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Carotenuto a NL: “Nocera ti resta dentro. Sandomenico ama sentirsi importante, Cavallaro saprà valorizzarlo”

Intervenuto durante la 15^ puntata di Nocerinissima live, l’ex bomber dei molossi Pasquale Carotenuto ha parlato di molti temi.


Sto abbastanza bene, ma mi manca il calcio, sono quattro mesi che speriamo di riprendere”. esordisce.

Parla poi dell’attuale situazione nei dilettanti:
Noi aspettiamo notizie certe, perché il 5 febbraio dovremmo iniziare gli allenamenti di squadra (con lo Sporting Barra) forse a San Giorgio a Cremano. Se non parte l’eccellenza e quindi tolgono le retrocessioni in D, il campionato rischia di essere falsato. Fermare il calcio dilettantistico rischia di non far crescere diverse persone. Senza calcio, per chi come me vive solo di questo, non c’è tanto futuro se continua così”.

Breve parentesi poi sull’altra sua passione, il beach soccer

Il beach soccer l’ho sempre svolto come hobby, ho iniziato da subito in nazionale e mi sono divertito tanti anni, togliendomi anche tante soddisfazioni.
In Italia vengono a giocare tutti i più forti al mondo nel beach soccer”.

Carotenuto parla poi della sua scelta di carriera:

Nel 2000 approdai in C, però da quando ho iniziato la mia “sfortuna” era il guadagnare già tanto e salire di categoria i soldi diminuivano tanto, io essendo uno che aiutava la famiglia e vedendo che tornando indietro i soldi aumentavano, la mia pecca è stata quella di non voler salire di categoria per questo motivo, ovviamente a 18-19 anni non ho avuto chi si mettesse a farmi capire determinate cose, altrimenti avrei potuto avere una buona carriera nel professionismo. Per me non esiste la categoria, io preferisco lavorare come se giocassi nei pro, vado un’ora prima al campo e torno un’ora dopo, a livello personale mi curo nel migliore dei modi, perché non voglio chiudere facendo parlar male di me. Credo che la vita personale conti più del campo e vada curata”.

Inizia poi a parlare della vittoriosa esperienza di Nocera:

Nocera non è un ricordo, Nocera è passione! Ti rimane dentro, sono annate che non vanno via mai. Ciò che mi ha dato Nocera fu strepitoso e poi vincere è stato ancora più bello, non sto facendo retorica, queste sono frasi dette dal cuore, perché se uno sta bene in una piazza e la stessa ti dimostra affetto è giusto dire queste cose. Nocera ti fa sentire calciatore, da quando entri dal sottopassaggio. Per un dilettante giocare alla Nocerina è come giocare in A, oggi i calciatori non hanno forse il senso di cosa voglia dire giocare a Nocera. Io venivo da Napoli ogni tanto per seguire la Nocerina, ad esempio venni a vedere una sfida con la Sampdoria e posso confermare che Nocera ha un pubblico che fa la differenza. Come dimenticare la gara col Sant’Agnello, uno stadio così gremito è indimenticabile, contro uno squadrone come loro, col vostro attuale ds Bolzan, Vanin, del Sorbo. Oltre la gara col Sorrento la gara che più ricordo fu la vittoria all’ultimo minuto in casa col san Vito Positano, forse quel rigore che segnai fu l’unico dove mi tremarono le gambe. Altra gara emozionante fu anche la finale di coppa al Partenio, io ci avevo già giocato, ma la finale è una partita dove mentalmente devi essere forte e preparato e la nostra squadra era mentalmente esperta. Io tendo comunque a tenere a cuore tutte le squadre dove ho fatto bene, Nocera ne fa parte. Io ringrazierò sempre Nocera perché mi ha fatto crescere”.

Riguardo alla gestione tecnica di quell’anno

Ho una stima indescrivibile per mister Maiuri, era un perfezionista. Ricordo che noi in allenamento non ci fermavamo un minuto, a me ha insegnato tanto come calciatore. Prima di lui c’era comunque un grande mister come Esposito, ma il suo difetto era la troppa bontà e noi calciatori ne approfittiamo troppo, invece Maiuri ci ha messi in riga spronandoci ogni settimana a dare il massimo”.

