Nocerina, Sellitti saluta il settore giovanile: finisce un ciclo di crescita

Dopo tre anni intensi, mister Prisco Sellitti chiude il suo percorso con i giovani rossoneri.
La Nocerina saluta uno di quei percorsi che, nel calcio giovanile, non si misurano soltanto con le classifiche o con i risultati della domenica. Prisco Sellitti lascia il settore giovanile rossonero dopo un ciclo durato tre anni, iniziato con un gruppo Under 16 e arrivato fino alla Juniores Nazionale, accompagnando i ragazzi in una fase delicata e importante della loro crescita.
Non è un addio qualsiasi, perché dietro una squadra giovanile c’è sempre qualcosa che va oltre il campo. Ci sono allenamenti, trasferte, momenti difficili, partite da preparare, ragazzi da guidare e famiglie che seguono da vicino un percorso fatto di sacrifici. Sellitti, nel suo saluto, ha voluto rimarcare proprio questo aspetto: il legame nato con il gruppo, lo staff e gli atleti, cresciuti insieme dentro la maglia rossonera.
Per la Nocerina si chiude quindi una piccola pagina significativa del proprio vivaio. In anni nei quali l’attenzione generale è stata spesso assorbita dalle vicende della prima squadra e dalle questioni societarie, il lavoro sui giovani ha rappresentato comunque un punto da non sottovalutare. Il settore giovanile non vive di riflettori quotidiani, ma è lì che un club costruisce identità, senso di appartenenza e continuità.
Nocerina, Sellitti e il valore del settore giovanile
Il percorso di Sellitti con i giovani molossi racconta bene quanto sia importante dare stabilità tecnica e umana ai ragazzi. Partire da una categoria e accompagnare lo stesso gruppo nel tempo significa creare abitudini, mentalità e fiducia. Non tutti arriveranno tra i grandi, non tutti diventeranno calciatori di livello, ma il calcio giovanile serve anche a formare carattere, disciplina e attaccamento a una comunità sportiva.
In questo senso, il saluto di Sellitti arriva in un momento particolare per la Nocerina. Il club è chiamato a definire il proprio futuro e, insieme alla prima squadra, dovrà inevitabilmente guardare anche alla struttura del vivaio. Perché una società forte non può vivere soltanto di mercato, trattative e nomi da annunciare: ha bisogno anche di un progetto sotto, di ragazzi che sentano la maglia, di tecnici capaci di lavorare senza rumore e con continuità.
Il lavoro svolto in questi anni resta quindi come patrimonio umano prima ancora che tecnico. La crescita di un gruppo, il passaggio dall’Under 16 alla Juniores Nazionale, la capacità di restare uniti in un percorso lungo tre stagioni sono elementi che non vanno dispersi. Nel calcio, soprattutto a livello dilettantistico e giovanile, spesso si cambia in fretta. Ma quando un ciclo termina, è giusto riconoscerne il valore.
Ora la Nocerina dovrà aprire una nuova fase anche nel settore giovanile. Serviranno scelte chiare, figure credibili e una linea tecnica che possa dare continuità a quanto costruito. I giovani rossoneri rappresentano una parte viva del club e meritano attenzione, organizzazione e prospettiva.
A mister Prisco Sellitti resta il merito di aver accompagnato un gruppo per tre anni con passione e presenza. Alla Nocerina resta invece il compito di non disperdere questo lavoro, trasformando la fine di un ciclo in un nuovo punto di partenza. Perché il futuro dei molossi passa anche da qui: dai ragazzi, dagli allenatori che li crescono e da un settore giovanile che deve tornare a essere parte centrale dell’identità rossonera.
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