post

MARIOTTI: “La Nocerina ha calciatori fortissimi, vogliamo fare bene. Nostre assenze? Non mi interessa, le giustificazioni sono dei perdenti”

Abbiamo intervistato ieri sera, durante il corso della puntata “Nocerinissima” il tecnico del Carbonia e prossimo avversario della Nocerina, Marco Mariotti. Vi riproponiamo l’intervista in versione scritta di questa bellissima chiacchierata su questo campionato, sulla prossima gara e sul calcio in generale


Sulla gara persa 3-2 contro il Latte Dolce

“Parto da un presupposto: è stata la più bella partita dell’anno e il risultato è fatto da tante componenti, però la prestazione rimane. E’ stata una bellissima prestazione, anche nel primo tempo hanno fatto quello che gli ho chiesto e abbiamo preso dei gol su palla inattiva. Hanno disputato una grandissima partita, però purtroppo il risultato è negativo. Sono un allenatore che giudica quella che fanno e sono contento. Chapeau per la prova”. 

Sul fatto che il Carbonia è una delle sorprese della stagione

“Erano trent’anni che il Carbonia mancava dalla Serie D e il nostro obiettivo, con un budget molto ridotto e l’età media più bassa del girone, era la salvezza. Cercavamo di agguantare la salvezza senza passare per i playout e devo dire che questi ragazzi mi hanno sorpreso, a nove-dieci partite dalla fine abbiamo 37 punti e ne mancano 3 per la salvezza. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, calcolando i mille problemi che abbiamo: è da novembre che andiamo in giro per i campi e questo mi inorgoglisce, non giochiamo più a casa nostra da tempo in memore ed i ragazzi stanno facendo benissimo. Sono contento, fiero e mi rendono orgoglioso, mi rendono felice di andare al campo con tutte le problematiche che abbiamo che vanno oltre al campo. Sono orgoglioso perché anche quando perdiamo ce la giochiamo fino alla fine”. 

Le ambizioni della squadra

“Le ambizioni sono quelle di far bene. Mancheranno 9 partite e sono 27 punti, l’ho detto ai ragazzi: dobbiamo andare al campo e divertirci perché siamo fortunati perché giochiamo e veniamo pagati per giocare a calcio e poco o tanto non conta perché c’è questo momento difficile mondiale. Dobbiamo tirare il meglio possibile da quello che rimane. Pensare ad oggi, dopo essere partiti il 7 agosto, di poter giocare i playoff contro squadre blasonatissime come Latina, Nocerina e Savoia deve essere un orgoglio per noi. Per noi il calcio deve essere uno sport sano, dobbiamo giocare e poi a fine partita tutti amici. In questa gara la Nocerina troverà pane per i suoi denti perché i ragazzi sono vogliosi di confrontarsi contro queste grandi squadre e calciatori di categoria e ci alleniamo per questo

Sul girone G 

“Il Monterosi l’ho allenato due anni fa e sono contento che vince perché una piccola parte della vittoria me la sento mio, nel senso che gli ho dato una mentalità e portati alcuni calciatori che sono ancora lì tipo Pellacani, che ho preso dal Bologna, e ho costruito una mentalità insieme al direttore. Sono molto contento che vincano, ad oggi hanno una sola sconfitta contro di noi a Carbonia e per noi è un fiore all’ occhiello. Detto questo, avevo pronosticato le due campane Savoia e Nocerina per tradizione, investimento, calciatori, pubblico e società; due laziali che sono Monterosi e Latina e due sarde che mi hanno un po’ deluso ovvero Torres e Latte Dolce. Poi ci sono sorprese quali Vis Artena, che ha calciatori tipo Alozzi e Sabatino, che avevo a Monterosi, Paolacci e tanti altri e anche l’allenatore Pierotti che avevo avuto il piacere di allenare a Frosinone quando era capitano. Se poi vediamo che Vis Artena e il Carbonia sono le uniche che sono lì sopra e che da poco fanno la D, sono orgoglioso dei miei ragazzi. Con pochi soldi abbiamo fatto qualcosa di straordinario, merito del direttore, del presidente e della cittadina che ci hanno accolto e ci hanno dato la possibilità di fare questo che per noi è un miracolo sportivo”. 

