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Marcucci a NL: “Giocare a Nocera è una fortuna. Mister e DS sanno lavorare col gruppo”

Intervenuto durante la dodicesima punta de’ “La Nocerina siamo noi”, ecco un breve estratto testuale delle dichiarazioni di Errico Marcucci, ex attaccante molosso ed attuale osservatore dell’Udinese.

 

A parte questa situazione che ti costringe a lavorare da casa, tutto sommato sto bene” – dice -“Ogni domenica seguo molto la Nocerina, inoltre c’è il ds Bolzan che è stato mio compagno di squadra. Comunque la Nocerina la seguo volentieri ogni settimana“.

Ci racconta poi della attuale mansione:
All’Udinese mi occupo di osservare per conto della prima squadra, all’evenienza però posso recarmi in qualche scuola calcio per conto del settore giovanile, tipo la primavera.
Nell’Agro nocerino ci sono molte società affiliate con l’Udinese dove come osservatori ci invitano ai vari raduni per scovare potenziali talenti“.

Riguardo all’andamento del campionato molosso:
Questo è un campionato un po’ anomalo, la mancanza dei tifosi a Nocera è penalizzante. La squadra tutto sommato sta facendo un buon cammino. Mi auguro che però lo possa vincere la Nocerina alla fine“.

Riguardo il ds Bolzan, suo ex compagno di squadra al Sorrento, e di mister Cavallaro:
Con Bolzan ci siamo sentiti poco prima che firmasse coi molossi, è una persona per bene ed un grande appassionato di calcio. All’epoca vedeva continuamente partite. Quest’anno a Nocera ci sono under di gran livello ed è merito suo perché li ha voluti visionare di persona, una qualità eccellente per il suo ruolo.
Lui che ha vinto con la Nocerina, sicuramente ha messo qualcosa in più per costruire questa squadra.

Ho conosciuto Cavallaro a Nocera, quando è stato poco bene gli ho scritto perché è un ragazzo per bene e ci tiene più di tutti a questa maglia, essendo stato capitano per anni ad alti livelli coi molossi, quindi chi più di lui può volere il bene della Nocerina. Ovviamente da calciatore che è stato sarà stato complicato il passaggio dal campo alla panchina, ma Giovanni si sta comportando molto bene. Anche noi nel 2016 avemmo problemi di risultati, trovammo un mister che seppe toccare i tasti giusti e macinammo risultati, ovviamente le pressioni vanno gestite attraverso il gruppo, la società e così via“.

Marcucci poi dice la sua sull’andamento in trasferta dei molossi:
La Nocerina può sovvertire il trend negativo fuori casa, continuando a lavorare e plasmare la mentalità e con una persona che mastica calcio come il mister, la squadra sa già dove lavorare. Tutti i campionati sono purtroppo anomali ed i risultati sono altalenanti. Bisogna tener mente che il progetto attuale è iniziato quest’anno, quindi non è facile far quadrare tutto, la vetta però è vicina e secondo me basta un filotto di vittorie per salire”.

“Neanche nei sogni più belli avrei vissuto un’emozione come il gol di Scafati, ogni tanto vado a rivedermi i filmati per rivivere quella giornata. Dire di aver vinto semplicemente un campionato è riduttivo, fu tutto straordinario dall’uscita dello stadio all’arrivo a Nocera, noi abbiamo vissuto in Eccellenza dei festeggiamenti che si vedrebbero in B. I miei colleghi restano increduli quando gli mostro le immagini della mia stagione a Nocera, sapendo che si trattava di Eccellenza”.

 

Racconta poi diversi aneddoti legati al campionato vincente del 2016:
“Da calciatore che ha dato tutto per questa maglia, mi rattrista vedere società che vanno e vengono. Io penso che la società debba essere l’anello portante di tutto l’assetto, quest’anno vedo la situazione più equilibrata, con ragazzi come Riccardo e lo staff, che parlano poco e non fanno proseliti si può fare bene” – “Nel 2016 avemmo la fortuna di trovare Maiuri, nonostante Esposito sia una grandissima persona ed allenatore ma non riuscì a darci i giusti stimoli, con l’arrivo di Maiuri arrivò una svolta mentale che ci serviva. Poi a se giochi Nocera sei fortunato, soprattutto perché non hai l’impressione di giocare in Eccellenza, col calore di uno stadio come il San Francesco.” – conclude poi -“Il gol più bello che sento di più è il gol della giornata finale con il San Vito Positano, uno che ricordo particolarmente fu sempre a Scafati ma con un tiro da fuori area che si insaccò all’angolino”.

Per vedere l’intervista completa segui la replica della punta (minuto 26:20)