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INTERVISTA|Mario Barone:”Ha significato tanto l’uscita del direttore Prete; possibile il ripescaggio dei rossoneri tra i Pro”

Abbiamo intervistato l’ex rossonero Mario Barone, centrocampista rossonero fino a Dicembre, queste le sue parole:

Mario, hai cambiato squadra a dicembre, raggiungendo lo stesso obiettivo che ha raggiunto la Nocerina: contento della tua stagione?
Direi di essere contento a metà. Ho ancora un po’ di amaro in bocca, avrei voluto fare sicuramente qualcosa in più ed essendo abbastanza autocritico a giochi fatti l’ho vissuta come una piccola sconfitta, anche perché a mio parere sia la Nocerina che la Massese erano le squadre più forti dei rispettivi gironi, poi però me ne sono fatto una ragione anche perché ne vince una sola e spesso non basta essere più forti ma sono diversi i fattori che devono combinarsi.

Quel qualcosa in più che forse non sei riuscito a dare a Nocera? Dov’è avvenuto il blackout coi rossoneri, e la decisione di lasciare la Nocerina?
Sicuramente soprattutto a Nocera avrei voluto dare qualcosa in più ma credo così come tutti quelli che come me sono andati via a dicembre, eravamo consapevoli della forza e del valore della squadra ma vuoi per un motivo vuoi per un altro non siamo riusciti a fare del nostro meglio. Io non parlerei di blackout ma di una decisione presa con ponderazione quasi come se mi ci avessero portato a prenderla, e credo che tanto abbia significato l’uscita del direttore Prete che fortemente mi ha voluto e che ringrazio davvero per la bella persona che è, forse anche fin troppo limpido e pulito per questo calcio… Le cose poi potevano cambiare con l’arrivo di mister Simonelli con il quale ho imparato tanto nel breve periodo in cui siamo stati insieme, ma oramai avevo già preso la mia decisione, mettici poi che avevo la possibilità di stare vicino a mia moglie.
Nello spogliatoio, quale era l’obiettivo che vi eravate prefissati dal ritito? Ci sono state versioni discordanti sugli obiettivi che doveva raggiungere la Nocerina quest’anno. Eravate convinti di poter vincere il campionato, era questo l’obiettivo dettato anche dalla società?
Ma inizialmente l’obiettivo che noi giocatori ci eravamo prefissati era quello di fare bene e provare comunque a vincere. Che io sappia anche la società era convinta del valore della squadra quindi credo di sì poi non so se dopo gli obiettivi sono cambiati o meno
Che aria si respirava nello spogliatoio fino alla tua partenza? Hai seguito dopo la Nocerina e ti sei tenuto in contatto con qualche tuo ex compagno?
Ma non direi male anche perché a parte l’inizio un po’ così e il momento del cambio allenatore poi le cose non sono andate malissimo i risultati cominciavano a venire, ma ti ripeto, credo che tutti eravamo consapevoli della forza della squadra e alla lunga i valori sarebbero venuti fuori…certo che l’ho seguita il piacere era che salisse comunque tra i pro, la piazza lo merita, e con qualcuno sono rimasto in contatto.
Pensi ci siano possibilità di ripescaggio per i rossoneri? Risponderesti di nuovo si ad una chiamata della società, magari tra i pro?
Io credo di sì, la Nocerina come la Massese sono tra le prime che potrebbero essere ripescate, vedendo poi quelle che sono retrocesse e che non possono essere ripescate credo abbiano buone possibilità…
Ci sono piazze calcistiche che non si possono rifiutare e Nocera è una di quelle.
Al fianco di Mario Coppola nel 3-5-2 di mister Simonelli avresti potuto fare scintille…
Lo pensavo anche io infatti; come si dice, mi sono un po’ mangiato le mani…
 

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