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Nuceria e Capua, storia del derby “più antico” della Campania

 

Un derby, quello tra Nocerina e Gladiator, che calcisticamente non ha mai avuto peso o clamore mediatico al pari magari di una sfida con un Savoia o una Salernitana per i primi o con la Casertana per i secondi, ma che racchiude molto di più, infatti domenica al San Francesco si contrapporranno due città con una passato glorioso, le quali per secoli sono state l’ago della bilancia per la storia campana.

Per una volta non parliamo prettamente del contesto calcistico, ma approfondiremo qualcosa di più radicato.

Parliamo infatti di due realtà che storicamente hanno una comune origine, locate in due strategiche posizioni dell’antica Campania, con una cultura antica pressoché comune, basti pensare che nell’area che va proprio dall’antica Capua all’agro di Nocera nel tempo sono stati trovati reperti e testimonianze archeologiche, che evidenziano una comune cultura territoriale. Di comune le due antiche città hanno avuto anche l’impulso fondamentale della dominazione etrusca, infatti le due città, certamente già esistenti prima del VII secolo a.C. come agglomerati di villaggi formati da popolazioni autoctone, furono scelte strategicamente dagli Etruschi per fondare le prime colonie nel Sud, in contrapposizione all’espansione greca nel meridione, partendo proprio da Volturnum (che secondo le fonti in quell’epoca si sarebbe dovuta chiamare così, prima ancora che Capua) e da una “nuova rocca” frapposta nella valle tra i golfi di Napoli e Salerno, quella che in seguito sarà conosciuta come Nuvkrinum. I due centri, insieme alle altre realtà del comprensorio, come per esempio Nola, altra importante città etrusca, furono assoggettate al sistema politico similare alla Dodecapoli Etrusca del Nord Italia, istituito per rafforzare il blocco all’espansione greca e dove le città più importanti furono proprio Nocera, Capua e Nola. Sconfitti gli etruschi in quel di Cuma, nel V secolo a.C. tutta la zona finì per essere assoggettata al dominio della popolazione sannitica degli Osci, fu qui che i due centri variarono il loro nome, di fatti è in questi secoli che si trovano le prime attestazioni in osco delle due città: se Nuvkrinum resterà col nome pressoché invariato, con la sola aggiunta del genitivo Alafaternum (in quanto l’avamposto fu affidato alla tribù irpina degli Alfaterni), Voturnum varierà il suo nome in “Kapu, e successivamente anche Kapys o Capye. Con la dominazione osco-sannita, le due città divennero capitali di due differenti leghe campane, ricordiamo che la Lega Nucerina assoggettava gli avamposti di Stabia, Ercolano, Pompei e Sorrento. Inoltre Nuvkrinum batteva propria moneta ed adottò un proprio alfabeto, frammisto all’osco ed all’etrusco.
Nel IV secolo le due città entrarono nelle mire dei Sanniti, se Nocera fu durante la Prima e la Seconda guerra sannitica da subito alleata ai Sanniti, Capua chiese più volte la protezione all’altra potenza in espansione: Roma. Fu proprio il volontario consegnarsi di Capua ai romani che innescherà il primo conflitto romano-sannitico. Nocera invece diventerà alleata di Roma solo dopo la seconda guerra sannitica nel 307 a.C. . In questi secoli la Repubblica Romana, da un distaccamento della via Appia che dava a Reghium, la via Popilia, collegò Capua e Nuceria, ingegnandosi e dando vita al Passo oggi noto come “Dell’Orco“.

I destini delle due città si incrociano di nuovo durante la Seconda guerra Punica: il condottiero cartaginese Annibale infatti, decise di cercare alleanze tra le ex città sannitiche del Meridione, prendendo da subito Capua e scegliendola come avamposto politico e militare,  da dove far partire le scorribande militari. Assoggettata Capua (insieme ad Atella e Calatia), Annibale provò a trattare anche con Nola e Nuceria, il cartaginese ben pensò che se avesse avuto dalla sua le più potenti città della Campania, Roma avrebbe subito un durissimo colpo politico e militare. Le due città tuttavia rimasero fedeli a Roma e Nuceria fu distrutta completamente nel settembre del 216 a.C. .

Mentre Nuceria fu gratificata dai romani, soprattutto con la ricostruzione ed espansione della città, Capua pagò a caro prezzo il tradimento, venendo declassata a semplice prefettura e le sue terre furono confiscate dal Senato. Le due città sopravvissero alla guerra sociale dell’89 a.C., anche se Nuceria fu nuovamente saccheggiata, fu qui che Roma le concesse la tanto agognata cittadinanza inserendola nella tribù Menenia (Capua era invece già cittadina dal III secolo a.C. e parte della tribù Falerna), in quest’epoca vide la luce anche lo splendido Teatro romano di Pareti.

Da qui inizia, in maniera differente, l’era di splendore per le due città: la prima a salire alla ribalta fu Capua, infatti la città del Volturno vide la nascita del primo anfiteatro all’infuori di Roma e per grandezza secondo solo al Colosseo. Nello stesso anfiteatro nacque una delle più importanti scuole gladiatorie, da qui partì la rivolta di Spartaco del 73 a.C., la stessa rivolta investì anche Nuceria, che fu territorio di contesa tra i ribelli e Roma.

