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Editoriale| Quanti problemi per la Nocerina quando si dovrà continuare il campionato

 L’emergenza coronavirus sta evidenziando per l’Italia numeri altissimi in termini di morti e positivi un po’ perché il virus l’ha colpito alle spalle circolando in modo silenzioso per settimane e poi per aver cercato un punto di equilibrio tra il dovere primario della tutela della salute dei cittadini, che imponeva una stretta radicale sin da subito, e quello di avere il minor danno all’economia, attraverso misure “proporzionate all’emergenza”.

Il ragionameto che sicuro deve fare la Lega Nazionale Dilettanti per non distruggere la speranza di tornare a rincorrere una palla, divertirsi, riabbracciarsi, ricreare aggregazione deve essere diverso da quello del calcio professionistico. Innanzi tutto il principio che i campionati devono essere portati a termine perché ogni titolo sportivo va conquistato sul campo è sicuramente l’auspicio di tutti quelli che partecipano, hanno partecipato e parteciperanno ad una competizione ma, soprattutto, presuppone un ritorno ad una vita normale che avverrà in tempi e modi molto dilatati nel tempo. Ed è dunque un auspicio che rimarrà tale, visto che la forbice tra i tempi di uscita da questa pandemia e quelli che occorrono per concludere anche questo campionato di serie D stagione 2020/2021 saranno lunghissimi. Non avrebbe nemmeno senso dire adesso riaggiorniamoci di settimana in settimana perché quanto più gli alteti dilettanti rimarranno fermi ( un mese e mezzo? Due?), tanto più problematica sarà la loro rimessa in moto per la produzione di uno sforzo massimo condensato nei tempi.

Prendiamo come esempio la Nocerina che ha preso la decisione di sospendere gli allenamenti per i motli casi di coronavirus all’interno della propria rosa. Nel momento in cui verranno risolti le problematiche sanitarie dei calciatori ci sarà il problema di una rimessa in moto collettiva, di rivivere una aggregazione a partire dagli allenamenti e trovare una condizione fisica adeguata.

Ci sarà il problema di evitare un ulteriore carico ai presidi ospedalieri per infortuni derivanti dall’attività agonistica.

Ci sarà il problema per il campionato nazionale di Lnd, per definizione interregionale, che nello specifico per la Nocerina prevede delle trasferte vrso la Sardegna e gli spostamenti aerei o navali creano di per sé ulteriore aggregazione.

Ci sarà il problema per la Nocerina e in in questo caso per tutte le squadre le cui rose sono composte da diversi calciatori ( o anche allenatori in alcuni casi) non della medesima regione e non italiani che potranno avere difficoltà di spostamento.

Per questo motivo mi auguro che la Lega Nazionale Dilettanti prenda una decisione che non divida tutte le parti in causa eventualmente chiamate a inutili forzature perché nel calcio, specie nei dilettanti, non dovrà prevalere il lato economico della ripresa ma quello dell’unione, fratellanza, divertimento, competizione, agonismo e va fatto con uno spirito unitario e non frammentato dal momento che ogni singola regione sta vivendo.

Sperando di uscirne al più presto da questo maledetto virus e contagio in modo tale da poter vivere serenamente l’aggregazione  e la competizione di un campionato calcistico dilettantistico.

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