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Santino Nuccio, il calciatore che imitò Pelè

Parliamo di un attaccante rossonero di fine anni settanta




Subito dopo la retrocessione dalla serie cadetta, nella stagione 1979/1980, la Nocerina acquistò dal Napoli Primavera Santino Nuccio, nato a Palermo il 2 gennaio 1961. Nuccio aveva vinto nella stagione precedente con il Napoli Primavera lo scudetto italiano, che mancava nella città partenopea da tantissimo tempo. Altro fiore all’occhiello nell’esperienza calcistica per il giovane attaccante palermitano con il Napoli, allenato da Gianni Di Marzio, fu la sua presenza da titolare in Coppa Uefa in Georgia contro la Dinamo Tblisi. Con la maglia del Napoli ottenne una presenza in serie A e 10 presenze in Coppa Italia dove saltò solo la finale, contro l’Inter, rimpiazzato da Luciano Chiarugi.
Nuccio era un centravanti atipico in quanto non era molto alto, ma era veloce e dotato tecnicamente di colpi da calciatore di categoria superiore. Nuccio nella stagione calcistica con la Nocerina riuscì a inanellare 23 presenze e 4 gol. Il giovane attaccante palermitano dopo l’esperienza di Nocera continuò a militare in campionati di C, fra C1 e C2, in squadre campane: Turris, Paganese e poi Livorno e Siena dove venne allenato dal futuro c.t. della Nazionale Marcello e il meno famoso dei fratelli Mazzola, Ferruccio.
Nel 1987 Nuccio riuscì finalmente a giocare con il Palermo, la sua squadra del cuore. In Sicilia viene ricordato per un bellissimo gol contro la Juve Stabia, che mandò in visibilio i tifosi rosanero assetati di calcio, dopo un anno di pausa dovuta al fallimento dell’U.S. Palermo.
Sei anni prima in ‘Fuga per la vittoria’ Pelè aveva mostrato al mondo l’acrobazia più bella di tutti i tempi. Ma era cinema, anche se si narra che un tale miracolo venne realizzato al primo tentativo. E a Sylvester Stallone, che voleva a tutti i costi la parte dell’eroe che segna il gol decisivo, spiegarono che per un portiere era più difficile e che doveva accontentarsi di parare un rigore dubbio a tempo scaduto in barba al tedesco cattivo che, nella vita, era un buon calciatore statunitense. Invece per Nuccio quel 15 Novembre del 1987 (quel giorno pioveva) erano gli ultimi minuti della partita e la retroguardia del Palermo effettuò il cosiddetto “lancio della disperazione” , Sossio Perfetto e un difensore sgomitarono, il pallone si alzò e Santino compì un gesto tecnico da spiaggia di Mondello, sforbiciata e palla all’incrocio del portiere Mancini.
In Sicilia Santino Nuccio dopo l’esperienza di Palermo vestirà la maglia dell’Acireale per quattro anni (dove tornerà anche da allenatore), dalla C2 alla B e subito dopo nell’Akragas allenata da Mosti, chiuderà la carriera da calciatore nel Ragusa nella stagione 1994/1995

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