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DI ROCCO: “Gli anni a Nocera indimenticabili. Chi ha indossato questa casacca non se la toglie più di dosso”

E’ intervenuto durante il corso della puntata de “La Nocerina Siamo Noi”, in onda ogni lunedì dalle 21 alle 22 sulla pagina facebook ufficiale di Nocerina Live, l’ex difensore rossonero Gianni Di Rocco che ha vestito questa casacca dal 1996 al 1998. Anche lui sarà presente all’amichevole di beneficenza in programma il 13 maggio al San Francesco  tra Nazionale cantanti e artisti e Vecchie Glorie Nocerina. Di seguito la sua intervista


Gianni di cosa ti stai occupando dopo aver appeso gli scarpini al chiodo?

“Gli scarpini al chiodo li ho appesi dieci anni fa e adesso mi dedico completamente alla famiglia e al mio lavoro. Il calcio per il momento è passato in secondo piano ma spero che torni presto a far parte della mia vita in quanto ho passato ben trent’anni  sui campi di calcio”.

Parlando poi dei suoi ex compagni alla Nocerina
“Seguo con grande affetto le gesta del mitico citofono Vincenzo Criscuolo che è tornato ad allenare i ragazzini della Nocerina e gli auguro sinceramente di fare bene anche perché è un ragazzo che merita. Conosce benissimo la stima che ho nei suoi confronti e molti dei nostri successi sono stati dovuti alle sue parate. Sono sedici anni che non lo vedo”.
 
Per l’occasione lo rincontrerai a questo bellissimo evento del 13 maggio di beneficenza tra le Vecchie Glorie e la Nazionale cantanti e artisti
“Sono emozionato perché poter rivedere vecchi amici fa sempre piacere. Adesso ho un po’ di pancetta, faremo del nostro meglio però poi lo scopo principale è altro”.

Tutti ricordano quel tuo gol al Gualdo
“Sono ricordi indelebili anche perché non ho mai segnato tanti gol. Quel giorno fu così particolare e non so come ma riuscì a segnare un gol così importante. Fu una grande soddisfazione soprattutto per i tifosi che se lo meritavano. Questo è quello che voglio passare ai miei figli ovvero quanto l’amore di una città può essere importante per un calciatore”.

Vediamo se ti ricordi l’azione
“Eravamo quasi alla fine. Ci fu un lancio lungo di De Iulis sulla fascia verso Salvatore Marra il quale non so perché non crossò di sinistra ma fece una finta e con il destro mise in mezzo il pallone e io, che non so perché mi trovai in avanti, di semi rovesciata colpì perfettamente e la palla  si infilò nell’angolino basso”.

Con un Simonelli scatenato come non l’abbiamo mai visto
“Spero vivamente che possa fare quel tipo di esultanza anche a fine stagione. Quel giorno fu particolare e il fatto che Simonelli si lasciò andare lo fa ben capire. Dopo il gol saltarono di gioia tutti anche se poi rischiammo all’ultimo di pareggiarla”.

Che tipo di allenatore è Simonelli?
“Simonelli è un tecnico competente e un grosso insegnante di calcio. Molte cose che ho imparato da lui non nascondo che ho provato ad insegnarlo ai ragazzini che ho allenato. Ho un ricordo bellissimo perché era un allenatore che aveva un rapporto schietto con tutti noi. So che ultimamente ha avuto qualche critica però nel calcio ci sta. Parlando del campionato il Trastevere affronterà una squadra molto difficile come il Nardò. Il Bisceglie avrà una trasferta difficile contro l’Herculanuem e la Nocerina potrebbe sfruttare la giornata per avvicinarsi in vista poi dello scontro diretto”.

Ti vedo molto informato sulla Nocerina
“Chi ha indossato questa casacca, e non lo dico per retorica, è difficile che se la toglie di dosso. Nocera è una città che ti da tantissimo ma anche una piazza esigente come è giusto che sia. Però se vede che il calciatore da l’anima è pronta a darti tutto te stessa. Ce lo dimostrò  anche l’anno prima (1996-1997 n.d.r) dove nonostante non andassimo bene in campionato ci hanno sempre supportati”.

Non si poteva non parlare di Giovanni Oliva, storico magazziniere rossonero
“Giovanni è un’istituzione. Era il primo a piangere di gioia o di dolore in caso di vittoria o sconfitta. Ha più anni lui che la Nocerina (sorride n.d.r). Gli facevamo sempre molti scherzi soprattutto Salvatore Marra e Vincenzo. Criscuolo. Lo rinchiudevano dappertutto e lo mettevano nella cesta dei panni sporchi. Era sempre il primo ad esultare. Ci dava allegria e sono quelle persone che all’interno dello spogliatoio servono”.

La speranza campionato quindi c’è
“Vedere la Nocerina in quarta serie non è una cosa piacevole. Spero ritorni in Lega Pro. Le giornate sono poche ma ci sono delle partite dove il Trastevere potrebbe perdere qualche punto e la Nocerina potrebbe approfittarne. I punti sono sei e le squadre sono tre. E’ difficile però l’importante che i rossoneri le vincano tutte”.

Per ascoltare tutta l’intervista basta andare sulla pagina facebook ufficiale di Nocerina Live (non il gruppo). Cliccare sulla sezione video e cliccare poi sulla puntata de “La Nocerina Siamo Noi”

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