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CITARELLA a NL: “Un mio ritorno? Ora difficile, ma se fra 2-3 anni ci fossero le condizioni… Bisogna programmare e partire dal settore giovanile”

 

Il 23 aprile è un giorno importantissimo per i tifosi della Nocerina: la terza storica promozione in B dopo la vittoria in quel di Foggia. Per l’occasione la redazione ha realizzato una puntata dove hanno partecipato tanti ex di quella storica annata. Tra questi, non poteva mancare l’artefice di quella squadra: il presidente Giovanni Citarella. L’ex patron rossonero ci ha raccontato, in collegamento telefonico, l’emozione di quel giorno e si è anche parlato delle difficoltà del calcio attuale e del settore giovanile. Ovviamente non poteva mancare la domanda che tantissimi tifosi continuano a chiedergli: “ci potrà mai essere un suo ritorno?”


Cosa ha rappresentato quella vittoria?

“Sul profilo sportivo fu una cavalcata, perché facemmo un campionato strepitoso e rimarrà forse negli annali della storia della Nocerina per come l’abbiamo vinto. Fu una cosa anche inaspettata, bisogna dire la verità, perché avevamo programmato un campionato di C2, poi ci fu in estate la vicenda del ripescaggio. Riformammo una squadra, che avevamo già fatto, e fu una sorpresa ed un’evoluzione. Mese dopo mese ci siamo ritrovati con una macchina perfetta e nel mese di dicembre, quasi a fine girone d’andata, ci ricordiamo tutti che piano piano arrivava la consapevolezza che stavamo facendo qualcosa di importante. Fu veramente un anno bellissimo: tutte le partite, i periodi vissuti con i tifosi e con le due Nocera. Veramente un anno che rimarrà nel mio cuore per sempre”. 

Si sentiva molto preso dalla Nocerina

“C’era una grande voglia mia di portare avanti quel progetto. Sono abituato che, quando faccio qualcosa, ci dedico tutto il massimo impegno e quegli anni sono stati portati avanti in quel modo. Partendo dalla Serie D, poi dalla C2, nonostante non fu un campionato esaltante ma comunque sempre con il massimo impegno, perché oltre ad essere presidente di una squadra di calcio ero anche tifoso, e questo era il punto essenziale. Oltre ad essere presidente, c’era sempre di più quel tifoso che aveva vissuto la Nocerina da bambino, ma poi c’era la razionalità e la razionalità a volte è servita perché ci siamo tenuti sempre fuori da certe situazioni quali calcioscommesse. Abbiamo fatto un bel periodo di questi 100 e oltre anni della Nocerina”. 

C’è la possibilità di un suo rientro alla Nocerina?

“Me lo chiedono in tanti e dico semplicemente una cosa a chi me lo chiede. Ci troviamo in un periodo storico del calcio italiano, vuoi per il covid e vuoi perché secondo me siamo di fronte ad una rivoluzione che deve avvenire, perché diversamente non si può andare avanti. Ogni anno c’è il Trapani e la Sambenedettese di turno ma anche altre squadre che vivono veramente alla giornata e questo non è calcio e non è programmazione. Detto questo, per i prossimi 2-3 anni fare calcio sarebbe professionalmente difficile. Questo non significa che non ritorno a fare calcio, però se fra 2-3 anni ci dovrebbero essere le condizioni per creare un progetto, probabilmente si potrà pensare a qualcosa, ma non prima di questa parentesi. Chi segue il calcio penso abbia capito a cosa mi sto riferendo. Ci vuole una pulizia, ma una vera pulizia ma non questa formale della Lega Pro negli ultimi anni o la B, ci vuole qualcosa di concreto altrimenti saremmo sempre punto e daccapo. Se accadesse ciò, chissà se non si possa pensare a un progetto che era nato all’inizio e non ho avuto tempo per poterlo continuare. Vediamo se fra qualche anno possiamo riprovarci”. 

Il primo ricordo dopo la promozione a Foggia 

“L’emozione fu talmente grande. Ricordo di aver pianto, in attesa di dover scendere negli spogliatoi, perché fummo aggrediti anche  verbalmente dalla dirigenza del Foggia e ricordo che era tanta l’emozione che la gioia si tramutò in pianto. Questo è il ricordo che ho di quella domenica che difficilmente potrò cancellare e poi ovviamente il rientro a Nocera sul pullman.  Però la prima cosa che ricordo, quando fischiò la fine della partita l’arbitro, fu l’emozione che si tramutò in un pianto di gioia. Lo può provare solo chi, oltre ad essere presidente, ama quella squadra”. 

Tornando alla questione riforme, su cosa si dovrebbe ripartire nel calcio?

“Nonostante sia lontano dal calcio, è una cosa che ci penso spesso. In questi ultimi anni, seguendo mio figlio che è partito con gli under 15 e adesso sta facendo l’under 18 in Primavera con il Sassuolo, ho avuto modo di girare e divertirmi guardando tutti i settori giovanili. L’idea di calcio deve partire dai settori giovanili e si deve costruire una società con tante figure importanti che devono andare a vedere cosa c’è nel territorio e mettere insieme questa esperienza, ricercare e coinvolgere i giovani. La città dovrebbe diventare probabilmente la proprietaria della Nocerina Calcio con un’idea che mano mano in questi anni ho pensato e ho preso appunto se nei prossimi anni potessi rientrare. Butto giù delle idee quando mi vengono in mente, dirtelo adesso è un po’ azzardato però ho tante idee che si potrebbero sviluppare. Come dicevo, ci vogliono tante condizioni: partendo dal territorio e cercando di coinvolgerlo a 360 gradi. Queste realtà, come la Nocerina, potrebbero vivere con il territorio e basta guardare le piccole realtà del nord Italia che sono in B da anni e riconosciute dal territorio. Programmi ed idee non penso che siano realizzabili al momento. Serve prima una rifondazione e poi aspettare che maturino i tempi perché questo benedetto virus ha causato tanti problemi nel calcio minore”. 

Un progetto magari come è a Cesena?

“Non a caso ho detto che ci sono delle realtà. Su quel modello si deve costruire e coinvolgere il tessuto sociale delle due Nocera perché possono ed hanno tanto a cui poter dare. Oggi c’è chi sta facendo calcio a Nocera e gli auguro ogni bene perché so cosa significa fare calcio in Serie D, però quello che posso dire e che non vedo programmazione. La programmazione non significa vincere il campionato ma vedere molto più avanti. Detto questo gli auguro ogni bene a questa squadra e a questi colori, sperando un giorno che questo sogno, che ogni tanto faccio di notte, posso di nuovo farlo diventare realtà coinvolgendo la società ed avendo quel qualcosa in più: ovvero l’esperienza e cercare di fare meno errori di quelli che facemmo dieci anni fa”. 

Il saluto finale del presidente a fine video intervista in collegamento telefonico 

“Speriamo che in qualche altra occasione potremmo vederci di persona  in uno studio e fare quattro chiacchiere in modo più normale di queste video conferenza. Un saluto a tutti i tifosi della Nocerina, in modo particolare. Un abbraccio e buona serata”.