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PRETE a NL: “Gli americani? Si è partito bene per diversi motivi. Sono curioso ora di vedere la Nocerina cosa farà in questa parte di stagione”

Nella scorsa puntata di Nocerinissima Live (in onda sui nostri canali facebook, youtube e twitch) abbiamo intervistato l’ex diesse della Nocerina Peppe Prete che era presente nella gara vinta domenica scorsa dai molossi. Come sempre intervista ricca di molti spunti!

Le prime considerazioni sugli americani
“Una cosa fondamentale: si è partiti probabilmente col piede giusto, quando in un contesto calcistico viene a mancare l’entusiasmo e di conseguenza la passione, tutto l’operato non ha ha motivo di esistere. L’arrivo di questa nuova società ha portato sicuramente un grande entusiasmo in città, c’è stata la presenza domenica allo stadio dei tifosi, non un numero esagerato ma lo diventerà sicuramente con l’accoppiata dei risultati. Era un pubblico che mancava da tantissime settimane se non da mesi. Tutto questo ha ricreato stimoli ed entusiasmo, probabilmente la nuova società è riuscita a fomentare quella passione che il tifoso nocerino ha come stigmate, come proprio distintivo di riconoscimento, la prima cosa importante è rimarcare questo, è ritornato l’entusiasmo e il piacere di fare la Nocerina”.

Su quanto possa essere importante il settore giovanile in una città come Nocera
“Non dovrebbe essere strano pronunciare questa cosa, non dovrebbe meravigliare se qualcuno si interessasse al settore giovanile. Le giovanili sono molto importanti essendo la linfa vitale di una società, negli ultimi anni è stato demandato come giustificazione per non incombere in squalifiche e situazioni di lega. Il settore giovanile avvicina anche lo stesso territorio alla società (a proposito di questo la neo proprietà americana sta sviluppando un progetto n.d.r), da sensazioni di ambizione del giovane che spera in prima battuta di poter indossare quella maglia la domenica o nel settore giovanile. Si crea entusiasmo anche nei giovani, potrebbe rappresentare avere dentro all’organico under per la categoria, sperando di abbandonarla il prima possibile, invece di cercare le cortesie dalle società professionistiche. Si potrebbero trovare un paio di calciatori cresciuti e mentalizzati in un contesto societario. Un giovane che potrebbe darti abnegazione maggiore rispetto ad un altro che arriva qui perché Nocera è una platea che deve sfruttare al massimo per poter ambire a categorie superiori”. 

Sul campionato
“La Nocerina sta disputando il campionato che doveva disputare, probabilmente con qualcosa in più, quando lo dissi all’epoca non tutti erano d’accordo. C’era la velleità di poter puntare al gradino più alto della classifica, questo era nelle intenzioni pronunciate all’inizio. Però enunciare un qualcosa è un conto, mettere in pratica un pensiero è un altro discorso. L’atto pratico non dava fede all’ambizione di presentazione, la Nocerina per organico e numero di elementi e caratteristiche è sotto rispetto ad un paio di società, anche per un discorso economico affrontato all’inizio da queste squadre. La Nocerina stava disputando un campionato consono a quello che potevano essere realtà di ambizione, probabilmente anche con qualche cosa in più, non bisogna dimenticare che durante l’andamento del campionato ad un certo punto era in vetta. Bisogna comunque dire questo, altrimenti si finisce per sminuire il lavoro fatto che non viene riconosciuto perché in presentazione era stata detta un’altra cosa. Ci sono organici diversi dove sono stati spesi soldi con rose più ricche, quando si parla di organici più strutturati non si offendono i calciatori che giocano la domenica, un tecnico ha delle difficoltà nel momento in cui si presentano delle vicissitudini, chi subentra non ti da lo stesso rendimento di chi è titolare, quando si parla di organico inferiore rispetto ad un altro si parla di questo”. 

Sul momento no che hanno attraversato i molossi
“Non è vero che la Nocerina prima non portava a casa i risultati, perché giocava contro qualcuno e adesso fa risultati perché gioca a favore di qualcuno. Il calciatore è un essere umano: quando è condizionato da fattori esterni e vicissitudini che vive settimanalmente in allenamento, si va a creare un inconscio che la domenica nel momento difficile viene fuori. C’è stato poco sostegno mancando qualche situazione per esempio di logistica e di sostegno, probabilmente la mente non era sgombra e certamente la situazione ne risentiva. Se andassimo a mettere questa situazione mentale in quel periodo, la Nocerina avrebbe qualche punto in più in classifica e vedendo la stessa classifica ci rendiamo conto che si sta disputando un buon campionato”.

