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CAVALLARO: “Chiedo scusa per l’atteggiamento e per il pareggio. Non smantelleremo la squadra”

Il tecnico Giovanni Cavallaro ha parlato questo pomeriggio in un’intervista video con la pagina ufficiale del club rossonero. Il trainer molosso ha voluto chiedere scusa per l’ultima gara e ha fatto un punto della situazione tra presente e futuro parlando ovviamente della squadra

Sul pareggio contro il Giugliano

“Il punto della non vittoria è stata la poca voglia di chiudere le azioni e portare il risultato a casa il prima possibile. Abbiamo tenuto in vita un avversario nettamente inferiore a noi. Sono qui a scusarmi per l’atteggiamento della squadra e forse ho sbagliato io a non trasmettere l’atteggiamento giusto. Sono io l’allenatore e devo prendermi le responsabilità e non ci stanno problemi. E’ giusto che chi indossa questa maglia deve onorarla fino alla fine e deve avere il mio credo calcistico di non mollare mai e sudare questa maglia”.

Se ha inciso il fatto di vedere le prime in classifica molto distanti

“Credo che l’aspetto psicologico ha inciso molto perché magari incosciamente vedi le prime molto distanti e un calo di attenzione lo puoi avere, però non deve mancare la voglia di vincere e chiudere le partite. A noi è mancato questo perché fino agli ultimi 70 metri abbiamo giocato bene, negli ultimi 20-30 metri non eravamo incisivi. Abbiamo avuto 6-7 contropiedi dove non è abbiamo approfittato ed abbiamo tenuto in vita un avversario morto. Quello che mi fa chiedere scusa alla mia tifoseria e forse di non aver trasmesso ai miei giocatori che bisogna non mollare e che fino alla fine c’è speranza. Siccome abbiamo una maglia importante, abbiamo dodici partite da onorare e poi vedremo a fine stagione. Siamo pagati, indossiamo la maglia e dobbiamo onorarla. forse Forse ho sbagliato io a non caricarla bene e mi prendo le responsabilità per questo pareggio”. 

Sul perché non ha parlato a fine gara e sulle dimissioni

A fine gara ci avrei voluto mettere la faccia come faccio sempre, purtroppo ho avuto una reazione brutta sotto gli spogliatoi ed ho avuto un problema alla mano perché mi sono sfogato contro un muro e non ero in condizioni di parlare con la stampa e lì per lì abbiamo deciso questo, perché potevo parlare solo io. Per quanto riguarda le mie dimissioni, mi sono sentito un po’ toccato per le brutte parole che ho ricevuto perché io, senza nessuna polemica, posso essere giudicato scarso, incompetente e inesperto non è un problema, però se vengo toccato in cose personale che non mi appartengono è un altro discorso. Ho detto al mio presidente che volevo andare via perché queste parole non le merito. A quel punto il presidente ha detto non vai da nessuna parte e rimani qui. Mi ha detto che punta su di me e continua su di me. Mi hanno fatto male un po’ le parole. Qua si pretende di vincere e io lo so bene, però poi quando vengo accusato di cose che non mi appartengono, perché amo questo lavoro e voglio fare questo per tutta la mia vita, soprattutto in una città dove ci abito e che ho giocato da 7 anni e non permetterò a nessuno di fare danni a questa città”. 

Sulla prossima gara di domani contro il Gladiator

Il Gladiator è una società importante, ha un organico importante e che ha avuto due mesi di difficoltà e si trovano sotto in classifica. Seppur ci mancano alcuni uomini, come a noi, è una squadra di tutto rispetto che lotterà per salvarsi fino alla fine. Dalla mia squadra mi aspetto una reazione importante e d’orgoglio. Attaccamento alla maglia, metteremo da parte qualità e gioco, voglio venti molossi. La risposta che voglio dalla mia squadra è questa. Una risposta d’orgoglio”.

