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CRISCUOLO a NL: “Nocerina? Bisogna ricreare entusiasmo, le basi ci sono. Quest’anno mi aspettavo un po’ lottassero per il campionato”

Abbiamo intervistato l’ex portiere molosso Vincenzo Criscuolo che ha indossato la casacca molossa dal 1996 a gennaio 2002 e che nella scorsa stagione ha allenato il San Severo in Eccellenza.Il tecnico campano ha parlato così della stagione molossa

Mister come sta? Ha appena concluso da poco la sua stagione al San Severo in Eccellenza. Soddisfatto di quello che avete fatto?

“Bene. Dopo un’annata faticosa in trasferta in una piazza importante a San Severo, dopo la situazione covid e la morte del direttore generale Ninni e ricreare l’entusiasmo in una città che si era assopita è stato un anno bellissimo ma anche faticoso. Sono soddisfatto, abbiamo creato entusiasmo in una città che fino a tre anni fa con 500/600 mila euro si salvarono all’ultima giornata, abbiamo creato qualcosa di bello, mi auguro che arrivi una società che possa fare calcio. Devo ringraziare i ragazzi che mi hanno seguito ma sopratutto la figura di Ninni che è stato fondamentale per questa annata meravigliosa”.

Quanto è stato difficile quest’anno soprattutto in Serie D ed Eccellenza per via delle norme covid?

“Molto difficile, abbiamo ripreso e la paura era che potesse succedere qualche disgrazia, l’abbiamo vissuta in prima persona la morte di Ninni in più 14 ragazzi che hanno avuto il covid è stato molto difficile non tanto nell’aspetto tattico, c’è stato un periodo dove eravamo contati 12/13, dal punto di vista morale, Ninni stava bene dieci giorni prima e in dieci giorni è cambiato tutto, dal punto di vista morale è stata dura e i ragazzi hanno reagito come voleva Ninni abbiamo concluso il campionato in crescendo”.

Questa tragedia che avete avuto è stata una spinta in più per terminare la stagione?

“Con la morte di Ninni abbiamo sofferto in tutto, Ninni era il punto di riferimento, dopo la sua morte ho dovuto avere competenze che non mi spettavano, dal piccolo compito e anche altro, grazie hai ragazzi che mi hanno aiutato, mi hanno seguito fino a quando abbiamo trovato una persona che ci ha aiutato in tutto anche nelle commissioni extra campo, spero che ci sia la possibilità di creare un progetto solido e serio”.

Sicuramente da grande ex molosso avrà seguito la Nocerina. Quinto posto ed eliminazione in semifinale playoff. Cosa pensa della stagione dei molossi, si può essere soddisfatti o si poteva fare qualcosa in più in campionato soprattutto?

“Sono stato impegnato a San Severo, ho salutato i ragazzi perché voglio cambiare, per cercare nuovi stimoli. La Nocerina era una buona squadra, in un girone sinceramente non fortissimo il suo campionato l’ha fatto ed arrivare ai play-off non è facile. Ha ottenuto il minimo indispensabile, un peccato non aver proseguito nei play off: mi sarei aspettato un colpo di coda e di lottare il più possibile, secondo me ha lottato poco per vincere il campionato”.

La Nocerina sono anni che milita in Serie D e sono oramai passati 8 anni dall’ultima volta tra i professionisti. Cosa occorrerebbe secondo lei per provare a puntare alla C?

“Bisogna ricreare entusiasmo ed è quello che ho notato da lontano. Lo si notava già quest’anno che c’era poco interesse da parte dei tifosi verso una squadra che non ha soddisfatto col gioco espresso, come annata però non si deve buttare, le basi ci sono perché si era formato qualcosa di buono. Il direttore Bolzan ha fatto un gran buon lavoro, bisogna continuare e cercare di fare un progetto serio non dando peso alle critiche. E’ chiaro che solo con i risultati la gente si riavvicinerebbe, sono dell’opinione che i risultati anche in queste categorie deve arrivare attraverso  un progetto tecnico: forse su questo si è toppato un po’ però la Nocerina è sulla buona strada perché il progetto non riesce subito e bisogna perseverare. Cavallaro era alla prima esperienza e se la società ha intenzione di continuare con lui deve continuare su progetto tecnico che ha una base in questo momento. Quello che è mancato è stato non lottare fino in fondo per il campionato con una squadra buona, lottare con l’obiettivo massimo dei playoff ha portato poco entusiasmo. Bisogna continuare e migliorare, in queste categorie e l’esperienza me lo conferma, quando fai un progetto tecnico  l’entusiasmo si crea, così come abbiamo fatto a San Severo  che avendo pochi soldi a disposizione potevamo puntare su questo e l’abbiamo creato. Anche con meno soldi si può entusiasmare e creare qualcosa di bello”. 

Il prossimo anno ci saranno le riaperture parziali, in A si parlava di 25%, ai tifosi. Lei che ha vissuto anni alla Nocerina, che ricordi ha del pubblico molosso?

“Dirlo adesso sembra retorica, per noi era il dodicesimo uomo in campo, quando non si giocava bene era d’obbligo l’allenamento a Nocera. I tifosi ti caricavano e ti davano quella pressione che un calciatore deve avere addosso, siamo usciti indenni da qualsiasi problematica grazie ai tifosi, anche il 25% della capienza del San Francesco potrebbe essere straordinario, bisogna coinvolgere la città e su un progetto tecnico e duraturo per migliorare gli obiettivi”.

Poi non è detto che chi spenda di più vinca, ci vuole anche una amalgama di progetto tecnico

“Hai toccato il tasto giusto perché poi in realtà è un momento particolare economico per tutti quanti, se devi fare calcio non ti devi fossilizzare sul progetto economico ma anche su quello tecnico. Bolzan sta creando qualcosa di buono ma ovviamente bisogna migliorarlo così come deve migliorare Cavallaro ma sta nella normalità perché essendo alle prime esperienze ed avere una squadra importante come la Nocerina non è facile soprattutto per un tecnico da poco formatosi”.

Cosa ne pensa dell’attuale dirigenza della Nocerina?

“Conosco poco, non ho mai avuto il piacere di parlaci anche durante la ricerca degli allenatori, hanno parlato un pò con quasi tutti gli allenatori sia in Campania che non e non ho mai avuto il piacere di colloquiare con il presidente e la dirigenza. Hanno dato l’incarico a Bolzan e hanno fatto una bel lavoro a livello squadra. Da quello che so è una società seria, che si è posta un budget e lo sta rispettando, non è facile in questo momento economico. Se si facessero aiutare anche da qualche imprenditore importante e mettendolo in condizione di voler investire a Nocera potrebbero fare qualcosa di buono. Con gli anni hanno maturato l’esperienza per ambiare a qualcosa di più importante dei play off. Non si deve dire voglio vincere il campionato ma bisogna lottare fino alla fine per vincere, cosa che è mancata quest’anno. In una piazza come Nocera non puoi accontentarti del quinto, sesto e settimo posto in Serie D e non vale la pena questo discorso”.

Le piacerebbe un giorno tornare a Nocera come allenatore?

“Mi piacerebbe molto, ho fatto l’esperienza da secondo con Grassadonia vincendo i campionati. Ho preso il patentino uefa A per allenare e arrivare nei professionisti ed è quello il mio obiettivo nella mia carriera. Sono dovuto andare fuori regione per dimostrare il mio valore, ho creato interesse intorno al mio nome, magari un giorno mi chiamasse la Nocerina senza nulla da togliere al tecnico attuale, però penso di avere l’esperienza e le capacità per cercare di divertirmi e di divertirci con i molossi”.