempo, l’Associazione Nocerini, nata qualche mese prima per sostenere il club tramite un meccanismo di azionariato popolare, gioca il tutto per tutto, provando ad acquisire un titolo di Eccellenza utile a ripartire con una nuova realtà, distinta dall’A.S.G. e libera dal pesante fardello debitorio oltre che dalle relative problematiche giudiziarie della stessa. L’estremo tentativo non va, però, a buon fine per questioni di natura burocratica: non possono coesistere due formazioni della stessa città nel medesimo campionato. Si ricomincia, quindi, dal girone B di Eccellenza, ed una grande incognita sul futuro. La squadra viene allestita, con limitate risorse economiche, in pochi giorni dal neo direttore sportivo Giovanni Piemonte, vecchia conoscenza rossonera. La panchina è affidata all’angrese Vincenzo Criscuolo. La stagione 2014-2015, vissuta a turno tra Nocera Superiore, Inferiore ed Angri, è anonima, con 39 punti in 32 partite che valgono il nono posto finale. Sul fronte amministrativo, invece, si registra il passaggio del 58% delle quote dai vecchi soci Castiello, Benevento, Marrazzo, Villani e Fortunato a Silvio Cuofano, il quale assume anche la carica di Amministratore Unico del sodalizio.L’ingente esposizione erariale, oltre che la pendente spada di Damocle dei possibili risvolti sportivi delle inchieste sull’ex patron Citarella, allontanano, però, qualsiasi investitore dalla Nocerina. Urge necessariamente voltare pagina. Per questo, un gruppo di imprenditori e professionisti locali e non, messo insieme su iniziativa dell’Associazione Nocerini, coadiuvata dall’apporto dell’avvocato Francesco D’Angelo, già in passato al capezzale dei molossi, si fa largo, lavorando sotto traccia alla costituzione di una nuova realtà sportiva. L’idea è legata allo sviluppo di un progetto che vede al centro non solo il calcio, ma anche altre discipline, riunite sotto un unico nome. Prende forma, così, l’A.S.D. Città di Nocera 1910, grazie al titolo del Città di Agropoli, formazione di Eccellenza.[1] Lo scoglio è, tuttavia, correlato alla denominazione: fintanto che esisterà l’A.S.G. non sarà possibile acquisire la dicitura storica Nocerina. La piazza si ritrova, quindi, spaccata: da un lato i sostenitori del nuovo progetto, dall’altra i nostalgici del nome e del marchio identificativo. A diradare, però, i dubbi degli sportivi cittadini, come un fulmine a ciel sereno, il comunicato dell’amministratore Cuofano, del 10 luglio 2015, che esprime la ferma volontà di non iscrivere più la squadra al torneo federale di competenza, dando il via alla procedura per la messa in liquidazione. Con la resa della società protagonista della promozione in Serie B del 2011, è l’A.S.D Città di Nocera 1910, ad assumere, pertanto, l’onere di rappresentare calcisticamente il comprensorio. Per la prima volta nella centenaria storia rossonera, inoltre, una componente di tifosi diviene parte integrante ed attiva delle vicende gestionali e sportive del club, con Gaetano Maiorino e Francesco Cuomo, consiglieri del direttivo, e Nicola Maiorino, team manager, grazie ad un complesso di rappresentanza garantita mediante azionariato popolare, allestito dall’Associazione Nocerini. Viene eletto presidente il dottore Nicola Padovano, già in passato massimo esponente del sodalizio, oltre che medico sociale, e presidente onorario dell’Associazione stessa. L’incarico di allenatore va a Pasquale Esposito, ex di Angri, Scafatese e Solofra. L’imperativo per la nuova stagione è chiaro sin dalle prime battute: restituire dignità al popolo rossonero dopo due anni di mortificazioni.
Con Comunicato ufficiale numero 71 del 28 gennaio 2016 l’A.S.G. Nocerina S.R.L. è dichiarata inattiva dalla Federazione. 
Il 3 febbraio 2016, allo Stadio Partenio-Adriano Lombardi di Avellino, la squadra, affidata a Vincenzo Maiuri dopo le dimissioni del tecnico Esposito, vince la Coppa Italia Dilettanti regionale battendo 2-0 la Sessana Aurunci con le reti del nocerino Piero Ciotti e di Pasquale Carotenuto.
Dopo una cavalcata trionfale il 17 aprile 2016 il Città di Nocera vince il campionato di Eccellenza battendo ogni record e conquistando quota 80 punti lasciando alle sue spalle la corazzata Sant’Agnello.
Nella stagione 2016-17 la squadra prende parte al campionato di Serie D con la denominazione storica di Nocerina.

 

La storia continua…