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POMANTE a NL: “Il gol indescrivibile. La festa? Impiegammo sette ore dall’autostrada! Che tifoseria quella nocerina

Il 23 aprile 2011, grazie al gol di Marco Pomante, la Nocerina vinse allo Zaccheria di Foggia ed ottenne la terza storica promozione in Serie B. Abbiamo intervistato l’ex difensore molosso che ci ha raccontato aneddoti, le 7 ore per raggiungere lo stadio dal casello autostradale, e festeggiamenti di quella grande stagione

Marco, sono nove anni da quella storica promozione in Serie B. Partiamo dall’immagine del tuo gol che ricordi hai della palla che si insacca?

“Sono passati nove anni da quella fantastica promozione e chi se la scorda, per me è impossibile. E’ stata una promozione indimenticabile, perché vincere un campionato a Nocera è qualcosa di veramente incredibile e poi aver avuto la fortuna di fare il gol promozione per me è una cosa indescrivibile. E’ un’immagine che non mi tolgo dalla testa, non ti nascondo che ogni tanto mi vado a vedere il gol e le immagini dei festeggiamenti. E’ un’immagine che non dimentichi perché sei consapevole che hai fatto una cosa che per il popolo nocerino rimarrà nella storia. Sono orgoglioso e mi ritengo fortunato di aver fatto il gol promozione. Stare nel cuore e far parte della storia della Nocerina è un grosso onore”. 

Al triplice fischio comincia la festa, prima sul campo e poi da Foggia a Nocera

“I festeggiamenti dopo la vittoria di Foggia sinceramente sono impossibili da dimenticare. Sono dei festeggiamenti che sinceramente io nella mia lunga carriera non ho mai visto. Dopo il fischio finale ci fu la festa negli spogliatoi con tutta la squadra e la società ed è stata una bolgia. Però quello che mi è rimasto impresso fu l’accoglienza dei tifosi quando arrivammo a Nocera, dall’uscita dell’autostrada. E’ un aneddoto che racconto sempre ai vostri colleghi. Arrivo all’uscita dell’autostrada di Nocera e mi chiama mia moglie dicendo che ci aspettava allo stadio con mio figlio e le altre mogli e mi chiede “Dove state?” Le rispondo che stavamo all’uscita autostradale e un’oretta quaranta minuti saremmo arrivati. Ti dico solo che ci impiegammo sette ore, per farti capire che accoglienza c’era. Questo mi rimarrà sempre nel cuore e ti fa capire che il tifoso nocerino è di un’altra categoria e merita categorie superiori”.

Quella squadra vinse con alcune giornate d’anticipo dominando il campionato. Quale fu il segreto?

“E’ normale che era una squadra che non era partita per vincere il campionato, però c’erano calciatori che erano un lusso per la categoria: dai vari Gori, Castaldo, Di Maio,  De Liguori, Bruno, Negro che poi hanno dimostrato di fare la differenza anche in categorie superiore. C’è stata una compattezza di spogliatoio, una compattezza con lo staff tecnico e soprattutto con quello dirigenziale. A noi la società non ci ha fatto mai mancare nulla: dal presidente Citarella, dal direttore sportivo Pastore a quello generale Faiella, sono stati fondamentali per la vittoria del campionato. E poi non ci dimentichiamo dello staff tecnico, un allenatore come Gaetano Auteri che era un lusso per quella categoria ed accompagnato da uno staff come il suo vice Loreno Cassia e il preparatore dei portieri Luca Gentile che ha fatto un lavoro importante. Questo fu il nostro segreto: eravamo un gruppo forte, non solo di calciatori, ma anche di staff tecnico e dirigenziale. Per vincere i campionati puoi avere la squadra forte, però si deve remare tutti dalla stessa parte. Noi siamo stati fortunati che abbiamo avuto pochi momenti di difficoltà però li abbiamo superati alla grande con questa coesione”. 


Dove avete cominciato a credere di poter vincere il campionato di Lega Pro?

“E’ normale che la partita che ci ha fatto capire che potevamo giocarci le nostre carte per vincere il campionato  fu contro l’Atletico Roma. Affrontavamo una squadra che aveva vinto tutte le partite e non aveva subito mai gol. Andammo la e facemmo una grossa prestazione, mettendoli sotto ed abbiamo vinto con merito. E poi da lì cominciò la nostra cavalcata ed abbiamo preso fiducia, consapevolezza ed uscì fuori il gioco di Auteri che conosciamo tutti”.

Il saluto ai tifosi molossi in questo momento così particolare

“Voglio salutare il popolo molosso che rimarrà sempre nel mio cuore e non dimenticherò mai. Gli auguro il meglio e di uscire presto da questa pandemia, ma come loro tutta la popolazione perché stiamo vivendo una situazione inimmaginabile. Però noi italiani siamo forti e riusciremo a sconfiggere questo virus. Saluto speciale a tutti voi tifosi, grazie per l’affetto che mi state dimostrando in questi giorni e non vi dimenticherò mai. Forza molossi, forza Nocerina, un bacione”.

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