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Nocerina, alla scoperta di Luca Giannone: il mancino dei gol impossibili resta il faro rossonero

Pubblicato il 22 Luglio 2026 alle 12:56

La nuova Nocerina riparte anche dal talento e dall’esperienza di Luca Giannone. La sua non è la storia di un nuovo acquisto, ma quella di una conferma dal peso specifico elevatissimo: il numero 10 continuerà a vestire la maglia rossonera dopo aver chiuso la prima stagione al San Francesco con 33 presenze, otto reti e quattro assist considerando tutte le competizioni.

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Nato a Pomigliano d’Arco il 2 luglio 1989, alto 174 centimetri e mancino naturale, Giannone può essere impiegato da esterno destro, trequartista o seconda punta. Ama partire dalla fascia per rientrare sul piede forte, cercare l’ultimo passaggio oppure concludere direttamente verso la porta.

A trentasette anni porta alla Nocerina un patrimonio di oltre trecento presenze tra i professionisti, numerose stagioni in Serie B e Serie C e una qualità tecnica ancora capace di determinare le partite.

Nel nuovo progetto affidato a Karel Zeman, Giannone rappresenterà uno dei principali riferimenti offensivi e uno degli uomini chiamati a guidare un gruppo profondamente rinnovato.

La formazione nel settore giovanile del Napoli

Il percorso calcistico di Giannone comincia nel settore giovanile del Napoli.

È qui che costruisce le basi tecniche del proprio gioco e sviluppa quella sensibilità con il piede sinistro che diventerà il tratto distintivo della sua carriera. La concorrenza nel vivaio azzurro è elevata e il passaggio alla prima squadra non arriva, ma il club decide di accompagnarne la crescita attraverso alcune esperienze in prestito.

Nel 2009, a vent’anni, viene ceduto al Lecco, in Serie C.

Con la formazione lombarda disputa 16 partite di campionato. Non riesce ancora a trovare la rete, ma comincia a conoscere il calcio professionistico, nel quale la qualità tecnica deve essere accompagnata da intensità, velocità di pensiero e capacità di reggere i contrasti.

L’esperienza successiva cambia la direzione della sua carriera.

I dieci gol con il Matera

Nella stagione 2010/11 Giannone si trasferisce al Matera, in Seconda Divisione.

È il campionato della prima vera esplosione.

Il mancino campano colleziona 25 presenze e dieci reti, dimostrando di poter incidere con continuità nella zona offensiva. Non viene utilizzato come centravanti, ma riesce ugualmente a raggiungere la doppia cifra attraverso conclusioni dalla distanza, calci piazzati e movimenti alle spalle degli attaccanti.

La stagione lucana modifica anche la percezione del calciatore.

Giannone non è più soltanto un giovane tecnicamente interessante proveniente dal Napoli. Diventa un giocatore capace di produrre numeri e di assumersi la responsabilità dell’ultima giocata.

Le prestazioni con il Matera convincono la Pro Patria a puntare su di lui.

La consacrazione alla Pro Patria

Il periodo trascorso a Busto Arsizio è uno dei più importanti dell’intera carriera di Giannone.

Con la maglia della Pro Patria rimane per tre stagioni, totalizzando complessivamente 85 presenze e 31 gol in campionato.

La prima annata è particolarmente significativa. Nel 2011/12 realizza 14 reti, diventando uno dei principali riferimenti offensivi della squadra.

Giannone si afferma come uno degli attaccanti esterni più produttivi della categoria. Parte da destra, rientra sul sinistro, calcia dalla distanza e diventa particolarmente pericoloso sulle punizioni.

Nella stagione successiva arriva anche la soddisfazione collettiva: la Pro Patria vince il campionato e conquista la promozione in Prima Divisione.

Il triennio lombardo consegna al calcio professionistico un giocatore ormai maturo, capace di mantenere un rendimento elevato e di segnare più di trenta reti senza essere una punta centrale.

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L’occasione in Serie B con il Crotone

Nel gennaio 2014 arriva la chiamata del Crotone, impegnato nel campionato di Serie B.

