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Antonio Sassarini, un difensore centrale moderno

A rubare il palcoscenico, nel mondo del calcio, sono spesso gli attaccanti in grado di segnare valanghe di gol o i giocatori più dotati tecnicamente, che solitamente occupano in campo posizioni offensive.
Negli ultimi anni però le cose stanno velocemente cambiando, anche per l’abitudine e la volontà di molte squadre di impostare la manovra già dalle retrovie, senza affidarsi a quei lancioni in avanti che andavano tanto di moda una volta.
Di pari passo con questo sviluppo a livello tattico è cambiato anche il modo di interpretare il ruolo e al giorno d’oggi aver difensori centrali abili nell’impostare la manovra, oltre che a difendere, può essere la chiave di tutto.
L’importanza dei difensori è testimoniata anche dalle cifre spese da alcuni club per accaparrarseli, somme del tutto paragonabili a quelle investite per centrocampisti e attaccanti di livello.
Senza dubbio un difensore centrale bravo in marcatura e altrettanto capace di impostare la manovra è stato nella sua carriera calcistica sicuramente Antonio Sassarini, nato a La Spezia il 08.04.1959.

La prima stagione in rossonero
Nel ruolo di libero, debutta con lo Spezia in serie C nel 1976 e dopo cinque anni passa alla Nocerina in serie C1
Sempre presente nelle due stagioni disputate con la Nocerina. 34 presenze nell’una e 34 nell’altra. Antonio Sassarini è ben ricordato tra gli appassionati sportivi rossoneri per la sua professionalità. E’ arrivato a Nocera in quanto lo ha portato un direttore sportivo molto bravo come Giacomo De Caprio che lo ha visto giocare in una rappresentativa di serie C a Coverciano .
Per Sassarini la stagione 1981/1982 a Nocera è stata la prima stagione al Sud e in quella stagione la Nocerina è stata defraudata della promozione in serie B. Ricordiamo che cosa è accaduto in quella stagione, la Nocerina sta lottando per la promozione in serie B con il Campobasso e la penultima giornata di campionato vede i molossi impegnati a Ponticelli contro il Campania del presidente/dentista Morra Greco. Il Campobasso, l’unica squadra che può insediare ai molossi la seconda posizione, è impegnata a Casarano.
A Ponticelli, la Nocerina va in vantaggio di due gol. Ma il pubblico napoletano la prende male e in campo viene lanciato di tutto. La partita viene sospesa. I giocatori rossoneri lasciano il terreno di gioco e vi tornano quando l’arbitro li rassicura che si gioca “pro forma”. Grazie alla doppietta del giovanissimo Citarelli, il Campania perviene al pareggio. Ma per la dirigenza rossonera la vittoria a tavolino è solo questione di tempo.
Nel frattempo, sta accadendo qualcosa di strano anche a Casarano. Prima della gara il pullman del Campobasso taglia la strada all’Ape Piaggio di un contadino. Il fattore, infuriato, scaglia una pietra contro l’autobus dei molisani e viene colpito in testa il giocatore Maestripieri. Anche la società molisana inoltra il reclamo per la vittoria dell’incontro con il Casarano.
Intanto, il campionato si conclude. Campobasso e Nocerina sono seconde a pari merito: 55 punti.
Tutti aspettano lo spareggio, ma il 2 Giugno del 1982, la Lega rende noto di aver accolto il reclamo del Campobasso e respinto quello della Nocerina. La classifica finale cambia: Campobasso 56 punti e la Nocerina 55 punti. I molisani vengono promossi in serie B.

 

La seconda stagione in rossonero
La seconda stagione in rossonero (1987/1988) di Sassarini è stata piuttosto travagliata in cui non vi è più Antonio Orsini come presidente e la squadra viene assemblata all’ultimo momento, vengono chiamati a comporre la rosa dei calciatori piuttosto anziani (anche se Sassarini non era tanto vecchio aveva all’epoca 28 anni). La stagione si concluse con un amaro spareggio sportivo a Cosenza contro il Catania in cui ci furono delle strane decisioni arbitrali favorevoli ai siciliani.

 

La carriera calcistica di Sassarini
La carriera di Sassarini è stata ricca di soddisfazioni in quanto oltre che giocare con la Nocerina ha debuttato nel 1982 con il Foggia disputando 28 gare e segnando un gol; l’anno seguente passa al Catanzaro in cui ha disputato 28 partite in serie B,  ma retrocede al termine del campionato. Il ritorno nella categoria superiore è immediato, in quanto con i calabresi vince il successivo campionato di serie C1 nel 1984/1985.
Nel 1985 Sassarini passa al Taranto, con cui vince il campionato di serie C1 1985/1986, ed in seguito continua a calcare i campi della terza serie con le maglie di Cosenza, Palermo e Torres. Termina la carriera tra i dilettanti nel 1994 con il Rapallo

 

La carriera di allenatore
Sassarini dopo aver affiancato Alberto Mariani nella guida del Rapallo, in cui ottiene il quarto posto del girone A del Campionato Nazionale Dilettanti 1993/1994, ed allenato la Primavera dello Spezia, guida il Savona nel campionato di Eccellenza Ligura.
In seguito Sassarini diventa responsabile tecnico del settore giovanile dello Spezia e collaboratore di Salvo Fulvio S’Adderio sulla panchina della prima squadra.
Nel 2006 diventa responsabile del settore giovanile del Fo.Ce.Vara. Nel 2008 diventa invece responsabile del rifondato Spezia, in cui nella stagione successiva assume la guida della categoria esordienti.
Dopo molti anni di esperienza con le giovanili dello Spezia, Sassarini ha deciso di intraprendere una buona esperienza calcistica a Ceparana (paese dove abita), dove ha trovato interessante in particolare l’esperienza con la Torino Academy. L’anno scorso ha deciso di intraprendere una nuova avventura calcistica come responsabile tecnico giovanile al Levanto nella Promozione ligure.

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