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Come cambierà il calcio la prossima settimana

La prossima settimana ci sarà un gioco di potere, il calcio è a un bivio. Si preannuncia una vera e propria partita a scacchi, paradossalmente la Lega che ha meno da fare è proprio quella di serie A.

Ai presidenti di serie A interessa solo spartirsi i diritti TV, per loro il format del campionato non è un problema. Anche Cellino ora vuole giocare perché ha capito che il blocco delle retrocessioni è solo un utopia.

Per capire meglio i protagonisti che reggono i vertici della lega bisogna dire che Gravina è un politico, Sibilia è un pratico, Balata è uno stratega e Ghirelli è il vero ribelle. Ultimamente Ghirelli si è alleato con Gravina e sta cercando di trascinare la federazione nel caos.

La proposta del nuovo format dei campionati è sulla scrivania di tutti i presidenti e si potrebbe attuare già dal prossimo campionato di calcio. Il 1 Dicembre fu proprio Ghirelli a porre una firma al famoso articolo 50 della Noif, in cui il formato può cambiare anche la prossima stagione senza aspettare il campionato “ponte”.

La serie B punta a diventare più ricca e a prendere i 25 milioni di euro di mutualità della Lega Pro. Sarebbe un giusto compromesso per allargare il campionato a 40 squadre, in questo modo la serie D avrebbe la forza elettorale e il potere di essere considerata dilettante con i vantaggi fiscali del caso. La Lega Pro sarebbe suddivisa tra la Lega di A, la Lega di B (che andrebbe a raddoppiare la propria quota) e una fettina anche alla serie D che già ha il potere in mano.

Sicuramente ci sarebbe maggiore occupazione per i calciatori ( circa 500 posti in più), seppure senza contributi. Balata e Sibilia avrebbero il vantaggio della scomparsa della Serie C e sicuramente scompaiono i semi- professionisti. In questo modo  finalmente i calciatori sarebbero professionisti o dilettanti senza una via di mezzo. La via di mezzo, in questo caso, non è consentito dalla legge. Il Consiglio Federale di qualche settimana fa è stato rimandato proprio per questi motivi.

Proprio per tale motivo Gravina è rimasto spiazzato dall’assemblea di serie C che lo ha messo in una posizione scomoda. Una lega senza Gravina può cambiare poco e non può decidere i criteri di promozione, di blocco campionato, di non retrocessioni e blocco ripescaggi.

I presidenti di serie C si sono confermati tutti e sessanta i loro bilanci. Non è un caso se sono tutti sul lastrico calcistico. Con i problemi che ha la terza serie nessuno ha parlato di nulla, volevano fare la rivoluzione hanno parlato solo dei criteri per stabilire la quarta promossa.  E’ stato una perdita di tempo perché non decideranno loro ma il Consiglio Federale.

La serie D ha intenzione di portare avanti in Consiglio Federale, la prossima settimana la richiesta di Promozione della prima in classifica e niente retrocessioni tra i Dilettanti.

Le squadre prime in classifica verranno promosse alla categoria superiore prendendo come riferimento la graduatoria al momento della sospensione della stagione sportiva corrente.

Il capitolo dei ripescaggi, invece, verrà preso in considerazione nel momento in cui verranno composti i vari gironi. Ma c’è dell’altro che bolle in pentola. Una volta emanati i verdetti le società sportive molto probabilmente non potranno fare ricorso.

Questo perchè Gabriele Gravina, presidente della FIGC, avrebbe chiesto al Governo di emanare un apposito decreto con il quale vietare, a tutte le società sportive comprese quelle dilettantistiche, la possibilità di fare ricorso a seguito dei verdetti emessi dai vari Comitati regionali; le società non potrebbero ricorrere nè alla giustizia ordinaria e nè a quella sportiva ma soltanto al TAR regionale. Ma quale società dilettantistica avrà la forza economica per farlo?

 

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