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Caramanno, il fautore del bel gioco vincente: aneddoti e curiosità

Caramanno, fautore del bel gioco negli anni ottanta. Uno dei migliori allenatori della nostra storia e probabilmente quello che ha messo in campo il più bel gioco a tinte rosso e nere

Quella di Giuseppe Caramanno è una vita vissuta per il calcio, prima da calciatore e poi da allenatore. Il tecnico siciliano ha allenato in piazze importantissime come Foggia, Vicenza, Catania, Palermo, Taranto e anche Reggio Calabria, ma nella sua notevole carriera l’allenatore siciliano annovera anche la Nocerina. Erano le stagioni 1983-84 e 1984-85: nella prima i molossi furono promossi dalla C2 alla C1, un risultato che ancora ricordano a Nocera. Solo che nella stagione successiva, giocata nella Terza Serie, il tecnico venne esonerato e sostituito con De Petrillo.

A Nocera Caramanno arrivò nella stagione 1983/1984 alla settima giornata di campionato in quanto la Nocerina dopo sei partite di campionato si trovava a soli tre punti in classifica, ed era terz’ultima  pur essendo partita con l’obiettivo di fare un campionato vincente. Caramanno prima di Nocera aveva vinto già un campionato con la Frattese, fatto bene a Rossano e con la Primavera dell’Avellino, quindi venire a Nocera e subentrare a Lojacono con una squadra che aveva solo tre punti, in un girone in cui la prima in classifica era già a quota dodici, sembrava una sfida molto difficile in partenza. Il campionato vinto con la Nocerina si può dire che è stata un impresa di Caramanno (vincerà nella sua carriera di allenatore ben nove campionati) perché rasenta l’impossibile partire dal terz’ultimo posto e arrivare a conquistare la C1.

Un aneddoto della stagione 1983/1984 è avvenuto quando l’allenatore siciliano entrò per la prima volta nello spogliatoio   e fare la conoscenza con squadra. Era pomeriggio, le due e mezzo (orario degli allenamenti), e  Caramanno trovò nello spogliatoio un tifoso della Nocerina ( Nobile Monteleone, detto “Nubiluccio”) che stava inveendo contro i giocatori che si stavano preparando per fare l’ allenamento. Caramanno, pur essendo il tifoso molto più robusto di corporatura di lui, lo invitò ad uscire dallo spogliatoio. Dopo quell’episodio i due diventarono molto amici.

La formazione di quella stagione era composta da Torchia in porta, i due terzini erano Capone e Mordocco (che in quella stagione segnò tre reti) i quali si proponevano spesso in attacco. Al centro della difesa c’era lo stopper Boggia, (un ruvido marcatore dal fisico prestante ma dai piedi poco educati) e Gaudenzi che all’epoca era un libero che amava andare spesso in attacco per proporre il gioco, in quanto era dotato di un ottima tecnica calcistica. Il regista della squadra era Guidetti che aveva un buon fisico e una ottima visione di gioco. Le due mezz’ali erano Massaro e Izzo, quest’ultimo era il calciatore dotato di maggiori qualità tecniche della rosa (segnerà quattro reti). L’ala destra era Reginaldi, un calciatore dotato di un ottima corsa. L’attacco era composto da Fabrizi ( che era la seconda punta che non dava riferimento), e Citarelli un piccoletto che aveva un ottima elevazione (segnò in quella stagione un bellissimo gol di testa a Pagani).

In C1 nella stagione 1984/1985, la campagna  acquisti della Nocerina non fu delle più esaltanti, comunque la squadra era discreta e nonostante giocasse bene i risultati non venivano. A un certo punto (lo racconta Caramanno nel suo libro “Il calcio che verrà”) Antonio Orsini (il presidente della Nocerina) chiese all’allenatore siciliano di cambiare modulo di gioco in quanto quello dell’anno prima,  che aveva consentito la promozione dei rossoneri, non dava i risultati sperati in serie superiore.

Caramanno ci rimase male in quanto non riuscì a capire perché Orsini alle prime difficoltà volesse imporre il sistema di gioco chiedendogli di  giocare anziché con due punte, con una punta sola.

Il tecnico siciliano rispose negativamente, nel senso che decise la domenica successiva di fare scendere in campo tre attaccanti.  In effetti dopo quella partita Caramanno venne esonerato e sostituito da De Petrillo che a fine anno arriverà diciottesimo in classifica e la Nocerina retrocederà in C2.

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