Il punto sul girone G: Montespaccato

Dalle mani del clan al cuore del quartiere
Fondato nel 1968 per offrire sport, socialità e opportunità ai giovani di un borgo popolare all’estrema periferia nord di Roma, il G.S. Montespaccato fu purtroppo inquinato da infiltrazioni criminali. Il club e il centro sportivo furono usati dal clan Gambacurta come strumento di consenso e riciclaggio.
Ma la svolta arrivò nel 2018, con l’operazione Hampa che portò al sequestro dei beni. Il centro venne affidato all’Asilo Savoia, ente pubblico per i servizi alla persona, che ha lanciato il programma “Talento & Tenacia” come chiave di rinascita sociale e sportiva.
Il club è diventato così la prima società sportiva a capitale popolare della Capitale: chiunque, anche con solo un euro, può diventare socio. Questo modello è stato portato all’attenzione persino del Parlamento come esempio virtuoso.
Montespaccato: Sport, vittorie e legality drive
La stagione 2024–25 è stata quella della consacrazione: il Montespaccato ha vinto la Coppa Italia regionale d’Eccellenza battendo in finale il Valmontone 1921. Ha sfiorato la promozione attraverso i playoff, superando semifinali e arrivando in finale contro il Castelnuovo Vomano.
Anche se la promozione sul campo è venuta sfumata, l’esperienza ha ispirato la comunità. Grazie a una straordinaria raccolta fondi—oltre €50.000 donati da quasi 200 cittadini—il club ha presentato con successo domanda di ripescaggio in Serie D.
Da riconoscimenti istituzionali (Premio “Be inclusive Ue Sport Awards”) fino a interventi nelle istituzioni nazionali, il Montespaccato ha saputo trasformare un’impresa sportiva in un messaggio autentico di rinascita e rispetto.
La squadra guidata da mister Bussone è pronta ad affrontare la sfida della Serie D portando avanti i propri valori e le idee societarie e sociali che l’hanno sempre contraddistinto. Ovviamente trattandosi di una neopromossa il Montespaccato dovrà faticare e lottare su tutti i campi ma gli innesti di difensori del calibro di Damiano Franco ex Aquila Montevarchi e Andrea Tinti ex Albalonga oltre che del forte attaccante di categoria Ciro Coratella saranno fondamentali per guidare un gruppo giovane verso l’ennesima conquista sportiva.
Coesione sociale e impegno concreto
Oltre al campo, il Montespaccato ha scelto di impegnarsi anche nel sociale: le maglie delle squadre recano i simboli del 1522 (assistente alle donne vittime di violenza) e del Telefono Azzurro, scelta simbolo di un club che vuole rappresentare opportunità e protezione.
Il modello è dato per esempio: un “spazio civico” dove lo sport diventa strumento educativo, contro la violenza e per i diritti di tutti.
Il Montespaccato non è semplicemente una neopromossa in Serie D: è il simbolo di come quello che sembrava un terreno compromesso possa diventare una palestra di valori. Grazie a una generazione di dirigenti, volontari, cittadini solidali, e al coraggio dell’Asilo Savoia, oggi condurrà in campo non solo una squadra… ma un’idea di futuro.
Un modello replicabile di sport sociale, che restituisce dignità e sensibilità a una comunità che ha saputo rialzarsi, insieme, in nome della legalità e dell’identità condivisa.
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