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“Sentite, noi siamo qua per costruire, non per distruggere però, ragazzi.
Buonasera a tutti, grazie per la presenza. Devo ringraziare voi, ringrazio chi è stato compagno di viaggio in questi tre anni, perché anche loro mi hanno dato quella forza e quella determinazione per portare avanti questo progetto.
Partiamo un poco da quell’intervista fatta, perché pare che quell’intervista sia stata un poco… probabilmente non mi sono spiegato bene io, può darsi che non si è capito bene. Può darsi, non è possibile nella vita.
Io in quell’intervista, così come tutti gli imprenditori di qualsiasi attività, tiro un bilancio. Uno si sofferma e guarda, verifica che cosa ha fatto, se ha fatto qualcosa di buono o se ha fatto qualcosa di male. E se ha fatto qualcosa di male, qualcosa di non buono, non portando quel risultato sperato prima di tutto da voi tifosi, dagli ultras, che ringrazio, e da noi stessi dirigenti.
Noi prima di fare quell’intervista ci siamo comunque parlati un po’ e ho tirato un bilancio. Penso che in questi tre anni qualcosa di buono è stato fatto, forse anche troppo. Ci dimentichiamo tre anni fa dove stavamo, perché non lo vogliamo ammettere.
Oggi probabilmente io non credo che sia questo che ha potuto scatenare tutta una polemica, perché è normale che le polemiche ci sono. E comunque è stata positiva la polemica, quindi ci voleva.
Però ho tirato un bilancio, ragazzi, signori, e ho cercato di vedere dove ho sbagliato, se ho sbagliato, e quindi per correggermi.
Ma in quella stessa occasione, in quell’intervista, ho chiesto una cosa importante. Probabilmente non sono stato felice a esprimermi nella maniera in cui volevo, probabilmente. Ho detto una cosa importante: dobbiamo creare un progetto duraturo, futuristico, insieme. Ultras, tifosi e amministrazione. Questo ho detto in quell’intervista.
Dopodiché io sono un uomo di strada, pure io lavoro. Qualcuno ti chiama? L’avete detto anche voi. È normale che tu rispondi. Qualcuno mi ha detto poco fa: perché non ha smentito? Ma io vi domando: che cosa ho dichiarato io? Qualcosa nei confronti di chi poi mi ha intervistato, di chi mi ha chiamato? Rispondetemi.
Io voglio risposta alle domande vostre, che avete fatto. Che dovevo smentire, scusate, se io non ho fatto nessuna dichiarazione? L’ha fatta qualcun altro, ma rimane a lui la dichiarazione. Ma io che dovevo dire? Scusatemi.
Caro Donato, io stasera mi aspettavo una cosa diversa invece. Voglio fare tutto quello che sta nel mio cuore, voglio fare tutto quello che sta nel vostro cuore, tutto quello che sta nel cuore nostro e tutto quello che sta nei bambini, prima di tutto.
Ma lo dobbiamo fare insieme, ragazzi. Io stasera mi aspettavo che venisse qua un gruppo di ultras e dicesse quello che io in quell’intervista ho detto: costruiamo insieme. Non l’ho visto. Ho visto solo polemiche: hai fatto, non hai fatto, hai fatto male, hai fatto bene.
Per me in tre anni abbiamo strafatto le cose e lo abbiamo fatto con onore, con dignità. È una società pulita, che non ce n’è nessuna in Italia come la nostra società, fatta con i nostri sacrifici e anche con i vostri sacrifici.
Oggi la Sarnese è pulita, è ammirata ed è desiderata da tutti. Questo dovete sapere e dovete essere orgogliosi di Sarno. La Sarnese è nostra, è dei sarnesi.
Ho detto sempre che è vostra. L’ho sempre detto. Tant’è che ho pure invitato, ho detto: chi la vuole fare venga qua e gli do anche un contributo. Mi risulta? E quindi? Che cosa è questo? Scusate.
Signori, io ci sono, sto qua. Voi ci avete chiamato e noi siamo qua, tutta la dirigenza. Ma oggi, ripeto, dobbiamo uscire da questa riunione con le idee chiare.
Tenete presente che i tempi non sono così felici e belli. Io non parlo di soldi, non mi permetto. Ma noi ci sacrifichiamo, una famiglia intera e tutti i familiari, e anche voi ci seguite.
Noi ci aspettiamo da voi, ripeto, così come quando si fanno le feste delle frazioni di Sarno, proprio perché vogliamo tenervi informati. Vi vogliamo insieme a noi.
Io voglio un gruppo degli ultras, tre, quattro, cinque persone. Voglio un gruppo di tifosi, cinque, sei, sette persone. Incontrarci in continuazione e programmare insieme. Allora sì che costruiamo.
Non lo vedo, il gruppo forse non è chiaro. Io sto chiedendo che la cosa deve essere chiara. Lo so che ci siete, state qua, per carità di Dio. Però sto chiedendo che voi fate parte della società, un gruppo di tifosi. Questo vi sto chiedendo, ragazzi.
Lo so che ci siete. Ma io vi voglio insieme a noi. Quando facciamo le riunioni dovete stare insieme a noi, lo dovete sapere. Non ci dobbiamo mettere a dito sui social. A me piace confrontarmi.”
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