Sulle pesanti assenze del Carbonia contro la Nocerina

“Mancherà Soumarè e secondo me il più forte 2001 Mastino che merita il professionismo. Mancherà per infortunio Carboni, poi Bagaglini, Gjuci. Ma chi mancherà, mancherà, anche se siamo talmente giovani, dobbiamo andare in campo sapendo che quella è la migliore squadra possibile. Le giustificazioni su chi manca non mi servono a me, mi hanno insegnato i grandi maestri, che ho avuto, che le giustificazioni sono dei perdenti. Noi ci vogliamo divertire al cospetto di Morero, Garofalo, Diakitè, Dammacco, El Bakhtaoui, Katseris, Donida e di un allenatore che secondo me farà molto bene che è Cavallaro e che ha grandi idee di gioco. Ma che giocatori sono rispetto al Carbonia? Se pensavo di potermela giocare all’inizio mi sembrava impossibile, invece siamo lì e ce la giocheremo. Siamo un gruppo che sta lavorando bene, si sta divertendo e dobbiamo viverla così questa partita”. 

Se si aspettava qualcosa in più dalla Nocerina

“La rosa della Nocerina è fatta per vincere. Puoi cambiare De Julis ma hai Diakitè, El Bakhtaoui, Dammacco che è un 98 straordinario scuola Inter. Hai in panchina Garofalo, quando non hai ancora Impagliazzo, è una squadra fortissima e un ottimo allenatore giovane. E’ una società esigente e una piazza che ha una tradizione, una storia e che una decina di anni fa ha fatto la Serie B. Devi fare subito e non ti aspetta nessuno. La rosa è di prima ordine, il primo tempo contro il Monterosi è stato molto importante contro la più forte, per cui sono forti”. 

Se è utile partire dalla difesa e non rilanciare palla lunga

“Sono idee. Il risultato deve passare tramite le prestazioni e tramite il gioco al momento stavamo recuperando la partita contro il Latte Dolce in 9 contro 11 perché i ragazzi sanno che per fare risultato ci vuole il gioco. Se vuoi costruire qualcosa che rimane nel tempo devi abituare la squadra a giocare da ieri. La società mi ha chiesto la salvezza ed io ho la salvezza sono riuscito ad averla tramite il gioco. E’ ovvio che piazze come Savoia, Nocerina e Latina dove il risultato è la prima cosa: ci vuole la mentalità diversa e un pochettino in più d’esperienza. Solo questa è la differenza”.

“A me non va di essere banale ma essere me stesso. Non mi sono mai venduto oppure pubblicizzato. Vado avanti con le mie idee che siano giuste, buone o cattive non mi interessa. Non bisogna mai essere banali e quando qualcuno mi paragonano a Carletto Mazzone preferisco molte volte lui che tanti santoni del calcio moderno”.

Tante domande dei tifosi che abbiamo riassunto qua

Chi non piacerebbe allenarla, stiamo parlando di una città storica che vive di calcio, di passione nel bene e nel male. Una città di calcio che ama e vive di calcio. Lo ringrazio e chissà se Dio mi darà la fortuna, ma andiamo oltre. Il calcio è momento di comunanza che ci fa conoscere, ci fa essere avversario ma poi essere amici e ci fa conoscere tante realtà. Noi italiano siamo sempre quelli che siamo, non sfruttiamo mai al momento. Mi piacerebbe cambiare un po’ calcio, dare spettacolo al pubblico. In D ci sono giovani forti ma facciamo una riforma dove nel calcio ci sia comunanza e stare insieme, poi nel calcio ci scontriamo. Quello che facciamo stasera lo farei sempre. Il calcio bisogna cambiarlo, non saremo mai nemici ma avversari. Dobbiamo amare questo sport perché mi ha dato tanto e mi ha dato una tranquillità economica. Mi ritengo un uomo fortunato”.

Se ci potrà essere una riforma

“Domanda bellissima. La D cosa ha di dilettantismo se c’è una squadra che spende 1,5 o 2 milioni di euro? E’ il momento di cambiare, ma quale è la volontà? Tanti anni ma è sempre quello. Quest’anno compio 60 anni ma sento da 50 anni queste parole. Siamo tutti bravi a parole partendo dal settore giovanile. I giovani chi li fa giocare? I tecnici bravi per giovani dove stanno? Siamo bravi solo a pensare al presente e non ai prossimi anni. I 99 under è incredibile, per me dovrebbero essere 2003 e 2004 in Serie D, parliamo d’altre cose”.