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IEZZO: “Nocera mi ha dato tanto. Simonelli grandissimo allenatore. E su Sommariva…”

Durante la puntata de “La Nocerina Siamo Noi”, che va in onda tutti i lunedì dalle 21 alle 22 sulla nostra pagina facebook, abbiamo intervistato Gennaro Iezzo. L’ex portiere rossonero degli anni novanta si è soffermato molto su Simonelli, su quanto sia stato importante Nocera e sull’attuale squadra. Di seguito riportiamo le sue parole 

Gennaro Iezzo. Innanzitutto di cosa ti stai occupando adesso?

“Sto aspettando qualche progetto importante. Ne ho rifiutato già un paio perché prima di prendere una decisione ci penso mille volte. Voglio allenare e farlo per una società seria”. 

Chissà che un giorno non sarà  Nocera
“Non si sa mai, magari. Io a Nocera sono stato bene perché li ho incominciato a fare il professionista. Oggi però la Nocerina ha un grandissimo allenatore come Simonelli che ho avuto la fortuna di averlo a Catania. Poco tempo fa sono stato anche a Nocera per andarlo a trovare e vedere un po’ d’allenamenti. E’ stato bello sia perché ho avuto modo di vederlo all’opera e sia per riabbracciarlo”.

Una vittoria quella contro il Francavilla di marca simonelliana, dopo qualche risultato che non aveva convinto i tifosi
“Il mister è una persona che vive per il calcio e lo fa in un modo spettacolare perché è uno che vuole la serietà e vuole che in allenamento si dia sempre il massimo. Fuori dal campo è sempre stata una persona eccezionale con la battutina facile”.

Forse in carriera meritava qualcosa in più
“L’ho sempre detto. Oggi faccio l’opinionista in tv e io ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori come Prandelli, Reja, Del Neri, Mazzarri e tanti altri, però quello che mi ha dato Simonelli non me l’ha dato nessuno. Ricordo bene quando lui diceva che i moduli, nonostante ti aiutino ad avere un’identità di gioco, lasciano il tempo che trovano. Per vincere le partite serve il sacrificio e le gambe. Bisogna correre tanto e per me ha perfettamente ragione”.

In campionato i rossoneri si trovano a sette punti dal Trastevere. Secondo te è possibile rimontare?
“La Nocerina, arrivato a questo punto, deve giocarsela partita dopo partita. Non è una frase fatta ma è così. Bisogna sperare in qualche passo falso della capolista, però non dimentichiamoci che al giorno d’oggi molte società vanno in difficoltà e falliscono. La Nocerina società, in quel caso, dovrà essere pronta a mettere le migliori carte in tavola per il ripescaggio. Nocera ha uno stadio che può tranquillamente fare la Lega Pro e sinceramente una tifoseria come questa non può stare tra i dilettanti e negli anni lo ha sempre dimostrato”.

Quanto è stato importante per te giocare in questa piazza?
“Giocare in una tifoseria importante ed esigente come quella della Nocerina ti da qualcosa in più quando poi vai in altre piazze. Ci sono stati momenti importanti e ricordo che poi nelle altre squadre quando i miei compagni mi chiedevano perché non avessi timore di affrontare varie trasferte io rispondevo perché sono stato a Nocera, ora posso giocare in qualsiasi stadio. Questa società mi ha dato tanto e mi ha formato come giocatore”.

La gara che ti ha consacrato con la maglia rossonera è stata senza ombra di dubbio in Coppa contro la Juventus
“Sono ricordi bellissimi. Giocammo al Partenio per dare la possibilità a tutti i tifosi di essere presenti. Ricordo che nello spogliatoio passavano davanti a noi i calciatori della Juventus che all’epoca erano campioni del mondo in carica, dopo aver vinto la Coppa Intercontinentale. Erano gente che noi avevamo potuto ammirare solo in televisione e riuscimmo a trovare un pareggio che è rimasto nella storia.  Il rammarico di quell’anno è che fummo bravi solo in Coppa Italia dove eliminammo Piacenza e Perugia e per poco anche la Juventus. Ricordo che quel fenomeno di Battaglia all’ultimo minuto stava riuscendo a siglare un gran gol dopo aver scartato mezza difesa. E’ una partita che resterà sempre impressa nella mia mente”.

L’attuale portiere della Nocerina Daniele Sommariva sta vivendo la tua stessa situazione. Dopo una partenza in sordina sta provando ad emergere
“Quando venni a Nocera avevo già disputato un campionato di Serie D con la Scafatese. Sommariva invece viene da un campionato primavera dove i punti lasciano il tempo che trovano. Rispetto a lui ero mentalmente più pronto perché venivo da una stagione dove i punti valevano e in ogni campo era una battaglia. Penso che questo ragazzo abbia grosse qualità e poi è allenato bene perché c’è il preparatore dei portieri Petrazzuolo che sa fare benissimo il proprio mestiere. Penso che abbia un grande futuro alle spalle e l’unica cosa che deve fare è restare calmo. Si sa che il ruolo del portiere è delicato perché in una gara puoi risultare decisivo nel bene e nel male. A Nocera, poi, se fai un grande campionato diventi l’idolo della piazza”. 

Con chi ti stai sentendo ancora degli amici di Nocera?
“Con tutti, partendo dai tifosi e per questo colgo l’occasione di ricordare Giovanni Limone che aveva un ristorante lì e che é scomparso qualche anno fa. Uno che mi sento spesso è il magazziniere Giovanni Oliva”.  

Giovanni Oliva, la storia rossonera e una persona molto passionale
“Giovanni lo ricordo quando venni a giocare con la maglia della Scafatese a Nocera. Si metteva sempre dietro la porta del portiere avversario e gliene diceva di tutti i colori. Per me non ci può essere la Nocerina senza Giovanni. E’ parte integrante di questa società ed è importantissimo per lo spogliatoio dove porta sempre allegria”.


Allora magari ci vedremo al San Francesco una di queste gare?
“Già in queste settimane avevo in programma di assistere a qualche allenamento. Magari riuscirò a venire a vedere qualche partita”.
 

 

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