post

Pallanch a NL: “A Trento seguivo Sannino. Sarò per sempre un molosso”

Durante l’ultima puntata di Nocerina Summer Live, abbiamo avuto come ospite lo storico capitano degli anni novanta, nonché uno dei calciatori più amati della storia rossonera Andrea Pallanch

Quanto sono stati importanti quei miti quando eri ragazzo che ti hanno poi fatto diventare un grandissimo giocatore?
“Li guardavo sempre i giocatori forti per cercare di rubare qualcosa di buono, di migliorare anche me stesso. A Trento sono passati giocatori molto importanti, Sannino, Luterotti, cercavo di rubare tutto dal loro repertorio, d’incamerarlo e portarlo sul campo perché volevo arrivare al calcio importante. Sono arrivato in serie B e questo già è un traguardo importante”. 

Qual è la differenza tra te ragazzo e i ragazzi di oggi, c’è differenza nel approcciarsi verso il calcio e nel sognare di diventare calciatori?
“Quello che vedo, che mi colpisce, è la poca passione che hanno. Io alla loro età giocavo a calcio fino a tarda serie, ora si guarda di più ai colpi di tacco, alle giocate, sono cose inutili secondo me. Mancano anche un pò gli oratori, dove si giocava fino a sera tarda”.

L’infortunio cosa ti comportò?
“Uno è successo quando ero ad Udine con la primavera, tutto l’anno ho avuto la pubalgia, poi il menisco, sono stato rispedito a casa. Un altro infortunio importante è stato quello con la Nocerina e ho giocato pochissimo al ritorno”.

Un uomo del nord amato al sud perché?
“L’inizio non è stato molto bello, c’è voluto tempo per ambientarmi, poi sono tornato me stesso ho dato e ho ricevuto grande affetto al pubblico. Il calcio è sempre stata la mia passione tenevo tanto a farmi rispettare come uomo e come giocatore, Nocera va oltre”.

Quanto ti manca Nocera?
“Nocera manca, purtroppo il lavoro ti prende ed è difficile trovare una settimana libera. Spero di arrivare al più presto, sono cinque anni che manco dalla partita per i terremotati. Spero di tornare al più presto perché lì mi sento giocatore, dopo vent’ anni, l’ultima volta che sono venuto, mi cantavano ancora i cori per strada”.

Sei stato e sei uno dei giocatori più amati nella storia della Nocerina, perché sei stata una persona umile oltre che una brava persona. Non è facile scendere in campo e giocare e farsi voler bene dal pubblico rossonero, che è da sempre sto esigente.
“Il calcio è da  sempre stato la mia passione. L’umiltà e la passione sono state tutto per me nel calcio quello che potevo dare in campo lo davo”.

Daresti un consiglio ai giocatori che devono approcciarsi alla piazza molossa?

“Io dico sempre ai miei ragazzi che quando si va in campo, ci si allena, ci vogliono sempre tre doti concentrazione, determinazione e umiltà perché quando il pubblico vede il giocatore che, in mezzo al campo, dà tutto e s’impegna non si può dire niente. Per vincere il campionato si deve avere anche la fortuna, ma se in mezzo al campo il giocatore lotta col coltello fra i denti, dà battaglia; quello era il mio pensiero andare in campo e dare tutto e devono farlo tutti”.

Dopo molti anni la Nocerina, dopo molti anni, ha deciso di organizzare il settore giovanile. Quanto è importante concentrarsi sul settore giovanile e sui ragazzi?
“Secondo me il settore giovanile è la linfa della prima squadra, sono partiti con il piede giusto”.

Hai mai raccontato ai tuoi giocatori cos’è Nocera e quanto Nocera ti vuole bene e che cosa significa impegnarsi per una città come Nocera?
“No perché non potrebbero mai capire quello che c’è a Nocera, massima umiltà. Non ho raccontato niente perché non conoscono la zona, li porterei qua per far vedere le motivazioni che ci sono al sud e quelle che ci sono qua a Trento, si spaventerebbero”.

Ieri ha rinnovato il capitano della Nocerina Garofalo. Cosa significa indossare quella fascia per la maglia rossonera?
“Quello rappresenta tutto, ero fiero, il capitano l’ho fatto l’ultimo anno e basta. Portare la fascia di quella città è importante, si deve essere onorati, tenere alto il morale di tutti”.

Per riascoltare l’intera video intervista ad Andrea Pallanch cliccate qui