Nocerina, Campilongo alla vigilia: “Intensità, cattiveria e certezze

San Francesco si prepara alla seconda uscita ufficiale: la Nocerina riceve il Trastevere e cerca subito i tre punti davanti al suo pubblico.
La settimana della Nocerina è stata piena, intensa, focalizzata su un avversario che negli ultimi anni ha sempre recitato la parte della squadra organizzata: il Trastevere. Dopo il passaggio del turno in Coppa Italia contro la Palmese, Campilongo ha indirizzato il lavoro su ritmo, cattiveria agonistica e approccio mentale, senza stravolgere certezze costruite in questi due mesi. Nella sala stampa del “San Francesco” il tecnico ha fatto il punto su condizione, moduli e livello del Girone G, chiamando a raccolta il dodicesimo uomo: una tifoseria calda e appassionata che ha già risposto con oltre settecento abbonamenti. “Prestazione prima del risultato”, il mantra: l’idea è trascinare la gente con coraggio, intensità e quel pizzico di sfrontatezza che fa la differenza quando la partita scotta.
Giornalisti: Seconda settimana di allenamenti verso una gara ufficiale: prima la Coppa Italia con la Palmese, ora il Trastevere, seconda partita in casa. Come stanno i suoi ragazzi e su cosa avete lavorato?
Campilongo: «Buongiorno. La settimana si è svolta molto bene: abbiamo lavorato tanto e, naturalmente, in funzione del Trastevere, una squadra che negli ultimi anni ha sempre fatto bene. Sono due anni che lavora con mister Bernardini, che è molto bravo e con idee chiare. Dopo il passaggio del turno in Coppa ci siamo concentrati su di loro.»
Giornalisti: Domenica scorsa si è visto un primo tempo più in difficoltà, soprattutto dietro. Lavoro specifico o continuità sul percorso avviato?
Campilongo: «L’ho detto anche nel dopogara: quello che non mi è piaciuto è stato l’approccio, la cattiveria, l’intensità iniziale. Sulle seconde palle siamo arrivati sempre terzi e non siamo riusciti ad accorciare come volevamo. Non è stato un problema di difesa o di uomini: più un impatto emotivo con la prima ufficiale in casa, il tifo, l’attesa. Qualche giovane ha pagato l’ambiente. Non abbiamo fatto strappi sul piano tattico: abbiamo lavorato soprattutto sulla testa, analizzando con lo staff ciò che è andato bene e ciò che va corretto.»
Giornalisti: Stato degli indisponibili: Icardi non sarà convocato. Novità su altri, in particolare su Konaté? Ci sono ulteriori acciacchi?
Campilongo: «Questa settimana ci siamo concentrati sugli effettivi, su chi stava bene. È vero, ci sono due-tre ragazzi che al momento non faranno parte della gara. Abbiamo però recuperato al 100% Konate: dalla prossima settimana si aggregherà stabilmente con noi. Merito del dottor Acanfora, di Bove e dei massaggiatori, che sono stati molto bravi a velocizzare i tempi. Intanto il gruppo ha lavorato con grande intensità e ci prepariamo al debutto in campionato contro una squadra organizzata. Vogliamo partire con il piede giusto davanti ai nostri tifosi.»
Giornalisti: A centrocampo siete corti (assenze di Icardi, Aliperta, Deli e Konate). Possibile cambiare sistema? Un 4-2-3-1 dall’inizio? Oppure difesa a tre con doppio mediano?
Campilongo: «Non si cambia un sistema in tre giorni o in una settimana. È vero: in questo momento siamo corti in mezzo. Ma la squadra lavora da due mesi su determinati principi: sarebbe impensabile passare ora dalla difesa a quattro alla difesa a tre. In futuro si può fare tutto, ma adesso, con l’esordio di campionato, ai giocatori bisogna dare certezze, non toglierle. Il 4-2-3-1 è un asset che possiamo usare, ma sempre dentro la nostra struttura a quattro dietro.»
Giornalisti: Seconda in casa consecutiva: oltre 700 abbonamenti. Quanto peserà la spinta del “San Francesco” in questa fase embrionale?
Campilongo: «L’ho sempre detto: il nostro pubblico è il dodicesimo uomo. Tifoseria importante, calda, passionale. Sta a noi trascinarla ancora di più: con i risultati e, soprattutto, con grandi prestazioni. Se non c’è la prestazione, difficilmente arriva il risultato. Se invece metti intensità, cattiveria, coraggio e quel pizzico di sfrontatezza, allora lo stadio si riempie.»
Giornalisti: Che Girone G si aspetta? Negli ultimi due anni ha avuto volti diversi: un anno deciso in anticipo, l’altro all’ultima curva.
Campilongo: «Non arrivo impreparato: l’anno scorso ho fatto i primi quattro-cinque mesi al Savoia e questo girone lo conosco. Ho giocato contro il Trastevere e contro molte delle squadre presenti oggi. È un girone tosto, per nulla facile. Negli ultimi anni le campane hanno fatto la voce grossa, ma basta rivedere certi passaggi chiave: la Gelbison, ad esempio, ha perso terreno nel finale pareggiando 3-3 in casa col Trastevere. Oggi Nocerina, Scafatese e Valmontone sono ben attrezzate, ma non si va in Sardegna a passeggiare: campi difficili, ambienti caldi; le romane sanno giocare, sono preparate. C’è calcio moderno e tanti allenatori bravi che sanno impostare e leggere benissimo le partite.»
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