post

Il calciatore rossonero che è diventato mister degli Angeli: la storia di Giancarlo Mattucci

Giancarlo Mattucci, bandiera molossa degli anni sessanta. 197 presenze, 42 reti, ben sette stagioni da rossonero e nocerino acquisito. Eppure lui all’inizio non voleva venire a Nocera, però poi se ne innamorò, in tutti i sensi. Questa la sua storia




Nonostante sia nato occasionalmente a Pineto (Te), Giancarlo Mattucci è da considerarsi assolutamente pescarese. Cresciuto nel quartiere Portanuova, inizia la sua avventura sportiva proprio nel capoluogo adriatico nella formazione cittadina denominata Lanzara Sportivo Audace: formazione che poi prenderà il nome di Mezzanotte Pescara a seguito della morte del giovane Giovanni Mezzanotte affogato durante un salvataggio di alcuni bambini in procinto di affogare nelle acque del mare in prossimità del porto canale.

I SUOI INIZI

Dal Mezzanotte Pescara approda poi all’età di 20 anni all’A.S. Pescara impegnato nel campionato di Serie C nella stagione 1958-59 sotto la direzione tecnica di Piacentini.
L’anno seguente sempre in Serie C con i biancazzurri gioca solo tre gare e nel 1960-61 approda al Treviso in prestito militare. Con i Veneti disposti a valorizzare il giovane attaccante pescarese solo in cambio dell’impegno del Pescara alla cessione il giovane Giancarlo gioca solo sei gare
Nel 1961-62 torna quindi in riva all’adriatico rimanendo per due stagioni in cui non riesce a far valere le proprie potenzialità.


IL SUO ARRIVO ALLA NOCERINA

Nel 1963-64 arriva la svolta: campana della Nocerina, a cui approda grazie all’intermediazione e consiglio di un ex compagno di squadra pescarese Centorame che aveva militato tra i rossoneri. Nonostante l’attaccante pescarese, voleva smettere di giocare e riprendere gli studi, non essendo molto favorevole a scendere di categoria in Serie D, si cucì letteralmente addosso la maglia della Nocerina . Mattucci è stato detentore del record di marcature, in condivisione con Foglia e Tortora, con 42 gol in 197 presenze ( record poi battuto da un certo Cavallaro, che come lui oramai è un nocerino acquisito).
L’unico rimpianto di Mattucci è stato che non è mai riuscito a salire dalla serie D in serie C con la Nocerina per poter giocare contro il suo Pescara che prima dell’avventura rossonera non lo aveva voluto. In totale sono sette le stagioni con questa casacca, dal 1963-64 al 1970-71, con un solo piccolo intervallo al Marsala nel 1969-70 per “andare a guadagnare in un anno quello che non aveva mai visto nei precedenti contratti”. Il richiamo di Nocera, però, lo farà tornare disputando la sua ultima stagione prima di chiudere la carriera con altre compagini campane. 


Dopo aver dato spettacolo in campo, sino a 38 anni, Mattucci ha scelto una missione: insegnare la vita ed il pallone ai ragazzini, con avventure rimaste epiche come quelle degli Angeli oppure del Nuceria. Il calcio dei grandi non l’ha più frequentato. Narra la leggenda popolare che sia apparso al San Francesco una sola volta: per accompagnare il figlio, all’epoca piccolo, a chiedere l’autografo a Bozzi. Sette anni fa, alla veneranda età di 75 anni, decide di tornare a vestire la casacca di tecnico allenando l’Alfaterna che all’epoca militava
in Prima Categoria.


Il suo motto è diventato celebre, coniato in una delle tante esperienze di calcio giovanile: “Giochiamo per vincere ma la sconfitta non ci mortifica”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *