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Bozzi a NL:”A Catanzaro facemmo un miracolo”

Come la Nocerina di Orsini, che non era una delle favorite di quel campionato, riuscì ad andare in serie B contro il Catania che era una supersquadra?

“Potrei sintetizzare in quattro parole grazie al pubblico, alla squadra, al mister e alla società. Questo poker ci ha permesso di vincere inaspettatamente quel campionato. Il nostro segreto fu il fatto che nessuno ci credeva, eravamo sempre in testa ma tutti pensavano che alla fine poi avremmo avuto un crollo, invece a quello spareggio arrivammo molto più vogliosi, freschi, con la volontà di farcela per noi e per quella città che ancora porto nel cuore. Era una rivalsa non solo sportiva, ma di appartenenza geografica, il riscatto del sud. Furono un insieme di cose che ci permisero di fare un miracolo”.

Per quel gruppo cosa ha rappresentato Antonio Orsini?
“Orsini per tutti noi è stato un papà più che un presidente, poi coniugava la sua competenza a livello calcistico con la semplicità di padre e poi a completare l’opera era Bruno Giorgi che stabilì con noi un rapporto magnifico, per cui facemmo un gruppo in cui eravamo un tutt’uno, è stato fino in fondo il nostro segreto”.

Quando vi accorgeste che potevate vincere il campionato?
“Probabilmente a farcene accorgere fu proprio il presidente, che con molta leggerezza ci faceva capire che eravamo i più forti, ridendo e scherzando ci trovammo a Catanzaro a fare questo spareggio”.

Quanto Bozzi si sente Nocerino e quanto Nocera ha dato a Bozzi?
“Ogni volta che vengo a Nocera mi emoziono sempre, spesso dico o sto diventando vecchio o mi è rimasta dentro. Come ti dicevo all’inizio credo che sia una cosa reciproca perché ho sempre sentito l’affetto, l’abbraccio del pubblico molosso e allo stesso modo ho sempre cercato di ricambiare. La cosa meravigliosa e che mi succede ancora oggi, finché avrò vita questo connubio tra me questa gente, questa città esisterà sempre, sarà indelebile, non morirà mai. E’ uno stato d’animo meraviglioso quello che s’innesca quando torno a Nocera e soprattutto al S. Francesco”.

Quando la Nocerina andrà in ritiro a Bisaccia ci andrete?
“Credo di si perché ho allenato a Bisaccia per dieci anni, sicuramente verrò e passerò  salutare la meravigliosa combriccola rossonera e sicuramente mi emozionerò ancora”.

Il giorno dei festeggiamenti cosa provò Bozzi?
“Arrivammo alle 3:30 del mattino e Nocera era gremita di gente, ricordo l’abbraccio con la folla, e la tantissima gente in piena notte quasi albeggiava”.

La partita più bella in Serie B con la Nocerina secondo Bozzi?
“Una cosa che non mi perdonerò mai è la mia assenza in seguito alla perdita di mio padre. In quel periodo la Nocerina non segnò neanche un goal e quando rientrai col Genova vincemmo 1-0, quello è stato il mio goal più bello perché salutai i tifosi, salutai mio padre e vincemmo”.

Com’è cambiato il calcio dal vostro periodo a ora?
“La risposta è semplicissima noi quando giocavamo a calcio ci divertivamo”.

In quegli anni come si vivevano i derby?
“Era una cosa un pò stressante perché i derby erano tanti, quello più sentito e insidioso era con la Paganese, anche se poi il derby più stimolante era quello con la Salernitana. Volevo sempre segnare contro di loro. Diciamo Paganese e Salernitana, poi Cavese e infine il resto dei derby erano meno sentiti.”

 Cosa pensa Bozzi della nuova società americana?
“Spero che sia quella giusta, non tutte le americanate riescono, mi piace pensare che possa esserci una svolta davvero positiva”.

Per rivedere l’intervista completa comincia al minuto 45:42