Nocerina, tre punti ad Anzio ma panchina rovente

Vittoria 0-1 che ridà ossigeno ai molossi, ma le voci sull’allenatore — in circolo da martedì — non si sono spente. Ora serve una linea chiara della società.
Era la serata in cui contavano solo i punti. La Nocerina li ha presi, ad Anzio, con una partita sporca, essenziale, finalmente cinica nei momenti chiave. Uno a zero e tutti a casa: non è il manifesto di un calcio scintillante, ma è la medicina che serviva a una squadra che veniva da settimane tese, risultati altalenanti, una piazza agitata. La vittoria, però, non ha stappato il silenzio: ha soltanto coperto per novanta minuti un brusio che a Nocera si sente benissimo.
Diciamolo con chiarezza ai lettori: la voce di un possibile ribaltone in panchina circolava già da martedì. Abbiamo scelto — responsabilmente — di non rilanciarla alla vigilia di una gara così importante: il campo prima di tutto, poi il resto. Oggi, a risultato acquisito, la questione resta sul tavolo, perché i tre punti non cancellano all’improvviso i limiti visti in avvio né i malumori che si sono sedimentati tra spalti e spogliatoio.
Il punto è questo: la Nocerina è davanti a un bivio più profondo del semplice “si vince o si perde”. Proseguire con Campilongo significa scommettere sulla continuità del lavoro, sulla crescita di un gruppo che a sprazzi ha fatto vedere ordine, compattezza, capacità di soffrire. Cambiare significherebbe dare una scossa immediata, alzare l’asticella delle responsabilità e pretendere un’impronta tecnica più netta. In entrambi i casi c’è un prezzo da pagare: col primo si rischia che la pazienza della piazza si assottigli ancora; col secondo si riaprono ferite recenti, si resetta daccapo e si chiede al gruppo di assorbire un nuovo linguaggio.
Quello che non è più rinviabile è la chiarezza. La Nocerina, per storia e ambizione, non può vivere di voci. La società deve dirci dove vuole andare: se questo 0-1 ad Anzio è il primo mattone su cui costruire, allora lo dica e metta tutti — squadra, staff, tifosi — nella condizione di remare dalla stessa parte. Se invece si ritiene che serva un cambio, che lo si faccia con tempi e modi che proteggano il gruppo e non lo espongano a una telenovela quotidiana.
Nel frattempo, al campo si chiede ciò che ieri s’è intravisto: ordine, cattiveria nelle seconde palle, gestione dei momenti. La Nocerina non è guarita con un colpo solo, ma ha dimostrato di poter vincere anche senza luci al neon. In Serie D, spesso, basta e avanza per rimettersi in carreggiata. Il resto lo deve mettere il club: una scelta, una linea, una parola definitiva. Perché a Nocera la passione non manca mai; quello che serve, adesso, è una direzione.
Nota redazionale: la voce di un possibile esonero era nell’aria da martedì; abbiamo ritenuto corretto non riportarla prima della partita per non condizionare l’ambiente alla vigilia. Oggi la raccontiamo e la analizziamo, come è giusto fare dopo che ha parlato il campo.
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