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“essere un padre è un diritto e un dovere”, la storia di Alessio Ossino

Al di là della rivalità, essere padre è un diritto e un dovere. Alessio Ossino noi tifiamo per te”. recitava così lo striscione esposto al Marulla di Cosenza qualche settimana fa, lo striscione era rivolto ad Alessio Ossino, cantante catanese, il quale sta in queste settimane suscitando l’interesse per la sua storia e della sua battaglia per rivedere suo figlio Loris.

Innanzitutto ci tengo ancora a ringraziare chi mi vuole bene, ovvero mia moglie Manuela la quale mi è sempre accanto, i miei amici, i miei fans ed anche tutta la gente calorosa che in questo brutto periodo per me mi supporta” dice Ossino, ” Sto davvero male da quando non vedo più mio figlio, sto passando davvero dei brutti momenti, purtroppo soffro anche di depressione e ciò mi causa tante problematiche“.

Il caso di Alessio Ossino e di suo figlio, il piccolo Loris, era già salito alla ribalta nazionale qualche anno fa, il piccolo infatti, è nato con una deformazione alla mano ed al cuore, e nel 2014 suo padre intraprese una lotta per far si che suo figlio potesse essere curato.
Iniziò così uno dei tanti calvari che il 32enne di Catania ha affrontato, dovendo far tappa in più città italiane (tra cui anche Napoli e Milano), proprio a Napoli decise di passare all’azione, cercando in qualsiasi modo di far sentire la sua voce, che sembrava ignorata, infatti l’uomo stava per tentare addirittura il suicidio. Gesto che non passò inosservato, tanto che al San Paolo, gli ultras azzurri esposero uno striscione per incitare appunto il piccolo Loris e suo padre.

Le brutte esperienze per Ossino ci sono sempre state, “Circa 11 anni fa sono stato in carcere, appena uscito ho passato un periodo a riabilitarmi, cosa che mi fece stare già meglio” ci dice “Porto comunque quest’esperienza con me, attribuisco anche a ciò la causa del mio star male attuale, spero che i giovani non facciano mai simili errori.“.
Un’elemento importante per Ossino è senza dubbio la sua famigliaRingrazio la mia famiglia che mi è sempre stata vicina, che purtroppo negli anni ha subito due sfratti: uno nel 2013 ed uno molto recente. Fu dopo il primo sfratto che seppi della gravidanza della mia ex (la madre di Loris, ndr.)”.
Dopo il calvario della malattia di Loris, Ossino ha dovuto subire anche un’altra ingiustizia, “Andai al pronto soccorso con mia cognata, perchè seppi che Loris stava male, chiesi come stava mio figlio, mi risposero che non era recuperato, con la coda dell’occhio vidi però la mia ex con sua madre e da lì capii tutto, il bambino era comunque ricoverato in ospedale“.

Un’altro brutto colpo per il noto neomelodico, il quale è abituato alla solidarietà ed ai gesti “coraggiosi“, “Sono sempre stato una persona che cerca di fare del bene per il prossimo, una volta ho provato a vivere come un clochard, perchè in fondo è vero che non hai i soldi, ma c’è comunque tanta solidarietà e speranza, la stragrande maggioranza è gente che va aiutata e curata, l’esempio lampante è il caso di Angelo il padre di Saviano che è purtroppo morto assiderato. Purtroppo il vero problema è lo stato che è assente sopratutto per i problemi sociali.
Una persona anche di cuore Alessio Ossino, che però sta portando avanti una battaglia, che potrebbe sfociare nella causa legale. “Tengo a precisare che nessun magistrato ha stabilito che io non debba vedere mio figlio, è inaudito che un padre non possa vedere la sua creatura. Vorrei ringraziare anche il mio legale, la dott.ssa Monica Catalano, che mi sta aiutando tanto in questo momento, sono una persona che nonostante tutto confida nella legge e spero vivamente che questo inferno possa finire, perchè è una cosa che mi fa morire interiormente.“.
Infine lancia un annuncio per i suoi fan e per chi lo segue, “A breve uscirà la mia ultima traccia, la quale parlerà appunto della mia storia, poi smetterò al momento con la mia carriera musicale, chiedo scusa a chi mi vuol bene e chi mi ascolta, ma ora devo pensare a curarmi, perchè davvero non ce la faccio più e sto male.
Una battaglia che sta davvero facendo il giro d’Italia, sopratutto attraverso le curve le quali, dinnanzi a queste tematiche, mettono da parte i campanilismi e porgono sempre una mano.

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