Il passaggio nella categoria superiore non intimorisce Giannone.

In Calabria disputa 14 partite e realizza tre gol, contribuendo al percorso di una squadra capace di raggiungere i playoff per la promozione in Serie A.

Per la prima volta il mancino si confronta stabilmente con difensori di livello cadetto, ritmi più elevati e squadre maggiormente organizzate sul piano tattico.

La qualità sui calci piazzati e la capacità di creare pericoli partendo dalla fascia rimangono le sue armi principali.

Le otto presenze con il Bologna

Nell’estate 2014 Giannone viene acquistato dalla Reggiana, ma pochi giorni dopo si trasferisce in prestito al Bologna, in Serie B.

Con la formazione rossoblù disputa otto partite di campionato.

Il Bologna costruisce una squadra destinata a lottare per il ritorno in Serie A e la concorrenza nel reparto offensivo è particolarmente elevata. Giannone trova meno spazio rispetto alle esperienze precedenti e nel gennaio 2015 rientra alla Reggiana.

L’esperienza emiliana resta comunque una delle tappe più prestigiose del suo percorso. Vestire la maglia del Bologna e giocare al Dall’Ara gli consente di misurarsi all’interno di un progetto costruito per raggiungere la massima categoria.

Il ritorno alla Reggiana e l’infortunio

Tornato alla Reggiana, Giannone ritrova maggiore continuità e torna a incidere anche dal punto di vista realizzativo.

Il bilancio complessivo dell’esperienza granata è di 26 presenze e cinque reti in campionato.

L’avvio della stagione 2015/16 viene però condizionato da un infortunio al ginocchio. Il calciatore è costretto a fermarsi e rientra nel gruppo soltanto alcune settimane più tardi.

È uno dei momenti più delicati della carriera. Per un giocatore che costruisce il proprio rendimento su accelerazione, coordinazione e sensibilità tecnica, un problema articolare comporta inevitabilmente un percorso di recupero particolarmente prudente.

Nel gennaio 2016 arriva la possibilità di tornare in Campania con la Casertana.

Sette gol con la Casertana

La scelta di Caserta si rivela positiva.

Giannone ritrova fiducia e continuità, chiudendo l’esperienza con 30 presenze e sette reti.

La Casertana gli permette di tornare vicino casa e di affrontare un campionato nel quale può essere nuovamente uno dei principali riferimenti offensivi della squadra.

Il mancino viene utilizzato soprattutto alle spalle della punta o partendo dalla fascia destra. La libertà di movimento gli consente di ricevere tra le linee, abbassarsi per partecipare alla costruzione e arrivare al tiro con il piede preferito.

È una delle stagioni nelle quali riesce a unire meglio qualità individuale e produzione offensiva.

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Fondi, Ternana e Pisa

Nel gennaio 2017 Giannone passa all’Unicusano Fondi.

Con la formazione laziale disputa 17 partite e realizza tre reti, mantenendo una buona continuità nella seconda parte del campionato.

Durante l’estate viene acquistato dalla Ternana, ma l’esperienza umbra si chiude senza presenze ufficiali in campionato. Prima della conclusione del mercato si trasferisce definitivamente al Pisa.

Con i nerazzurri affronta la stagione 2017/18 in Serie C, raccogliendo 27 presenze e due gol.

La piazza toscana è una delle più esigenti della categoria. Il Pisa punta al ritorno immediato in Serie B e ogni partita viene vissuta con una pressione notevole.

Giannone offre esperienza e qualità, anche se i numeri realizzativi risultano inferiori rispetto ad altre fasi della carriera.

I due anni a Catanzaro

Nell’estate 2018 si trasferisce al Catanzaro.

In Calabria rimane per due stagioni, totalizzando complessivamente 50 presenze e sette reti in campionato.

Il Catanzaro costruisce squadre competitive e Giannone viene inserito in un reparto offensivo ricco di alternative. Può giocare sulla fascia, alle spalle del centravanti oppure come elemento incaricato di migliorare la qualità delle palle inattive.

Anche in giallorosso conferma la propria capacità di incidere attraverso giocate tecniche e conclusioni con il sinistro.

