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Alessandro Battisti e Massimo Morgia, due veri molossi

Massimo Morgia già da calciatore si fece rispettare dai tifosi, ma lo fece ancor di più da tecnico insieme al direttore sportivo Alessandro Battisti nella stagione 2017-18. Due veri molossi che, nonostante non siano stati tanti anni a Nocera, se la sono in pratica tatuata nel petto. Perché per essere veri molossi non conta la quantità ma la qualità e loro lo hanno fatto


Alessandro Battisti nato a Marino nel 1971, vanta nella sua carriera da dirigente ben otto anni al Chieti, club con il quale ha ottenuto discreti risultati come la promozione in seconda divisione nel 2010. Successivamente Battisti ha vestito i panni del direttore sprotivo con l’Aquila in serie D sino a Febbraio del 2017. Nella stagione 2017/2018 è stato direttore sportivo della Nocerina con Morgia come allenatore.
Con il Chieti, Battisti non solo ha provato l’ebrezza di uscire dagli spogliatoi con pantaloncini e scarpette, ma ha assunto anche la veste di direttore sportivo svolgendo subito con competenza e professionalità il nuovo ruolo accreditandosi, tra l’altro come uno dei migliori della sua categoria. Il “suo” Chieti dai dilettanti è arrivato in Lega pro, e per due anni, ha sfiorato la promozione in Prima Divisione. Il diesse romano è tifosissimo
della Roma, è una persona con cui è un piacere conversare, umile e disponibile, a tratti pittoresco e goliardico, ma soprattutto competente e circostanziato. 

BATTISTI ALLA NOCERINA

Ci sono calciatori e dirigenti che impiegano anni per diventare molossi, Alessandro Battisti può vantare di esserlo diventato da subito. Già dalle prime amichevoli si vedeva di quanto fosse innamorato di Nocera calcistica. Il giorno della presentazione, in un caldo infernale, fece trovare ad ogni giornalista il suo curriculum vitae. Con il tempo lo abbiamo imparato a conoscerlo ed è una delle persone più genuine che abbiamo mai conosciuto, oltre che un direttore sportivo competente. Simpatico e determinato: il classico romano di Roma. A lui il merito di aver costruito una grande squadra che, nonostante i problemi societari a campionato in corso, ha sfiorato di vincere il campionato del girone I di Serie D. Tra i tanti episodi da raccontare: la sua corsa dopo il gol allo scadere contro l’Ebolitana il quale si procurò un infortunio che non aveva mai subito durante la sua carriera da calciatore, o come le sue lacrime a Isola Capo Rizzuto e sul finale della stagione per ringraziare i propri tifosi.


A Nocera nella stagione 2017/ 2018 è stato affiancato da Massimo Morgia che ricopriva il ruolo di allenatore e che lo aveva avuto già a L’Aquila e precedentemente, quando ancora a giocava, al San Marino. I più assidui divoratori di quotidiani ricordano il nome di Morgia legato ad un episodio assai grave, di cui furono vittime due giocatori della Juve Stabia (squadra allenata proprio da Morgia) insultati, aggrediti ed inseguiti da un gruppo di facinorosi poche ore dopo la sconfitta casalinga della Juve Stabia in casa contro il Lanciano.
Era il 1 dicembre del 2008 e all’indomani di quell’agghiacciante accadimento Morgia, a propria volta fatto oggetto di minacce, si dimette; troppo grave successo, un gesto di vigliaccheria ed inciviltà fuori da ogni limite, specie per chi ama un calcio pulito. Le sue dimissioni non sono semplicemente un addio a Castellamare di Stabia, sono l’addio al mondo del calcio. Un mondo del calcio che torna a riabbracciarlo nel 2011 quando l’amico Walter Novellino lo convince a seguirlo come vice nell’avventura a Livorno.
La carriera di Morgia, nato a Roma il 7 aprile del 1951, è una carriera lunga, che lo vede protagonista in serie C2 dall’inizio degli anni novanta quando guida Sarzanese, Poggibonsi, Pavia e Viareggio, prima di approdare a Marsala. Alla guida dei siciliani, nella stagione 1997/1998, vince il campionato e conquista la promozione in serie C1.
Un risultato che gli vale la chiamata del ben più blasonato Palermo, sulla cui panchina sfiora immediatamente la promozione in serie B, giungendo secondo. L’anno successivo verrà esonerato, per poi iniziare un lungo pellegrinaggio che lo porterà che lo porta ad allenare Savoia, Catanzaro, San Marino, Foggia e di nuovo Pavia, sempre tra C1 e serie C2 mantenendo sempre la categoria.
Poi è la volta della Juve Stabia, seguita da tre anni sabbatici prima del ritorno da vice di Novellino e poi la decisione di riabbracciare quel mondo che sente comunque ancora suo: dal 2013 al 2015 è vincitore di ben due campionati di serie D, prima sulla panchina della Pistoiese e poi su quella della neonata Robur Siena, con la quale conquista anche lo Scudetto di serie D in finale ai rigori contro l’Akragas. Poi nel 2016/2017 l’esperienza all’Aquila e la stagione seguente con la Nocerina.


MORGIA ALLA NOCERINA DA ALLENATORE

Venne alla Nocerina per diversi motivi, tra cui quello di dedicare la vittoria del campionato a Massimo Nobile. Non ci riuscirà, come sappiamo, però gli dedicherà qualcosa di più importante: l’affetto della tifoseria molossa. Morgia-Battisti-squadra e tifosi: difficilmente si è visto nella storia questo rapporto così bello tra le parti. Questo merito anche al carattere temerario e condottiero di Morgia. Potremmo raccontare tanti episodi su quella stagione calcistica sul tecnico romano. Quello che ci rimarrà sempre in presso l’attaccamento alla squadra, alla maglia, al fatto di crederci sempre anche quando la sua squadra era in piena difficoltà societaria e con -12 da recuperare sul Troina che era momentaneamente al primo posto. Ed anche la sua adorabile Aquila, il suo simpatico cane che animava gli allenamenti e le partite della Nocerina di quella stagione.

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