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Nocerina, oltre 12mila euro al mese per tre calciatori fuori dal progetto: il peso delle scelte della vecchia gestione

Pubblicato il 14 Agosto 2026 alle 21:39

Diop, Maiorano e Fraraccio si allenano separatamente dal resto della squadra e non rientrano, allo stato attuale, nel nuovo progetto tecnico. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, i tre contratti inciderebbero complessivamente per oltre 12mila euro al mese. Una cifra importante per la Serie D e un’eredità che la nuova società si trova oggi a dover gestire.

Cambiano proprietà, direttore sportivo, allenatore e quasi tutti i protagonisti. I contratti, però, restano.

Ed è forse questo uno degli aspetti meno visibili, ma più significativi, della profonda ricostruzione avviata dalla nuova Nocerina.

Mentre Francesco Lamazza ha praticamente ridisegnato la rosa e Karel Zeman lavora con il gruppo scelto per affrontare la stagione 2026/27, rimangono tre posizioni appartenenti al precedente corso societario ancora da definire.

I nomi sono quelli di Abou Diop, Giuseppe Maiorano e Filippo Fraraccio.

I tre sono attualmente fuori dal progetto tecnico e si allenano separatamente dal resto del gruppo, in attesa di conoscere quale sarà la soluzione per il loro futuro.

Una situazione che assume un peso particolare soprattutto osservandola dal punto di vista economico.

Oltre 12mila euro ogni mese

Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, l’incidenza complessiva dei tre contratti supererebbe i 12mila euro mensili.

Non una cifra marginale.

Parliamo di oltre 12mila euro ogni mese destinati a tre calciatori che, allo stato attuale, non vengono utilizzati nel normale lavoro della prima squadra e svolgono la preparazione separatamente.

Rapportata alla realtà economica della Serie D, è una somma che inevitabilmente fa riflettere.

Perché con una cifra del genere una società può finanziare diversi contratti, aggiungere elementi importanti alla rosa oppure conservare margine per intervenire durante la stagione.

Oggi, invece, quelle risorse sono impegnate per situazioni che la nuova gestione non ha creato, ma ha ereditato.

I calciatori non sono il problema

È importante essere estremamente chiari.

Diop, Maiorano e Fraraccio non hanno responsabilità.

Hanno ricevuto una proposta contrattuale dalla Nocerina, l’hanno accettata e hanno sottoscritto accordi che la società è tenuta a rispettare.

È il normale funzionamento di qualsiasi rapporto contrattuale.

Non avrebbe quindi alcun senso puntare il dito contro chi sta semplicemente esercitando un diritto derivante da un accordo firmato.

Le domande, semmai, devono essere rivolte altrove.

Perché furono sottoscritti determinati contratti? Con quale prospettiva tecnica? E con quale programmazione rispetto alle stagioni successive?

Quando un biennale diventa un’eredità

Nel calcio dilettantistico un contratto pluriennale può rappresentare una grande opportunità.

Bloccare per più stagioni un giocatore ritenuto fondamentale significa garantirsi continuità tecnica ed evitare di dover ricostruire ogni estate.

Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia.

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Se il progetto fallisce, se cambia la proprietà o se una nuova area tecnica ritiene quei calciatori non più funzionali, gli accordi continuano comunque a produrre effetti economici.

Ed è esattamente ciò che oggi sta accadendo.

La nuova Nocerina ha scelto una strada radicalmente diversa rispetto alla passata stagione.

Ha cambiato praticamente tutto.

Ma non può cancellare con un colpo di spugna gli impegni sottoscritti da chi l’ha preceduta.

Tre calciatori che si allenano a parte

La situazione tecnica, almeno al momento, appare definita.

Diop, Maiorano e Fraraccio svolgono gli allenamenti separatamente dalla prima squadra.

Non sono quindi inseriti nel normale lavoro del gruppo affidato a Zeman.

È un segnale sufficientemente chiaro sulla loro posizione all’interno del nuovo progetto.

Naturalmente il mercato può ancora cambiare le cose.

Una cessione potrebbe permettere a uno o più giocatori di trovare una squadra nella quale tornare protagonisti.

Potrebbe essere raggiunto un accordo per una risoluzione.

Oppure potrebbero emergere altre soluzioni concordate tra le parti.

Fino ad allora, però, la situazione resta questa.

Tre contratti da gestire.

Tre calciatori che lavorano separatamente.

E oltre 12mila euro al mese di impegni economici complessivi.

In Serie D sono cifre che fanno la differenza

È proprio il rapporto con la categoria a rendere il dato particolarmente significativo.

Dodicimila euro e oltre al mese, nell’arco di un’intera stagione, diventano una cifra considerevole.

Risorse che potrebbero incidere direttamente sul mercato.

Potrebbero finanziare un calciatore di primissimo livello per la categoria e contemporaneamente altri elementi della rosa.

Potrebbero essere accantonate per il mercato invernale.

Potrebbero consentire alla società di affrontare un infortunio importante o una necessità imprevista senza dover modificare il proprio equilibrio economico.

Nel calcio, programmare significa anche questo.

Non soltanto scegliere un giocatore per la domenica successiva.

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Ma valutare quanto quella scelta continuerà a pesare sei mesi, un anno o due anni dopo.

La nuova Nocerina deve pagare decisioni prese da altri

La nuova società ha trovato una situazione che non poteva semplicemente ignorare.

La discontinuità sportiva è stata evidente: nuova proprietà, nuova dirigenza, nuovo direttore sportivo, nuovo allenatore e una squadra praticamente ricostruita.

Ma gli impegni contrattuali appartengono alla società, non alle singole gestioni.

Ed è quindi la Nocerina di oggi a dover trovare una soluzione per decisioni prese dalla Nocerina di ieri.

Questo è il vero punto.

Non si tratta di stabilire se un giocatore valga o meno una determinata cifra.

Non si tratta neppure di giudicare chi oggi si allena separatamente.

Si tratta di valutare la sostenibilità e la lungimiranza delle scelte compiute nella passata stagione.

Perché quando un progetto viene completamente azzerato dopo pochi mesi ma rimangono contratti economicamente rilevanti ancora da gestire, significa che quelle decisioni continuano inevitabilmente a condizionare il futuro.

Ora tocca alla nuova società trovare una soluzione

Lamazza e la dirigenza avranno il compito di provare a risolvere le tre situazioni nel modo migliore possibile.

Liberare quelle risorse permetterebbe alla Nocerina di avere ancora maggiore libertà nella gestione della rosa e, contemporaneamente, consentirebbe ai calciatori di trovare un progetto nel quale possano essere realmente protagonisti.

Sarebbe la soluzione ideale per tutti.

Ma fino a quando non arriverà una svolta, resta una fotografia difficile da ignorare:

Diop, Maiorano e Fraraccio si allenano separatamente dal gruppo e i loro contratti, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, peserebbero complessivamente per oltre 12mila euro al mese.

I tre calciatori stanno semplicemente facendo valere accordi regolarmente sottoscritti.

La riflessione, dunque, non riguarda loro.

Riguarda chi quegli accordi li ha costruiti.

Perché nel calcio una firma può durare molto più di una gestione societaria.

E oggi una parte del conto lasciato dal vecchio corso è ancora sulla scrivania della nuova Nocerina.

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