Sulla questione Cappa non convocato

“Per come mi sono preso le responsabilità di farlo giocare, perché era ritornato il portiere che avevo scelto all’inizio, mi prendo le responsabilità di non convocarlo. Tutti possiamo sbagliare, in primis io, però in questa situazione non possiamo permetterci cali di tensione. Questo è l’unico motivo. Chi mette questa maglia, gioca o non gioca, deve dare tutto per questa maglia. Gli errori si fanno e li facciamo tutte però devo fare le mie scelte”.

Sul cambio di Petito a fine primo tempo

“Petito è un giovane interessante però a livello tattico non stava facendo quello che volevo ed ho ritenuto importante inserire Cuomo che mi dava più sostanza a livello tattico”. 

Sulla sostituzione dell’unico attaccante di peso

“De Julis è uscito perché, per quanto mi riguarda, non ero soddisfatto per quello che stava facendo, ma non per l’impegno.  Volevo un giocatore che attaccasse più la profondità, solo una questione tattica. Ha corso e dato tanto, nelle ultime partite non ha mai avuto un cambio per poterlo far riposare. Avevo Garofalo in panchina, ho spostato Katseris avanti e ho deciso di mettere un esperto sulle fasce, ma siamo rimasti con lo stesso assetto, ovvero due attaccanti”.

Su Sandomenico

“Sandomenico è un giocatore che ho voluto io e questa squadra è stato costruita con 3-5-2 e 3-4-2-1 e credevo che potesse fare o la mezza punta o dietro le punte, però lui preferisce giocare esterno. In questo momento la squadra, durante questo campionato, ha avuto delle certezze e non posso toglierle e sto aspettando il suo adattamento a questo tipo di gioco. Noi lo aspettiamo e poi lo sappiamo che a partita in corso possiamo cambiare. Lui poteva giocare solamente al posto di El Bakthaoui però in questo momento  lui è in una forma strepitosa ed è chiaro che tutto diventa difficile. Tutto qua ma nulla di personale su di lui”.

Sulle varie assenze in attacco tipo Diakitè e Sorgente che hanno potuto determinare un rallentamento della squadra

“L’ho sempre detto: le partite te le fanno vincere gli attaccanti. Il più grande rammarico ed essermi ritrovato gli ultimi mesi senza calciatori importanti  come loro ma anche quali Talamo e Morero. Ora in settimana si è infortunato Impagliazzo, frattura al piede e non sappiamo se rientrerà o se dovrà operarsi ed abbiamo perso Vecchione per questa partita . Se abbiamo avuto un piccolo rallentamento forse è anche per questo, però non dobbiamo mai perdere la voglia di sudare questa maglia e lottare partita dopo partita. A me questo ha fatto incazzare domenica perché se smettiamo di crederci dobbiamo andare a casa”.

Sugli under 

“Ci sono titolari, giocatori più pronti e meno pronti. Ad oggi Katseris, Volzone, anche Cappa, Vecchione, Cuomo sono stati quelli più impiegati perché sulla carta sono quelli più affidabili, ma abbiamo visto una netta crescita anche degli altri. Però è chiaro che stiamo puntando su quei 4-5 perché hanno qualcosa in più rispetto agli altri”.

Sulla prossima stagione

“I miei giocatori sanno che ogni volta siamo in discussione per guadagnarci il posto e il futuro perché qua nessuno ci regala niente. Non ci saranno smantellamenti perché noi siamo coerenti con il nostro lavoro, abbiamo un’idea e lA portiamo avanti. Siamo una delle poche squadre campane in D che non hanno fatto stravolgimenti e siamo stati equilibrati. Le mie valutazioni vanno anche in base al rendimento dei giocatori e domani è un’altra prova per capire chi vuole portare la barca dove merita oppure da lunedì farò le mie scelte. Se qualcuno avrà voglia di cambiare o altro lo valuterò io, però dobbiamo vincere questa partita e mi aspetto l’orgoglio di questo gruppo”.

Si chiude parlando ancora della gara di domani

“Conta avere un’idea di gioco ma quando non si può si va avanti e si combatte. Ci vuole uno spirito da Nocerina e da molossi basta, conta vincere. Il resto sono chiacchiere”.