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Cavallaro: “Oggi vittoria di un gruppo serio. San Francesco? Manutenzione necessaria!”

Nell’odierna conferenza stampa organizzata dall’ufficio comunicazione rossonero, è intervenuto il mister Giovanni Cavallaro, di seguito l’estratto testuale del suo intervento.

 

Riguardo alla partita:

Partita sicuramente difficile. Giocare ogni tre giorni e vincere, per le statistiche non è mai semplice. Eravamo un po’ stanchi perché contro il Carbonia c’è stato un dispendio di energia. Qualcuno aveva dei problemi però alla fine, anche se non eravamo brillantissimi, abbiamo avuto un grosso approccio. Potevamo fare il 2-0 in un paio di occasioni e poi in mezza occasione ci fanno gol. Dopo il rigore ci siamo messi apposto e nel secondo tempo abbiamo concesso qualcosina. È la prima volta che un avversario ci crea delle occasioni, però anche noi abbiamo creato 5-6 occasioni nette. Abbiamo giocato bene e alla fine abbiamo tenuto bene. Prepariamo la prossima e abbiamo vinto due gare contro due scontri diretti e andiamo avanti” -prosegue- “Ci sta quando loro fanno qualcosa. Loro eravamo un po’ stanchi perché gli avversari sono lì e pronti a farti male. Però ci sta, dopo una partita dove abbiamo speso tanto contro il Carbonia, aver dato dei tiri. E ci è andata anche bene perché oggi per fare gol hanno tirato due volte in porta e non subito, e se ci succede, bene così ogni tanto anche a noi. Anche se mancava un po’ di brillantezza.

In merito alla prestazione ed ai vari cambi:

Una squadra matura quando la sblocca dopo 30 secondi la deve chiudere. Però avevamo un Diakité stanco, Cuomo infortunato ed Esposito che soffriva di un’infiammazione. Abbiamo avuto problemi anche con gli under, Diakité voleva giocare ma non stava bene infatti l’ho dovuto sostituire dopo 7 minuti e De Julis ha fatto benissimo e ci ha dato quello che serviva. Sono contento per Talamo che si è sbloccato perché se lo meritava.
Il Cassino ha dei giovani che hanno già presenze. Katseris cresce ed ha una gamba da categoria superiore. Sapevamo che potevano avere dei punti deboli perché il 2004 è sempre un 2004 e attaccavamo verso quella zona. Il mister se ne è accorto, e l’ha sostituito, dato che poteva essere espulso. Potevamo approfittare proprio di questo nel primo tempo. Se non la chiudi poi può succedere di tutto.” – continua – “Quando butti la palla avanti non trovi gli spazi. Noi cerchiamo sempre di giocare per poi trovare gli uomini sulle spalle. Lo facciamo spesso bene. Oggi non sempre, perché eravamo lenti a volte ci riuscivamo e a volte no. Questo era dovuto alla poca brillantezza di due o tre calciatori. In avanti eravamo poco incisivi. Talamo stava bene, Diakité no e Dammacco era un po’ stanco. Però ci sta dopo aver giocato due gare ravvicinate. L’importante è aver migliorato il nostro modo e tipo di gioco. E soprattutto abbiam fatto punti.

Riguardo alle scelte tattiche:
Le condizioni dei ragazzi, le valutiamo domani. Pur avendo vinto in casa domenica abbiamo cambiato due elementi: Rizzo e Talamo. Sono un allenatore che non ha una formazione fissa. Faccio giocare chi è più idoneo ma quei due e tre che ho mi permettono di poterlo fare. Fino a stamattina avevo fatica a chi fare giocare. Ringrazio chi ha costruito questa squadra. Poi in base a come gioca il Sassari Latte Dolce metterò i migliori.

