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L’importanza del settore giovanile: per un progetto serio si deve ripartire da qui

Si parla tanto di progettualità, costruzione e di fare una grande squadra in qualsiasi categoria italiana. Il primo elemento per poter realmente creare qualcosa che duri negli anni è formare un settore giovanile serio per poter usufruire, nell’avvenire, dei talenti locali. A Nocera sono da anni che il settore giovanile è completamente dimenticato dalle dirigenze

Serie A, Premier League, Liga, Ligue 1 e massime serie calcistiche dei differenti Paesi europei sono soltanto l’ultimo palcoscenico, seppur prestigioso, di un cammino difficile ed entusiasmante per chiunque culli fin da bambino il sogno di poter indossare una maglia importante in giro per l’Europa. Un percorso che inizia da lontano e che solo in questo modo forma e matura i piccoli con in testa l’idea di diventare calciatori.

Se, però, gli stessi settori giovanili calcistici italiani, dagli esordienti alla Primavera, venivano trascurati per cercare di concentrare tutti gli sforzi della proprietà alla prima squadra (almeno in Italia), adesso la nostra nazione sembra essersi adeguata, gioco forza, a dover coltivare talenti nascenti in casa.

Una mentalità retrograda quella nostrana che finalmente ha abbracciato la grande cultura europea del calcio giovanile.

Un percorso che in Italia è stato sicuramente intrapreso dal Sassuolo, società che ha fatto di necessità virtù vista anche l’austerity e l’ingresso del Fair play finanziario
Dalla Primavera del Sassuolo, infatti, sono usciti giocatori giovani che adesso giocano in serie A come Boga e Raspadori. Un cambio di rotta necessario per poter pensare di competere anche al di fuori dei confini italici con le grandi potenze del calcio europeo. Questo è solo uno dei tantissimi esempi che potremmo fare: si può pensare all’Empoli, al Cesena che ha tra l’altro creato l’Accademia Calcio e due sedi distaccate a Forlì e Cesena, oltre che circa quaranta società affiliate, poi ancora l’Entella, al Sudtirol fino alle massime società italiane. 

Alla Nocerina, uno degli ultimi anni che fu fatto un settore giovanile degno di questo nome, fu nell’epoca del presidente Giovanni Citarella. L’ex patron, nella trasmissione del 23 aprile per festeggiare il decimo anniversario della promozione in Serie B, aveva rilasciato delle dichiarazioni (clicca qui per leggerle) anche inerenti al settore giovanile. Parlò infatti della propria visione su come strutturare una società ambiziosa partendo proprio dal settore giovanile. (sperando futura come da lui auspicato ai microfoni).

Tutto ciò è utopico un progetto simile per la Nocerina? Speriamo che lo si realizzi nel prossimo futuro e perché no con Citarella come presidente. Per poter veramente tornare a programmare e tornare ad essere competitivi, è assolutamente necessario  ripartire alla ricerca dei giovani talenti.