Igor Protti morto, lo Zar che incrociò la Nocerina

Addio a 58 anni all’ex bomber di Bari e Livorno: il calcio perde una figura romantica, anche il San Francesco lo vide in campo.
Il calcio italiano piange Igor Protti. L’ex attaccante di Livorno, Bari, Messina, Lazio, Napoli e Reggiana si è spento a 58 anni, dopo aver affrontato negli ultimi mesi una malattia che aveva commosso tifosi di ogni colore. La notizia è arrivata attraverso il messaggio della famiglia, che ha affidato ai social il saluto voluto dallo stesso Protti.
Per tutti era “lo Zar”, ma prima ancora era uno di quei calciatori capaci di farsi voler bene anche lontano dalla propria squadra. Un attaccante vero, istintivo, generoso, cresciuto nel calcio di provincia e poi diventato simbolo di un modo antico di vivere il pallone: meno copertine, più campo; meno rumore, più sostanza.
Protti è stato soprattutto uomo di gol e di appartenenza. A Livorno è diventato una bandiera, a Bari ha lasciato il segno in Serie A, in giro per l’Italia ha raccolto rispetto ovunque. Il suo nome resta legato a una carriera lunga, piena, costruita senza scorciatoie, con quella fame che appartiene ai centravanti veri e ai calciatori che sanno trasformare ogni partita in una questione personale.
Nel ricordo di Protti c’è anche un piccolo incrocio con la storia della Nocerina. Era il 26 ottobre 1986, campionato di Serie C1, girone B. Al San Francesco d’Assisi si giocava Nocerina-Livorno. I molossi vinsero 1-0 grazie alla rete di Simone Mainardi. In quella partita, con la maglia amaranto, Protti entrò dalla panchina al posto di Alessandro Susi. Era ancora giovanissimo, lontano dalla fama che avrebbe conquistato negli anni successivi, ma già dentro quel calcio ruvido, vero, fatto di stadi caldi e trasferte complicate.
È un dettaglio, certo. Ma per chi segue la Nocerina e conserva memoria dei campi di provincia non è un dettaglio qualsiasi. Racconta un’epoca in cui tanti campioni passavano anche da stadi come il San Francesco, prima di diventare nomi riconosciuti in tutta Italia. Protti apparteneva a quel mondo: il calcio delle gradinate piene, delle maglie sudate, dei tifosi che riconoscono l’impegno prima ancora del risultato.
La sua ultima battaglia ha unito tifoserie diverse. Livorno, Bari e tante altre piazze gli hanno fatto sentire affetto, rispetto e vicinanza. Non era soltanto il ricordo del bomber, ma il tributo a un uomo che aveva saputo restare autentico anche dopo il ritiro.
Oggi la Nocerina e il calcio di provincia salutano Igor Protti con rispetto. Non è stato un calciatore rossonero, ma ha incrociato i molossi in una pagina vera di calcio italiano. E questo basta per unirsi al dolore di chi lo ha amato, seguito e applaudito.
Addio Igor, lo Zar del gol. Il calcio perde uno dei suoi volti più romantici.
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