post

Giacomino De Caprio, istituzione molossa che ha ricoperto tanti ruoli

Un’istituzione rossonera è stato sicuramente Giacomino De Caprio, detto Palumiello, il quale ha ricoperto tutti i ruoli: ha cominciato come calciatore giocando in Serie B nel 1947-48, successivamente giocatore-allenatore, portando la squadra alla promozione in serie D ed alla vittoria dello scudetto 1961-62, ed infine come direttore sportivo, dove ha contribuito a costruire squadre vincenti, sfiorando la serie B





De Caprio nel secondo dopoguerra, arriva a Nocera, in serie B, dal Marigliano; la sua carriera è incominciata con il Napoli giovanile ma la sua gavetta è stata ad Avellino, era un centrocampista intelligente e furbo, dalla notevole elevazione aerea che ne spiega il soprannome
De Caprio in giovane età, voleva giocare a basket ma un giorno venne invitato a fare numero in una squadra giovanile del Napoli, da quel momento tutto cambiò nella sua vita.
A Nocera  conosce l’amore della sua vita (la signora Vera) dalla quale ha tre figli (Teresa, Loredana ed Elvio). La carriera calcistica continua a Scafati, Torre del Greco ed in tante altri luoghi della Campania. Come allenatore, oltre alla Nocerina con la quale vincerà il campionato di Prima Categoria e lo Scudetto Dilettanti al Tre Fontane di Roma nel 1962, ha allenato a Scafati, Pagani e Cava de Tirreni. Smette con la panchina e fa l’osservatore del Milan.

Negli anni 80 diventa direttore sportivo e costruisce la Paganese che Montefusco porta in C1. Sono sue scoperte in quel periodo Fracas, Vulpiani, Fiorucci, Oddo, Tripepi e tanti altri. Sfiora l’impresa a Nocera con Leonardi, l’anno in cui la serie B viene meno in quanto la Lega premia il Campobasso. Quell’anno scopre Bocchinu e Sassarini, prende Di Giamo dalla Salernitana e Marchi dalla Reggina, si affida a uomini di esperienza come Quadri e Raffaele.

Torna a Nocera dopo un esperienza a Cava de Tirreni e riesce a portare calciatori come Andreotti, Firicano, Di Livio, Canzian, De Agostini, Lamia Caputo e Mainardi. Nella stagione 1987/1988 incomincia la grande avventura a Mantova, dove l’allenatore è un ex interista, Mariolino Corso, mentre de Caprio è il direttore sportivo e porta con se un certo Lele Sergio, terzino sinistro destinato alla serie A ed alla Nazionale.
Negli anni 90 diventa direttore sportivo della Turris per poi tornare a Nocera come responsabile delle giovanili della Nocerina; poi incredibilmente ritorna sulla panchina a ricoprire il ruolo di allenatore a Castel San Giorgio.
Dopo l’esperienza di Castel San Giorgio diventa opinionista in una trasmissione sportiva su Telenuova. Riesce a vedere la festa dei cento anni della Nocerina e a tornare allo stadio nella prima partita della serie B, muore il 16 Agosto 2012.

685031cookie-checkGiacomino De Caprio, istituzione molossa che ha ricoperto tanti ruoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *