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Nocerina, Fabiano alza l’asticella: “Ora conta la testa”

Pubblicato il 13 Dicembre 2025 alle 14:25

Sotto al San Francesco arriva il Monastir: serve una Nocerina feroce, lucida e con il pubblico dentro la partita.

La Nocerina torna davanti alla sua gente per un’altra tappa che pesa, perché ormai il calendario non perdona e ogni domenica diventa uno snodo. Domani al “San Francesco d’Assisi” i rossoneri ospitano il Monastir, gara di campionato che arriva nel momento in cui non basta più “fare bene”: bisogna farlo con continuità, senza pause e senza scuse.

La conferenza di mister Francesco Fabiano, alla vigilia, ha avuto un filo conduttore chiaro: la condizione fisica conta, ma adesso è la condizione mentale a fare la differenza. “Penso che sia una buona condizione. Domani dobbiamo dimostrare tutto in campo, soprattutto a livello mentale”, ha detto l’allenatore, riportando il discorso sul punto che gli sta più a cuore: l’impatto. Perché giocare in casa, in questa fase, non è un dettaglio: è un dovere, un messaggio da mandare al pubblico e alla classifica. Fabiano lo ha spiegato senza girarci attorno: serve un approccio “importante”, capace di trascinare la gente e di trasformare la prestazione in energia continua.

Dentro questa partita c’è anche una lettura che riguarda la Nocerina delle ultime settimane: la squadra, soprattutto in alcune gare, ha faticato a trovare continuità offensiva e a dare la sensazione di essere davvero “cattiva” negli ultimi metri. Ed è qui che entra la figura di Gabriele, protagonista del confronto con i giornalisti e ormai diventato una pedina che può spostare gli equilibri. Si è parlato del suo cambio di interpretazione: arrivato per incidere più vicino alla porta, oggi si ritrova spesso a lavorare a tutta fascia nel 3-5-2, con tanto campo da macinare e compiti più completi. La domanda è stata diretta: “sprecato” lontano dalla porta o più devastante quando parte da dietro? La risposta, invece, è stata da spogliatoio vero: “Mi adatto alle richieste… prima viene il noi e dopo viene io”. E poi il passaggio che dice molto sull’atmosfera interna: ringraziamenti ai compagni e al mister per averlo messo nelle condizioni di rendere, perché le prestazioni individuali, da sole, non bastano mai.

Sul Monastir, Gabriele non ha fatto poesia: squadra giovane, squadra che corre, squadra che viene per dimostrare. Ma la Nocerina, ha insistito, deve guardare soprattutto a sé stessa e a un trend da proteggere, anche dopo il pareggio di Civita Castellana contro il Flaminia: “Ci siamo ricompattati subito… entreremo in campo con la giusta forza e determinazione”. Il succo è quello: una Nocerina compatta, meno umorale, più concreta.

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Poi c’è stato il tema tattico, inevitabile. A Fabiano è stato chiesto se sia arrivato il momento di tornare alla difesa a quattro per “liberare” più potenziale offensivo. La risposta è stata quasi una lezione: per lui non è una questione di numeri scritti sulla lavagna, ma di occupazione degli spazi e di interpretazioni. In altre parole: non è il sistema a togliere attacco, è come lo riempi. Ed è qui che l’allenatore ha difeso un concetto: la Nocerina, secondo lui, il potenziale offensivo lo esprime già; il passo in avanti va trovato nella qualità delle scelte e nella continuità.

Il momento più “ruvido” della conferenza è arrivato quando si è entrati nelle curiosità dei tifosi, tra gestione dei cambi e atteggiamento in panchina. Fabiano ha risposto senza diplomazia: non si sente un allenatore “da teatro”, non gli interessa fare scena, le indicazioni – dice – le dà nel modo giusto e i suoi sanno cosa fare. È una posizione che divide, ma che fotografa bene il personaggio: diretto, poco incline alle carezze, molto concentrato sull’idea che a parlare debba essere il campo.

In chiusura, un passaggio sul mercato: Fabiano ha preferito restare su ciò che ha, citando l’arrivo di Cugna come innesto importante e rimandando ogni giudizio al rettangolo verde. E anche sugli episodi e sulle polemiche recenti, il tecnico ha tenuto una linea: non ama lamentarsi, accetta il risultato del campo, ma chiede rispetto per la Nocerina e per la città quando “succedono situazioni anomale”.

Domani, quindi, non sarà solo Nocerina-Monastir. Sarà un test di maturità: testa prima delle gambe, impatto prima dei discorsi, e un San Francesco che può diventare un alleato enorme se la Nocerina saprà accenderlo con una prestazione vera.

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