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I presidenti “Pirati” e il problema degli emolumenti non percepiti dai calciatori in Serie D

 

I calciatori in questo periodo senza calcio giocato sono i più penalizzati, in quanto da un mese e mezzo possono soltanto allenarsi individualmente e non possono praticare questo sport in gruppo. Ma dove i calciatori vengono più penalizzati dalle regole del sistema dilettantistico è dal punto di vista economico

Purtroppo in questo momento il virus ha creato una pandemia e il nostro mondo ha creato problemi agli imprenditori. Ci sono tanti presidenti ( presidenti “pirati”) che stanno abusando del fenomeno coronavirus nascondendosi dietro al problema in quanto non hanno pagato non solo il mese di febbraio, ma anche altri mesi.

Il sistema calcio sta evidenziando le sue pecche e si spera che il prossimo anno questo problema economico dovrà far riflettere queste società, che stanno speculando sulla pelle dei  calciatori, perché i rimborsi spese sono vitali per i calciatori. Se  queste società con a capo “presidenti pirati”devono far calcio, è giusto non ripartire con i campionati, in quanto non hanno a cuore il pagamento dei rimborsi, perchè i calciatori vanno premiati a prescindere. Come gli operai nelle fabbriche hanno il diritto al salario, cosi i calciatori hanno il diritto di essere pagati per il lavoro effettuato.

Oramai in serie D ci sono accordi pluriennali e andrebbero tutelati i giocatori per un discorso di fair play finanziario tra le società. L’introduzione dell’accordo economico in materia fiscale ad esenzione tasse, permetterebbe a questi ragazzi di tutelarsi e verrebbero premiate anche le società serie che investono per campionati importanti. Capita che altre società, non avendo un budget importanti e non potendo garantire mensilità fino al termine, non rispettano gli accordi presi. L’invito alle società è di rispettare i calciatori e di essere puntuali nei rimborsi con gli stessi.

 

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