Nocerina, a Budoni l’ha persa Fabiano

Da 2–0 a 2–3: quando bastava gestire, scelte e tempi sbagliati hanno riaperto il match. Il calcio è semplice: andava chiuso, non complicato.
La Nocerina a Budoni era avanti 2–0. In quei momenti il calcio è una cosa semplice: si compattano le linee, si sporca la partita, si porta a casa. È andata all’opposto. E per quanto i giocatori abbiano responsabilità sugli episodi, la gestione del vantaggio è – prima di tutto – compito dell’allenatore: oggi, Mister Fabiano, questa sconfitta è soprattutto su di lei.
Le scelte dalla panchina hanno tolto inerzia. La doppia rotazione degli under, proprio nel momento in cui servivano campo e gamba per alzare la pressione in uscita, ha cambiato l’equilibrio senza dare solidità. E poi c’è una domanda che resta lì, pesante: perché Rosso – reduce da tre gol in Coppa – non ha giocato ieri, mentre si è rinnovata la fiducia a Diop, che finora in campionato non aveva mai segnato, eccezion fatta per il colpo di testa di ieri? È un segnale tecnico e psicologico che non si spiega, specie con la partita in controllo.
Il punto chiave è stato dopo l’uscita di Raffaele Vacca: lì andava gestito il vantaggio. La lettura più lineare? Blindare gli half-spaces, abbassare il baricentro di dieci metri e inserire Guifo Jr. per costruire una difesa a tre (ad esempio Troest–Morales–Guifo Jr.), con quinti pronti a rompere la corsia e mezzali strette a protezione. Palle semplici, diagonali corte, fallo tattico quando serve. Invece la Nocerina si è allungata, ha perso compattezza tra i reparti e ha concesso campo e fiducia al Budoni.
Un’altra cosa semplice che non si è vista: la gestione dei momenti. Sul 2–0 si può scegliere il calcio “brutto e pratico”: palla in tribuna quando necessario, tempi morti, rimesse ragionate, pressione solo mirata. L’inerzia va spenta, non alimentata. Qui la Nocerina ha smesso di fare le cose elementari e si è fatta trascinare dentro una gara diversa, che ha premiato gli avversari.
Questo non è un processo ai singoli: la squadra ha dato, il settore ospiti ha spinto. Ma proprio per questo la responsabilità tecnica pesa di più. Scelte, tempi, aggiustamenti: oggi non hanno funzionato. È da qui che si riparte, Mister: pochi principi chiari, meno frenesia, più mestiere quando c’è da difendere il doppio vantaggio.
Onore ai presenti: duecento nocerini hanno tenuto viva la partita fino all’ultimo, trasformando il settore ospiti in un palcoscenico rossonero. Lo spettacolo c’è stato; il risultato no. La Nocerina ha qualità per stare in alto, ma deve imparare a chiudere partite come questa. Messaggio finale, senza giri di parole: Nocera non merita questa categoria.
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