Nel 2020 arriva però il trasferimento destinato a creare il legame più lungo e significativo della sua carriera.

La Turris e il ritorno a casa

Il 31 agosto 2020 Giannone firma con la Turris, appena promossa in Serie C.

Per il calciatore di Pomigliano d’Arco significa tornare stabilmente in Campania e diventare uno dei volti più rappresentativi di una piazza dalla forte identità calcistica.

Nella prima stagione realizza dieci gol in campionato, risultando il miglior marcatore della squadra. È un impatto immediato: il mancino diventa il principale riferimento tecnico dei corallini e conquista rapidamente la fiducia dell’ambiente.

Il rapporto prosegue per cinque stagioni.

Con il passare degli anni Giannone diventa anche capitano, assumendo responsabilità sempre maggiori dentro e fuori dal campo. Non è soltanto il calciatore incaricato di battere punizioni e rigori, ma l’uomo al quale vengono affidati i palloni più complicati nei momenti di pressione.

Nel quinquennio con la Turris supera le cento presenze di campionato e realizza quasi trenta reti.

Il suo repertorio comprende gol dalla distanza, punizioni, conclusioni improvvise e giocate diventate rapidamente popolari tra i tifosi. Non a caso, intorno a Giannone nasce spesso una definizione ricorrente: mai un gol banale.

Il capitano nei momenti difficili

Gli anni alla Turris non sono caratterizzati soltanto dai gol.

Giannone attraversa anche stagioni complicate, condizionate da problemi fisici, tensioni e difficoltà societarie. Da capitano si espone pubblicamente, parlando della necessità di costruire uno spogliatoio unito e di assumersi responsabilità nei momenti meno semplici.

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Questo aspetto aiuta a comprendere il valore della sua presenza alla Nocerina.

Giannone non porta soltanto tecnica. Porta l’esperienza di chi ha vissuto campionati lunghi, cambi di allenatore, lotte salvezza, corse playoff e piazze nelle quali ogni risultato viene analizzato con grande intensità.

Dopo cinque stagioni a Torre del Greco, nell’estate 2025 arriva la chiamata della Nocerina.

Il primo anno al San Francesco

La Nocerina apre il mercato 2025 proprio con l’arrivo di Luca Giannone.

Il numero 10 entra immediatamente al centro del progetto rossonero. La sua esperienza nella categoria superiore, la conoscenza del calcio campano e la capacità di decidere le partite lo rendono uno degli acquisti maggiormente attesi.

La stagione si chiude con:

33 presenze ufficiali, otto gol e quattro assist.

I dati del solo campionato riportano 29 presenze e cinque reti. Il bilancio comunicato ufficialmente dalla società comprende invece tutte le competizioni disputate.

Al di là dei numeri, Giannone diventa rapidamente uno dei riferimenti della squadra.

Quando la Nocerina fatica a costruire, il pallone passa spesso dai suoi piedi. Quando serve una giocata su calcio piazzato, il numero 10 assume la responsabilità. Quando la partita si blocca, è uno dei pochi elementi capaci di inventare una conclusione senza bisogno di un’azione perfettamente costruita.

La punizione contro la Reggina

Uno dei momenti più belli della stagione arriva nella trasferta contro la Reggina.

Al 43’ del primo tempo, la Nocerina conquista una punizione da circa venticinque metri. Giannone sistema il pallone, prende la rincorsa e calcia con il sinistro, superando la barriera e trovando una traiettoria sulla quale il portiere amaranto non può intervenire.

È una rete perfettamente coerente con la sua carriera.

Una punizione calciata con precisione, personalità e naturalezza, in una partita particolarmente sentita e davanti a una delle tifoserie più importanti della categoria.

Durante lo stesso campionato, un’altra sua marcatura viene votata come miglior gol della dodicesima giornata di Serie D.

A trentasei anni, Giannone dimostra così di possedere ancora la capacità di produrre giocate spettacolari e di attirare l’attenzione anche oltre il risultato della singola partita.

