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Antonio Logozzo: Il calciatore che ha insegnato a Firicano il ruolo di difensore centrale

Venghino siori e siori, l’amarcord non passa mai di moda ed alla fine ne resterà soltanto uno, anzi li scoveremo tutti. E’ da un bel po’ di tempo che siamo alla ricerca dei calciatori che hanno indossato la mitica casacca rossonera. Prima o poi faremo una raccolta di tutti gli articoli, un libro dei ricordi. Una minaccia più che una promessa.






Totò Logozzo, nato a Gioiosa Ionica il 26 settembre 1954, è stato uno di quei calciatori, che per semplicità e determinazione, è entrato nel cuore dei tifosi molossi, nonostante una sola stagione in maglia rossonera accompagnata da 26 presenze.
Logozzo è un difensore, in particolare terzino destro, cresce nelle giovanili della Bovalinese e la sua carriera professionistica inizia a 19 anni in Serie C nell’Acireale. Ad appena 19 anni mostra personalità e tecnica di categoria superiore guadagnandosi subito il posto da titolare e l’attenzione degli osservatori. L’anno successivo passa all’Avellino in Serie B dove fa talmente bene da guadagnarsi presto la chiamata nella massima Serie, da parte dell’Ascoli di Rozzi.
Anche in terra marchigiana il terzino calabrese conquista subito la fiducia dell’ambiente e forma con i compagni Anzivino e Mancini una buona linea difensiva. Il campionato si rivela però assai difficile, l’attacco ascolano è il peggiore in assoluto (con appena 19 reti in 30 partite) e così alla fine arriva la retrocessione.
Logozzo rimane ad Ascoli fino a ottobre quando viene ingaggiato a Verona. Nelle prime due stagioni a Verona con Bachlechner forma una delle coppie difensive più arcigne della massima serie, nella terza il suo immancabile impegno non riesce ad evitare la retrocessione .
In seguito viene acquistato dalla Sampdoria dove si toglie la soddisfazione, anche se da riserva, di una promozione nella massima serie. Quindi viene ceduto al Cagliari e nell’estate del 1982 passa al Bologna insieme a Roselli, Galdiolo e Brondi nell’ambito dell’operazione che porta in blucerchiato Roberto Mancini.
Con i felsinei disputa una stagione in B (dove diventa anche capitano, ma si conclude con una amara retrocessione) e una in C1 dove riesce a siglare l’unica rete della sua carriera, che risulta decisiva per la promozione.
La stagione 1985-86 lo vede ancora in B con il Catanzaro, ma il campionato finirà con la retrocessione della squadra.

LA SUA STAGIONE ALLA NOCERINA

Nella stagione successiva viene acquistato dalla Nocerina e trova come allenatore Cancian, con i molossi mette la sua esperienza a disposizione dei giovani. Prima gioca in coppia con Andreotti al centro della difesa e, dopo il grave infortunio del friulano, insegna i trucchi del mestiere a Firicano, in origine centrocampista.

Dopo il ritiro

Dopo il ritiro iniziò una carriera di allenatore che rimase limitata alle serie minori (Francavilla, Caltagirone, Maceratese, Cariatese, Acicatena) con il solo acuto di una stagione come allenatore in seconda di Colautti al Messina.

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