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Viciani, il padre del calcio moderno

 Corrado Viciani, una figura importante per i tecnici



Alla fine degli anni 60 il calcio era bloccato, sugli stessi binari tattici del decennio precedente: un calcio improntato sul contropiede e sui lanci lunghi, sterile come azioni in attacco. Helenio Herrera in quel periodo sposò una visione del gioco basato su un catenaccio pressante e demotivante, comunque estremamente vincente. Mentre Heriberto Herrera in quello stesso periodo, teorizzava un calcio incentrato sul movimento e sulla partecipazione totale della squadra alla manovra. Un visionario per i tempi che tuttavia non venne compreso e si ritrovò a fronteggiare uno spogliatoio composto da “prime donne” come quello della Juventus, che non vedeva di buon occhio la sua filosofia.
In Europa, nel frattempo specialmente in Olanda e in Germania si era affacciata una filosofia di gioco molto più fluido e aperto e che vedeva in Rinus Michels l’allenatore che esprimeva meglio questo nuovo metodo di gioco. Nel 1974 la nazionale olandese consacrò questo metodo di gioco che tuttavia vide gli orange sconfitti malgrado un calcio spettacolare passato alla storia.
Negli stessi anni però in Italia, un allenatore giovane ed esperto conoscitore del calcio d’oltremanica, dove la fantasia, la libertà e la rivoluzione permeavano le menti di moltissimi giovani incominciava la propria carriera. I presupposti vi erano tutti e la Ternana di Corrado Viciani ne raccolse in qualche modo i frutti.

Chi era Viciani? Tenace e talvolta severo, è il maestro di uno stile di gioco mai visto nel nostro campionato, incentrato sull’inesistenza dei ruoli fissi: a suo parere infatti, tutti i giocatori devono partecipare alle varie fasi della partita, che siano essi schierati in difesa, centrocampo o attacco. Certamente tutto ciò presuppone una preparazione eccellente per via degli elevati ritmi di gioco, nonché una predisposizione psicologica al sacrificio ed al gioco di squadra nel senso più ampio del termine, nell’abbandono della gloria personale e degli egoismi, in un’ottica incentrata sul collettivo.
In un calcio fatto di recupero palla, cambi di gioco e dribbling liberi, la squadra di Viciani si comporta in maniera totalmente differente. I giocatori rispettano i dettami del maestro, si muovono in maniera sincronizzata, giocano corto ed in maniera semplicissima, passando la palla al compagno più vicino. Sembra oggi, ma in un’ottica di oltre quaranta anni fa non era assolutamente scontato.
In effetti il calcio di Viciani ha fatto cambiare il modo di pensare degli allenatori italiani, ma come tutte le grandi idee con il passare del tempo ci sono state le degenerazioni. Oggi non si pensa più a rendere libera la fantasia del calciatore e allo stesso modo la tecnica di base è notevolmente peggiorata mentre la preparazione fisica ha avuto più importanza. Molte volte, anche in serie A, si vedono calciatori che non sanno crossare però riescono fisicamente a coprire più spazi ed essere più veloci. Insomma il calcio è peggiorato, mentre all’epoca le intenzioni di Viciani erano di portare un miglioramento tattico dando importanza anche alla preparazione tecnica del calciatore. Come vorrei un calcio dove la fantasia e la tecnica del calciatore ritornano ad essere più importanti del possesso palla e della preparazione fisica.

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