Nocerina, il laboratorio Zeman comincia a parlare: 22 gol in tre uscite e un’identità già visibile

La Nocerina di Karel Zeman comincia a prendere forma. È ancora calcio d’agosto, è ancora tempo di gambe pesanti, carichi di lavoro e giudizi da maneggiare con grande prudenza, ma dopo le prime tre uscite disputate nel ritiro di Latronico qualche indicazione concreta inizia ad arrivare.
Prima la partitella in famiglia del 2 agosto, chiusa sul 2-0 con la doppietta di Di Nolfo. Poi l’11-0 contro la Rappresentativa di Latronico. Infine il 9-2 nell’allenamento congiunto contro l’Atletico Agromonte.
Tre appuntamenti diversi per peso, valore dell’avversario e significato tecnico, ma accomunati da un elemento: Zeman sta già provando a dare alla sua Nocerina una fisionomia precisa.
Il 4-3-3 non è solo un numero
La prima certezza è tattica.
La Nocerina si muove stabilmente dentro il 4-3-3. Difesa a quattro, centrocampo a tre e tridente offensivo. Un sistema chiaro, ripetuto, insistito, nel quale il tecnico rossonero sta cercando di inserire tutti gli uomini a disposizione.
Il dato importante non è soltanto la disposizione iniziale, ma il modo in cui la squadra prova a interpretarla.
La Nocerina cerca ampiezza, porta uomini nella metà campo avversaria, coinvolge gli esterni e chiede alle mezzali di accompagnare con continuità l’azione offensiva. È il primo vero marchio del lavoro di Zeman: non una squadra speculativa, ma un gruppo costruito per aggredire, attaccare e cercare la porta con tanti uomini.
Di Nolfo accende la prima uscita
La prima uscita stagionale è stata una partitella in famiglia, utile soprattutto per rompere il ghiaccio e mettere minuti nelle gambe.
A decidere il test è stato Di Nolfo, autore della doppietta che ha fissato il risultato sul 2-0.
Un segnale interessante, perché l’attaccante esterno sembra già trovarsi bene dentro i meccanismi offensivi richiesti dal tecnico. Nel calcio di Zeman gli esterni non devono limitarsi a restare larghi: devono attaccare lo spazio, entrare dentro il campo, creare superiorità e arrivare alla conclusione.
Di Nolfo, almeno in questa primissima fase, ha dato risposte positive.
L’11-0 alla Rappresentativa di Latronico: goleada, ma soprattutto rotazioni
Il secondo test, quello del 5 agosto contro la Rappresentativa di Latronico, ha prodotto il risultato più largo: 11-0.
Un punteggio che va contestualizzato, perché l’avversario era chiaramente inferiore, ma che ha comunque permesso a Zeman di valutare due blocchi di squadra e distribuire minutaggio.
Nel primo tempo la Nocerina è partita con Magalotti tra i pali, Casari, Brunetti, Sparandeo e Petrucci in difesa, Romano, Scafetta e Sbrissa a centrocampo, Edera, Cardella e Vitelli nel tridente.
La prima frazione si è chiusa sul 5-0, con Cardella subito protagonista grazie alla doppietta. A segno anche Scafetta, Sbrissa e Brunetti.
Nella ripresa spazio ad altri interpreti, ma stesso sistema di gioco. Dentro Casciello, Borrelli, Angrisano, Russo, Cecchi, Maspero, La Monica, Giannone, Di Nolfo, Roseti e Renelus, con Pipitone subentrato nel corso della frazione.
Anche nella seconda parte la Nocerina ha continuato ad attaccare. La Monica ha firmato una doppietta, confermando una buona capacità di inserimento. A segno anche Di Nolfo, Pipitone, Renelus e Roseti.
Il dato interessante, più del risultato, è la varietà dei marcatori. Non solo punte, ma anche centrocampisti e difensori. Segno che l’idea è quella di una squadra capace di riempire l’area con tanti uomini.
Il 9-2 con l’Atletico Agromonte: attacco brillante, difesa da registrare
Nel terzo test, contro l’Atletico Agromonte, squadra lucana di Promozione, è arrivato un altro risultato largo: 9-2.
Nel primo tempo Zeman ha schierato Magalotti in porta, Casari, Brunetti, Sparandeo e Cecchi in difesa, Giannone, Maspero e Scafetta a centrocampo, Di Nolfo, Cardella e Vitelli in avanti.