La conferma e il corteggiamento della Turris

Al termine della stagione, il futuro di Giannone sembra per alcuni giorni poter tornare a intrecciarsi con quello della Turris.

Il club corallino manifesta un forte interesse per riportare a Torre del Greco uno dei propri uomini simbolo. La possibilità viene discussa, ma la Nocerina riesce a raggiungere un accordo per la prosecuzione del rapporto.

La conferma viene ufficializzata nel luglio 2026.

La società decide quindi di ripartire da uno dei pochi elementi già conosciuti dalla piazza e dallo spogliatoio, affidandogli un ruolo importante nel nuovo progetto costruito dal direttore sportivo Francesco Lamazza.

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Non è una semplice permanenza.

In una rosa modificata quasi completamente, Giannone rappresenta il principale punto di collegamento tra la precedente stagione e la nuova Nocerina.

Che tipo di giocatore è Luca Giannone

Giannone è un esterno offensivo mancino, capace di agire anche come trequartista.

La posizione più naturale è sulla corsia destra. Partendo largo, può ricevere il pallone, rientrare verso il centro e scegliere tra la conclusione e l’ultimo passaggio.

Le sue caratteristiche principali sono la qualità nel controllo orientato, la precisione sui calci piazzati, il tiro dalla distanza, la capacità di giocare tra le linee, la visione dell’ultimo passaggio e la personalità nell’assumersi responsabilità.

Non è più il giocatore chiamato a percorrere continuamente l’intera fascia.

Con il trascorrere degli anni ha modificato il proprio modo di stare in campo, riducendo alcune corse e aumentando la qualità delle scelte. Cerca la posizione nella quale ricevere con maggiore libertà e prova a spendere le energie soprattutto nelle situazioni capaci di produrre un vantaggio.

Come potrebbe utilizzarlo Karel Zeman

Nel 4-3-3 di Karel Zeman, Giannone dovrebbe partire principalmente da esterno destro.

La sua presenza sulla fascia consentirà al terzino di sovrapporsi, mentre il numero 10 potrà stringere verso il centro e ricevere alle spalle della mezzala avversaria.

Il movimento verso l’interno potrebbe creare lo spazio necessario per cercare la conclusione con il sinistro, servire il centravanti, dialogare con la mezzala, cambiare gioco verso l’esterno opposto oppure conquistare falli nella zona dei calci piazzati.

Zeman potrebbe impiegarlo anche come trequartista atipico o seconda punta durante le partite nelle quali sarà necessario modificare il sistema.

L’aspetto principale riguarderà la gestione atletica.

Giannone compirà trentasette anni durante la preparazione e dovrà essere utilizzato in maniera intelligente, evitando di chiedergli un lavoro eccessivamente dispendioso che rischierebbe di ridurne la lucidità negli ultimi trenta metri.

Il suo valore deve emergere soprattutto dove può decidere le partite.

Il leader tecnico della nuova Nocerina

La conferma di Giannone consegna alla Nocerina un riferimento già riconosciuto dal pubblico.

Il nuovo gruppo sarà composto da numerosi giovani e da calciatori chiamati ad affrontare per la prima volta la pressione del San Francesco. A Giannone verrà chiesto di guidarli, trasmettere sicurezza e assumersi la responsabilità nei momenti difficili.

Il numero 10 conosce perfettamente il calcio campano.

Ha giocato con Casertana, Turris e Nocerina, vivendo piazze nelle quali il risultato non viene mai considerato un dettaglio. Sa cosa significa affrontare un derby, giocare davanti a uno stadio caldo e gestire le critiche quando le prestazioni non soddisfano le aspettative.

Dalla Primavera del Napoli ai dieci gol con il Matera. Dalle 31 reti con la Pro Patria alle esperienze in Serie B con Crotone e Bologna. Dai cinque anni vissuti da protagonista alla Turris alla prima stagione rossonera.

Luca Giannone ha attraversato quasi vent’anni di calcio professionistico senza perdere la qualità più importante: la capacità di vedere una giocata prima degli altri.

La Nocerina riparte dal suo mancino, dai suoi calci piazzati e dalla personalità del proprio numero 10.

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