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Monterosi, parla mister D’Antoni: “C’è chi fa il furbo. Girone? Ci sono Nocera e Torre Annunziata piazze importanti”

L’allenatore del Monterosi David D’Antoni al notiziario del calcio ha parlato del covid in Serie D e del girone G che ha nella sua squadra una delle favorite

«Finora siamo molto contenti di quanto fatto. L’inizio non era semplice, poiché abbiamo affrontato già Savoia e Latte Dolce: abbiamo vinto due partite di livello importante. Nelle trasferte di Sassari e Cassino abbiamo fatto due grandi partite; il punto di Cassino credo ci vada stretto. Obiettivi? Questa società da anni si è strutturata per stare al vertice; siamo una piccola realtà, ma ambiziosi, vogliamo stare in alto il più possibile».

Gli equilibri del girone G: «Quest’anno è un po’ anomalo, con tante campane e piazze importanti come Nocera e Torre Annunziata. Girone tosto, ci sono Latina, Latte Dolce, Savoia, Nocerina, piazze come Sassari ed Arzachena, è davvero complicato ma, allo stesso tempo, molto bello, e noi abbiamo voglia di confrontarci con queste realtà. Chi potrà rompere gli equilibri? Ancora presto per capire qualcosa, tendenzialmente credo sarà un girone molto equilibrato».

Le tante partite rinviate: «Difficile in questo momento dare giudizi in senso assoluto. Una cosa è certa: qualcosa bisogno fare. La Federazione credo abbia il dovere di regolarizzare la situazione, non so in che modo, ma così non si può proseguire. Capisco il momento complicato, capisco le squadre con diverse positività ma credo anche che, nella falla del protocollo, ci sono tante persone che fanno i furbi, e questo non è possibile. Se non si regolarizza il tutto, diventa difficile andare avanti per tutti. Non credo che la serie D stia facendo una buona figura; nel DPCM siamo stati paragonati alla Lega Pro, ma dobbiamo salvaguardare tutto il movimento, dato che per molti è un lavoro. C’è stato un sondaggio, la maggior parte ha voluto continuare il campionato; la classe dirigente deve saper decidere nei momenti importanti per salvaguardare il lavoro di migliaia di persone. Abbiamo 166 società, con tantissime figure che girano attorno alla squadra: ci chiamano dilettanti ma, chi fa parte di questo mondo, sa che non lo siamo. Siamo ad un bivio, i vertici devono prendere una decisione al più presto: se lo stato ci fa andare avanti, dobbiamo avere la forza di farlo. La situazione è semplice, oggi non è difficile organizzare un tampone settimanale per ogni squadra: bisogna vedere chi in quest’ambiente vuole fare calcio e lavorare in sicurezza, e sono paletti che deve mettere la Federazione».

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