Conclude poi

Il mio rammarico fu quello di non essere stato confermato l’anno dopo, la volontà c’era, purtroppo non è dipeso da me. Io sarei rimasto volentieri dopo l’ottima stagione.

Carotenuto parla anche del neo acquisto molosso Sandomenico, sue compagno in quel di Arzano

Sandomenico è un calciatore da serie C, ha scelto Nocera perché è Nocera. Salvatore è un ragazzo da coccolare, perché se si sente importante per questa squadra farà la differenza. Il mister è l’arma in più della Nocerina, da fantasista qual è stato anche lui, saprà farlo sentire importante”.

Tra le tante gioie, gli abbiamo chiesto anche dell’impresa col San Tommaso

San Tommaso era una realtà che non conoscevo, il mio procuratore dopo Afragola mi propose i biancoverdi su forte richiesta del direttore Del gaudio, intuendo che avrei potuto fare grandi cose e così è stato”.

Parla poi dell’attuale stagione della Nocerina

In verità non sto seguendo tanto il campionato, Monterosi e latina mi hanno detto che sono grandi squadre, ma la Nocerina per me resta la squadra da battere, ho visto che col Latina la Nocerina ha fatto una gran partita, vincere a Latina mentalmente ti avrebbe autoconvinto di più a farcela. Da campano mi auguro che la Nocerina non molli perché sta onorando la Campania calcistica. Io mi auguro che continui così perché il miracolo sportivo sta l’, tenendo testa a quelle due lassù. L’importante è mantener tranquillo l’ambiente, ma con persone come Giovanni Cavallaro e Bolzan che hanno vissuto situazioni e spogliatoi importanti, i ragazzi sono avvantaggiati, in quanto sanno come agire nei minimi particolari con qualsiasi calciatore”.

Conclude poi con interessanti spunti sulla situazione calcistica in Italia

In Italia il problema è che i giovani non li facciamo esordire subito, questo è un difetto che man mano che si scende di categoria è sempre peggio, il male di questo calcio sono gli interessi. Perché se in squadra ho due ragazzi bravi, io faccio giocare il figlio di, questo è il problema in Italia. Dico questo perché il calcio mi ha realizzato come persona e non posso non essere sincero e onesto nel dire queste cose” – continua – “Ho conseguito il patentino da allenatore e in futuro valuteremo. In Italia purtroppo in molti settori giovanili arriva gente non qualificata che non sa insegnare adeguatamente il calcio ai giovani, è importante conoscere il calcio.
la Juve in Italia è di esempio che ha una squadra U23 in C. La Juve ha metà del vivaio in giro per la A, questo dev’essere da monito per le altre. In estero ad alti livelli ci sono le squadre tedesche, inglesi e spagnole, leghe dove i giovani sono altamente tutelati.” – termina poi – “In Italia siamo alle solite, in Eccellenza stiamo attendendo una risposta dal CONI che già sappiamo: ovvero che è un campionato di interesse nazionale”.

Sulla questione calcistica

“Purtroppo c’è chi ci ha marciato sul Covid. A questi livelli chi fa calcio ci guadagna poco, se tu sai che ad inizio anno hai problemi perché prendi accodi con calciatori e famiglie annesse? Poi col Covid lasci tanti calciatori senza guadagni da mesi, purtroppo loro dovrebbero mettersi nei panni dei calciatori. La nostra società per fortuna non ci fa mancare nulla, vuol vederci giocare e subito perché vuole valorizzarci. In tanti ci hanno definito come ‘dopolavoro’, ma come facciamo ad essere chiamati così se poi pretendete la professionalità di cinque allenamenti settimanali ed una partita. Assolutamente ci vorrebbero dei contratti anche in Eccellenza, l’AIC con Spadafora ci era riuscita, ma la LND non vuole. Questo è per il futuro, ad esempio se ci fosse stato già vent’anni fa questo sistema, avremmo fatto fuori anche molti truffaldini di questo mondo, ma soprattutto ci metteremmo in regola in molti”.

Qui potete rivedere la trasmissione di ieri e l’intervista a Carotenuto che comincia a 23:20