Tornando al settore giovanile, durante la conferenza stampa gli americani ne hanno parlato
“Non è semplice, ho la sensazione che diventi un trend di presentazione, senza avere nulla contro i nuovi arrivati, è un trend sentito negli anni precedenti. Ci si presenta dicendo questo, bisogna fare i fatti, a volte non si riesce non per volontà, ma perché il nostro territorio non ti offre le possibilità per mettere su un settore giovanile che sia degno di questo nome. In tutte le cose bisogna iniziare a piccoli passi, se oggi ho solo la Juniores, senza gli altri settori neanche affidati, un qualcosa in più si può fare mettendo su un altro settore, incominciando a dare un senso di presentazione. La cosa più importante per far crescere il settore giovanile è la credibilità, ti viene data nella durata del tempo, una continuità sul progetto, incominciando a piccoli passi. Un prodotto può stare anche in altre scuole calcio e se c’è un buon rapporto con le parti può essere trasferito alla Nocerina. La credibilità viene data con la prospettiva offerta a questi ragazzi. Se si spera che subito arrivi il settore giovanile è molto difficile, quando ho giocato nella Berretti della Nocerina era il fiore all’occhiello della Campania, portando in prima squadra nomi che sono rimasti nella memoria della gente: Gaudino che andò al Milan, Gaetano Manzi che giocò in Serie B, Ciccio Pecoraro e Nicola La Brocca, giocatori che venivano dal comprensorio ma anche zone limitrofe. Nocera rappresentava un punto di riferimento per questi ragazzi ma anche nella prospettiva di prima squadra, come Gaudino e Manzi che presero il volo per le categorie superiori. Le strutture sono importanti, anche un solo settore può esser fatto bene ma credendoci, bisogna ricercare anche il tecnico importante per quel settore, bisogna avere istruttori idonei per una fase d’evoluzione del ragazzo. Si parla di tecnica calcistica per la crescita, se non si hanno istruttori che possono dare le fondamenta ai ragazzi non avrai mai calciatori in seguito, ma approssimazione”.

Se la Serie C può essere già l’habitat naturale della Nocerina
“Se dovessi affrontare un campionato l’anno prossimo e lo prospetto già in maniera ambiziosa quella è una fase di crescita. Se vado a comporre una squadra che mi possa far puntare per una vittoria del campionato (parlando della Serie D n.d.r) già sto facendo passi avanti. Si incomincia a costruire programmi per la categoria di appartenenza: sarà la Serie D l’anno prossimo e sarà ambiziosa e costruita per vincere, è già un discorso diverso perché si intravede la volontà di crescere, altrimenti si creano facili illusioni e ci si rimane male. Cerchiamo di vivere la nostra realtà, esprimere oggi un giudizio su due persone che non conosco sarei una persona scorrettissima, non si parla di persone che non si conoscono, si può giudicare l’operato durante il percorso. L’unica cosa che dobbiamo augurarci è che qualsiasi intento imprenditoriale di una società nuova estera si sposi nel modo migliore con le nostre ambizioni e con la nostra passione. Non deve interessarci il loro intento, l’importante che mantenga sempre viva la fiamma della passione e dell’ambizione, questo dobbiamo chiedere come tifosi”. 

Sulle differenze tra la Nocerina di Paolo Specchia e quella di Giovanni Cavallaro seppur due epoche differenti?
“La ricordo tranquillamente ero facente parte, si arrivò a dicembre e preferì non continuare, era una Nocerina che viveva su situazione altalenanti. Alternando l’ambizione con la realtà dei fatti, su quello che voleva essere ma su quello che era, determinate situazioni di nuovi interpreti che avevano bisogno di maturare esperienza all’interno, questo portò alla confusione ed un andamento non continuo, non fu assolutamente esaltante. Quella di Cavallaro è una Nocerina che avrei voluto vedere nella situazione psicologica ideale e spero di riuscirci nelle partite seguenti. E’ una squadra che a tratti ti da belle sensazioni e momenti dove bisognerebbe cambiare qualcosa e il rendimento cala. Mi muove questa curiosità di vederla nella giusta condizione psico fisica e tattica”.

Se accetterebbe un nuovo incarico nella Nocerina
“Non mi è difficile rispondere, se non rispondo è perché in un momento come questo la società debba avere la massima tranquillità mentale. Non deve essere disturbata da nessuna situazione che potrebbe nascere, se si chiede ad un nocerino se gli farebbe piacere di partecipare alla costruzione della Nocerina trovate qualcuno che possa rifiutare? Non potrei mai rispondere se ne facessi parte oppure no ma è evidente una risposta affermativa. Poi ovviamente ci dovrebbero essere situazioni e discussioni per far si che nasca: una comunione di pensiero, probabilmente i due professionisti americani non mi conoscono, è una domanda che ci stiamo ponendo noi, ecco perché non rispondo nella correttezza delle persone e non alimenterei assolutamente qualsiasi dubbio anche nella vecchia Nocerina”.

PER RIVEDERE L’INTERA VIDEO INTERVISTA ALL’EX DIRETTORE SPORTIVO ROSSONERO PEPPE PRETE. SOTTO ALL’ARTICOLO TROVATE IL VIDEO. L’INTERVISTA PARTE AL MINUTO 36:49