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DAMMACO a NL: “I primi giorni duri, ma siamo un grande gruppo. Ecco le mie caratteristiche…”

el corso della nona puntata di Nocerina Summer Live è intervenuto ai nostri microfoni il neo attaccante rossonero Gaetano Dammacco. Ecco le sue parole:
Come sono questi primi giorni da calciatore della Nocerina?
“Qui si sta bene. Nocera è una grande piazza. Sto bene con mister, direttore e staff. Per me è come se fosse casa”.
Come sta andando il ritiro?
“I primi giorni sono duri, stiamo lavorando bene e siamo un grande gruppo. Col mister sta andando molto bene e stiamo lavorando tantissimo”.
Puoi raccontarci la tua carriera e dove hai iniziato?
“Sono stato a Matera per cinque anni tra Allievi, Primavera e prima squadra e con mister Auteri ho inciso. Sono andato in prestito al Torino per sei mesi e ritornando a Matera stavamo facendo bene. Dopo il fallimento, andai a Reggio sponda Reggiana. Lí si vive di calcio come qui a Nocera e sono abituato a queste piazze. Successivamente andai sei mesi all’Akragas: mi hanno formato come esperienza. Infine alla Paganese per pochi mesi, dove feci 3 presenze e rescissi, e all’Altamura che è stata una bella esperienza. Cambiammo allenatore dopo poche partite e adesso sono qui a Nocera”.
Cosa ne pensi del capitano della Reggiana Spanoche che abbia deciso di ritirarsi per studiare?
“E’ un ragazzo eccezionale se ha deciso di ritirarsi perché è molto intelligente”.
E’ difficile giocare per te da subentrato m, visto che non sei più under oppure non senti questa difficoltà?
“Partire dall’inizio è un vantaggio. Dipende se si subentra durante una sconfitta è difficile recuperare. Non fatico quando subentro e cerco di dare il meglio”.
Pensi che sia una Nocerina già costruita oppure manca qualcosa?
“Ci alleniamo in venticinque più la juniores. Per il 70% la squadra è ben formata e ci servirebbe qualche innesto”.
Dicono che tu sia attaccante e sembri un trequartista. Qual é il tuo ruolo?
“Mi definisco più seconda punta e trequartista. Se mi trovo sotto porta non esito a segnare”.
Abbiamo parecchie aspettative nei tuoi confronti, questo per te è stimolante oppure è un problema essere il calciatore che ha impressionato i tifosi?
“Mi stimola tanto, devo stare sempre sul pezzo. Darò tutto, sia alla squadra che ai tifosi”.
Hai conosciuto mister Cavallaro e che impressione hai avuto di lui, il presidente e il direttore. Come è nata la trattativa con il direttore?
“Il mio procuratore mi chiamò e mi disse che sarei potuto venire. Mi chiamò il direttore e mi convinse. La piazza è molto calorosa: ci ho pensato e siamo qui. L’impressione che ho avuto del mister è stata molto positiva e ci ho anche giocato contro. Sul presidente, la mia impressione è molto positivo e molto trasparente. Il direttore è una bravissima persona: sempre presente. C’è una grande collaborazione da parte di tutti”.
A Nocera i giocatori si chiamano Molossi, questo spirito spero che ti venga trasmesso. Qui chiediamo parecchio, sei consapevole che la piazza vuole la promozione?
“La Nocerina non è da Serie D, daremo il nostro meglio per salire e daremo il massimo per stare lí in vetta”.
Con chi hai stretto più amicizia in questo inizio di ritiro?
“Con Diakitè stiamo spesso insieme. Vado d’accordo con tutti siamo un gruppo sano e unito”.
Qual è l’obbiettivo che vi siete prefissati per il campionato?
“L’obiettivo non lo sappiamo perché non conosciamo il girone e daremo sempre il massimo in ogni partita”.
Hai giocato lo scorso anno nel girone H, pensi che sia un girone combattuto oppure no?
“Ci sono tante squadre competitive: Cerignola, Casarano, Altamura e tante altre”.
In quale girone ti auguri che la Nocerina possa giocare il prossimo anno?
“Il girone H è molto duro e ci ho giocato, bisogna lottare in ogni partita. Non ho mai giocato nel girore I e G non saprei definire la difficoltà”.
Quali sono le sensazioni nel venire a Nocera e cosa ti auguri per la tua carriera?
“Le sensazioni a Nocera è come se stessi a casa. I tifosi scrivono bei messaggi e li ripagherò sul campo. Per la mia carriera, voglio arrivare il più in alto possibile tra prestazioni e sacrificio. Essere competitivi è soddisfacente”.
Sei riuscito dalla fine del campionato a tenerti in allenamento oppure ora dovrei recuperare?
“Mi sono sempre allenato, ho comprato i pesi e ho lavorato sulla forza. Sto molto bene fisicamente, sto andando bene col mister e squadra. Ci alleniamo sotto il sole e va bene”.
Secondo te quanto ha influito questo stop e quando potrà influirre un altro stop su la vostra condizione?
“Sarebbe una mazzata. Non avresti la condizione giusta e spero che non ci chiuderanno di nuovo vista la difficoltà del lockdown”.
Quanto vi manca il campo e quanto hai voglia di giocare una partita che valga i tre punti?
“Bisogna lavorare bene e partire molto bene quando inizierà il campionato, bisognerà essere concentrati e partire col piede giusto”.
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