La Nocerina ha trovato la via del gol con Scafetta, Vitelli due volte, Cardella e Borrelli.
Nella ripresa sono arrivati altri quattro gol rossoneri, con Roseti autore di una doppietta, Renelus e Brunetti.
Il 9-2 racconta una squadra già fertile in zona offensiva, ma consegna anche un piccolo promemoria al tecnico: le due reti incassate, arrivate sugli sviluppi di un calcio d’angolo e direttamente su punizione, confermano che qualcosa nella fase difensiva va ancora registrato.
Ed è normale che sia così.
La Nocerina sta lavorando su principi aggressivi, linea alta, distanze corte e pressione in avanti. Quando si sceglie questo tipo di calcio, la fase difensiva richiede automatismi, condizione e concentrazione. In estate qualche sbavatura fa parte del percorso.
Ventidue gol, ma il dato vero è l’identità
Sommando le prime tre uscite, la Nocerina ha prodotto 22 reti.
È un numero che fa effetto, soprattutto per i tifosi, ma non deve diventare una trappola. I risultati estivi vanno pesati con equilibrio. Contano relativamente i punteggi, conta molto di più quello che si intravede dietro quei risultati.
E quello che si intravede è una squadra che vuole giocare.
La Nocerina prova a costruire, cerca il fraseggio, allarga il campo, manda gli esterni nell’uno contro uno e porta le mezzali dentro l’area. È una squadra ancora in costruzione, ma già riconoscibile in alcuni principi.
Questo, ad agosto, vale più di qualsiasi goleada.
Cardella riferimento, Vitelli vivace, Roseti subito dentro
Sul piano individuale, qualche segnale comincia ad emergere.
Cardella si sta prendendo il ruolo di riferimento centrale del tridente. Ha segnato, ha dato presenza e sembra destinato ad essere il punto di riferimento offensivo della squadra.
Vitelli, soprattutto nel test contro l’Atletico Agromonte, ha mostrato vivacità e capacità di incidere negli ultimi metri.
Roseti, aggregato al gruppo durante il ritiro, ha trovato subito spazio e gol, offrendo a Zeman un’alternativa preziosa al centro dell’attacco.
Anche Renelus e Di Nolfo hanno lasciato segnali positivi, mentre La Monica si è messo in evidenza per inserimenti e capacità di accompagnare l’azione.
Centrocampo, prove di equilibrio
Uno degli aspetti più interessanti sarà capire come Zeman costruirà l’equilibrio del centrocampo.
Maspero, Romano, Sbrissa, Scafetta, Giannone, La Monica e Borrelli offrono caratteristiche diverse. C’è chi può dare geometria, chi inserimento, chi qualità tecnica, chi intensità.
Nel 4-3-3 di Zeman il centrocampo è il cuore della squadra. Deve sostenere l’attacco, ma anche proteggere la difesa quando la squadra perde palla.
È probabilmente lì che si giocherà una parte importante della crescita rossonera.
Vietato esaltarsi, vietato ignorare i segnali
Il rischio, dopo un 11-0 e un 9-2, è quello di lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.
La prudenza resta obbligatoria. La Nocerina non ha ancora affrontato avversari realmente indicativi del livello che troverà in campionato. La Serie D sarà un’altra storia, con pressioni, duelli fisici, campi difficili e partite sporche.
Allo stesso tempo sarebbe sbagliato ignorare i segnali positivi.
Una squadra nuova, dopo pochi giorni di lavoro, non sempre riesce già a mostrare un’identità. La Nocerina, invece, sembra avere una direzione chiara.
Zeman sta costruendo un gruppo offensivo, verticale, coraggioso. Una squadra che vuole comandare il gioco e che non sembra intenzionata ad aspettare gli avversari.
La Gelbison sarà un test più vero
Il prossimo passaggio sarà decisamente più indicativo.
La sfida con la Gelbison potrà dire qualcosa in più sulla tenuta della Nocerina contro un avversario più strutturato. Sarà lì che bisognerà osservare soprattutto tre aspetti: equilibrio difensivo, gestione del possesso sotto pressione e capacità di mantenere intensità contro una squadra di livello superiore.
Per ora il bilancio del ritiro è positivo.
Non perché la Nocerina abbia segnato tanto.
Ma perché, dietro quei gol, si comincia a vedere una squadra con un’idea.
E per un allenatore come Zeman, ad agosto, questa è probabilmente la notizia migliore.
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