Il mister si incentra poi sulla compattezza del gruppo: “La squadra sta dando quello che gli dico io, come i sacrifici e quant’altro che ho fatto qui a Nocera. Questo è un gruppo serio, che mi segue e che vuole fare bene. Quando parlo di senso d’appartenenza è questo. Gente che entra due minuti o trenta minuti è che dà il massimo. Oggi avevamo in panchina Manoni, De Julis, Bottalico, Donida, Cuomo e Fois che giocherebbero dall’altra parte titolare e che accettano panchina e tribuna. Chi gioca, chi non gioca o chi va in tribuna deve avere lo stesso atteggiamento

Piccola riflessione sulle domande di mercato e l’impiego dei ragazzi: “Qualche 2001 e 2002 arriverà perché abbiamo bisogno di altri giovani. Oggi abbiamo rischiato qualcosa proprio perché servono altri tipi di under. Manoni e Bottalico sanno la stima che ho di loro e metterò la miglior Nocerina ogni volta. Chi suda questa maglia, chi interpreta al meglio quello che voglio io gioca. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo andare tutti verso la nostra direzione.
Le squadre che vogliono vincere si muovono. Noi non è che non ci muoviamo, ma se ci saranno occasioni lo faremo.

Incalzato dalla domanda sui frequenti turni infrasettimanali, il  mister ha dichiarato: “Non ti fanno preparare la settimana tipo e non ti fanno gestire. Quello che penso e che mi piace giocare ogni tre giorni. Viviamo di emozioni, obiettivi, vittorie. Da un punto di vista è dispendioso per noi ma anche per gli altri. Se riesci ad incanalarti in una striscia positiva può darti quell’entusiasmo che può fare la differenza. Mercoledì affronteremo la squadra che ha speso di più di questo campionato insieme ad altre tre o quattro. È una squadra da affrontare con la cattiveria e la mentalità giusta. Hanno 10 punti, vengono da risultati così-così, hanno cominciato male, però hanno una squadra forte e occorrerà sicuramente una grande Nocerina. Domani lavorerà chi ha giocato meno gli altri faranno un po’ di scarico e poi martedì cercheremo di prepararla nel miglior modo possibile e faremo di tutto per migliorare.

Il mister ha risposto anche in merito agli obiettivi di campionato:
Ho sempre detto che l’obiettivo della Nocerina è stare dall’altra parte della classifica e stare più vicini alle squadre che devono vincere. È ovvio che se loro non avessero avuto una partenza sprint, si parlava di una Nocerina da primato. Noi dobbiamo stare nel gruppetto di quelli che devono vincere. Non appena apriranno alla gente, i tifosi saranno fondamentali soprattutto fuori casa. So io quello che ti possono fare e so che fuori casa sono la nostra arma. Dobbiamo stare lassù per poi nel girone di ritorno di avere loro con noi, sperando che il virus vada via, e possono darci tanto lo sappiamo.

Infine, Cavallaro ha esautorato tutti i chiarimenti sulla questione San Francesco:

Dobbiamo essere chiari. Non è che andiamo via dal San Francesco perché così ci svegliamo e così facciamo. Fino a una settimana fa il campo era pieno di buche e non curato come deve essere fatto dal San Francesco. Non è stato ben curato e non potevano venire sempre quelli che dovevano aggiustarli. Ogni due giorni si gioca e il campo era quasi sempre impresentabile. Possono fare tutte le foto che vogliono, non è il San Francesco che sappiamo e non è stato ben curato. La squadra deve fare un gioco e in questo campo non si può fare. Giochiamo ad Angri perché è un ambiente che conosciamo a memoria e il manto è perfetto. Se i tifosi potevano entrare avremmo giocato anche con il campo scassato, ma siccome non possiamo farlo e siccome comunque non ci possiamo allenare ogni giorno perché altrimenti si rovina il campo perché i giardinieri si lamentavano andiamo a giocare in un campo che conosciamo a memoria. Andiamo ad Angri, che siamo ospitati alla grande, e siamo lì con piacere. Fino a quando possiamo farlo siamo contenti”
“Sono innamorato del San Francesco ci ho giocato sette anni. Sono il primo che ho messo le buche al terreno. Voglio giocare al San Francesco però quando è un buone condizioni. Il campo si deve curare come è giusto farlo, ma non dipende da me. Io faccio l’allenatore però mi è capitato di tappare le buche. Prima che veniamo attaccati o veniamo giudicati, se qualcuno vuole viene allo stadio e glielo faccio vedere. Se poi è successo la magia questa settimana non lo so.

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