In età imperiale Capua visse un secondo periodo buio, perdendo di nuovo la sua centralità, sorte differente per Nuceria: infatti la città già intorno al 42 a.C. divenne colonia e sostituì l’appellativo sannitico di Alfaterna, con quello di Costantia, da notare che in quell’epoca a Nuceria si parlava e si scriveva anche in greco, segno di culturale distinzione. Inoltre anche Nuceria finì per servirsi di un proprio anfiteatro (al pari dei capuani, i maestri gladiatorii nucerini erano molto considerati, pur non avendo Nuceria una vera e propria scuola), dalle ricostruzioni planimetriche moderne si è potuto evincere che l’anfiteatro di Nuceria (che ha subito rifacimenti nel I secolo d.C. a fronte della chiusura di quello di Pompei) era secondo o di pari dimensioni proprio al corrispetivo capuano, destino della sorte vuole che la sfida di domenica si giocherà proprio a pochi passi da questo anfiteatro. Nel 54 d.C. Nuceria venne dedotta di nuovo colonia, a svantaggio di Pompei (già porto di Nuceria), quest’episodio scaturi poi nella celebre zuffa del 59 d.C., nel 69 invece Nuceria ebbe come imperatore un proprio cittadino: Aulo Vitellio Germanico, la sua elezione fu appoggiata anche dalla stessa Capua. Vespasiano poi punì le due città proprio per aver parteggiato in favore di Vitellio. Dopo l’eruzione vesuviana del 79, Nuceria visse una fase di stallo, mentre nel II secolo d.C. Capua visse un nuovo periodo florido, grazie all’imperatore Adriano, che fece erigere in città un maestoso arco. In epoca Costantinea Capua divenne sede del Consularis Campaniae, mentre Nuceria vide la nascita della sua diocesi (il cristianesimo attecchì ben presto a Nuceria, come testimoniano alcuni rinvenimenti pagani ben nascosti al di sotto di una struttura domestica sita in Porta Romana), curiosamente il primo vescovo delle due diocesi fu Prisco. Anche se il Prisco nocerino e quello capuano, spesso assoggettati, sono vissuti nel I secolo d.C., mentre il Prisco venerato come patrono e primo vescovo di Nocera, visse intorno al III secolo d.C..

Caduto l’Impero d’Occidente, dopo una fase di dominazione gota (da ricordare la Battaglia decisiva durante la guerra greco-gotica tra Teia ed i Bizantini nei pressi di Nocera del 552), entrambe le città passarono in mano bizantina, Nuceria visse di nuovo una breve fase di splendore, vedendo la costruzione del maestoso Battistero di Santa Maria Maggiore, che sicuramente fu voluto dall’antipapa Laurenzo (nel 492 vescovo proprio di Nuceria), il quale ricalcava l’omologo battistero presente in Santa Costanza a Roma.
Il VII secolo segna il passaggio delle due città in mano longobarda, con Capua presa già nel 594 e con Nuceria conquistata nel 601.
Divenuta longobarda, Nuceria iniziò a spopolarsi e nacquero i primi centri dell’Agro, mentre sull’attuale territorio di Nuceria nascerà successivamente prima Nocera Corpo (fino al 1806 parte integrante di Nocera dei Pagani) e poi l’attuale Nocera Superiore, l’attuale Nocera Inferiore invece nacque dalla fuga di alcuni nucerini verso l’altura di Sant’Andrea, dove poi sorgerà il castello col suo borgo.
L’antica Capua invece resistette fino all’841, quando le incursioni saracene nel meridione portarono al saccheggio ed alla distruzione della città, gli abitanti capuani fuggirono verso Casilinum, fondando l’attuale città di Capua, mentre dove sorgeva l’antica città si formò il casale di Villa Santa Maria Maggiore, parte sempre di Capua nuova, il casale si distaccò e nel 1861 ed assunse l’attuale toponimo di Santa Maria Capua Vetere.

Calcisticamente la storia dei due club è pressoché differente, la più antica in questo caso è l’Associazione Giovanile Nocerina, che vide la luce tra la fine del 1909 e l’inizio del 1910, ufficialmenteil club rossonero fu fondato proprio nel febbraio di quell’anno. A Santa Maria invece nei primi anni ’10 esisteva il club degli “Audaci“, il calcio a livelli costanti arrivò solo nel 1924, con la fondazione dello “Sporting Club Gladiator“, che adotto la livrea nerazzurra. Tra le due squadre gli incontri sono stati sparuti, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, dove sfociò un’antipatia più che una rivalità, forse figlia dell’orgoglio e del lustro storico che le due città portano fieramente.

All’andata, in quel di Capua i nocerini espugnarono lo stadio Piccirillo, domenica in quel San Francesco a due passi dall’anfitetaro che Nuceria contrapponeva proprio a Capua, ci si giocherà non solo uno scontro fondamentale per la classifica, ma sopratutto si incontreranno due città che per secoli hanno segnato la storia della nostra regione.

 

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