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Nocerina, Zeman detta la linea: «Identità, gioco e coraggio. Dovranno essere gli altri ad adattarsi a noi»

Pubblicato il 29 Luglio 2026 alle 16:15

Il tecnico rossonero si presenta alla stampa: «Non prometto la vittoria del campionato, ma entreremo in campo ogni domenica per vincere». Lamazza: «Asencio è in valutazione, cerchiamo un attaccante adatto al nostro calcio»

Idee chiare, personalità e nessuna voglia di nascondersi. Karel Zeman si è presentato ufficialmente alla stampa tracciando la strada che dovrà seguire la nuova Nocerina: una squadra offensiva, riconoscibile e capace di imporre il proprio gioco senza lasciarsi condizionare dagli avversari.

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Il punto di partenza sarà il 4-3-3, modulo sul quale il direttore sportivo Francesco Lamazza ha costruito l’organico e che rappresenterà la base tattica del progetto rossonero.

«L’idea è quella e spero di poterla mettere in pratica il più possibile – ha spiegato Zeman –. Credo che il direttore abbia costruito la squadra proprio per darle un’identità. Nel calcio attuale le grandi squadre sono quelle che hanno una propria fisionomia e non si fanno condizionare dagli avversari. Con le dovute proporzioni, anche noi aspiriamo a essere una grande squadra e speriamo che siano più spesso gli altri ad adattarsi a noi».

Un’identità forte, dunque, ma senza integralismi. Il tecnico ha chiarito che il bene della Nocerina verrà prima di qualsiasi convinzione personale.

«Non esiste alcun assolutismo. Qualora durante una partita, oppure già dall’inizio, si creassero le condizioni per modificare modulo o atteggiamento, lo faremo. Quello che conta è il bene della Nocerina, non difendere a tutti i costi una mia idea».

«Ogni partita dovremo provare a vincerla»

Zeman non ha pronunciato proclami, ma non ha neppure nascosto le ambizioni della piazza e della società. La Nocerina dovrà partire con l’obiettivo di competere per le prime posizioni, consapevole della concorrenza di un campionato che potrebbe presentare sette o otto squadre attrezzate per il vertice.

«Non voglio dire che vinceremo il campionato – ha sottolineato l’allenatore –. Quella è una frase che non vorrei nemmeno pronunciare. Dico però che dovremo scendere in campo in ogni partita per vincere. Prepararsi per farlo è un dovere, riuscirci è un altro discorso. Dobbiamo lavorare meglio degli altri per essere il più vicino possibile al primo posto e non l’ottava tra le squadre che possono ambire alla vittoria».

Il concetto di divertimento, più volte richiamato dalla società durante la presentazione della nuova stagione, per Zeman è strettamente legato ai risultati.

«Il tifoso non si diverte mai quando perde. Divertirsi significa vincere spesso. Una cosa è annoiarsi per novanta minuti e poi vincere con un rigore nel finale, un’altra è vincere dopo aver dato spettacolo. Il risultato non può essere garantito, perché in una partita incidono tanti episodi, ma possiamo lavorare per offrire un gioco il più possibile offensivo e spettacolare».

Pressione alta, inserimenti e tanti uomini in area

La nuova Nocerina dovrà essere una squadra aggressiva, con il baricentro alto e con tutti i calciatori coinvolti nelle due fasi.

«Chiederò a tutti di partecipare a ogni azione, sia offensiva sia difensiva. Dovremo cercare di recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria, perché da lì si può arrivare al tiro in pochi secondi, anziché dover percorrere tutto il campo».

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Nel calcio immaginato da Zeman avranno un ruolo fondamentale anche i terzini e le mezzali.

«Le caratteristiche dovranno essere offensive anche per chi parte da dietro. Almeno una delle due mezzali dovrà inserirsi con continuità, quasi come una quarta punta. Dobbiamo arrivare nell’area avversaria con più uomini possibile, con i tempi giusti e soprattutto in corsa».

Il tecnico non teme neppure che gli avversari possano studiare in anticipo i movimenti della sua squadra.

«Gli allenamenti possono essere anche aperti. Posso far vedere tutto: se le cose vengono eseguite bene, con i tempi e la velocità corretti, non ci può fermare nessuno. Se invece sbagliamo, ci fermano tutti».

Una rosa costruita in sintonia con Lamazza

Zeman ha raccontato anche la nascita dell’organico. Al momento del suo arrivo, Lamazza aveva già avviato i contatti con sette o otto calciatori e la maggior parte dei profili individuati coincideva con le esigenze tecniche dell’allenatore.

«Con il direttore abbiamo un’idea di calcio molto simile. Cinque o sei dei calciatori già individuati andavano bene per il nostro progetto e abbiamo confermato quelle scelte. Sugli altri ci siamo confrontati quotidianamente. Alcuni erano opportunità proposte al direttore, altri erano giocatori che avevo seguito negli ultimi due anni».

La priorità è stata osservare il rendimento più recente dei calciatori, evitando di affidarsi esclusivamente alla reputazione costruita in passato.

«Preferisco scegliere un giocatore che ho visto recentemente. Un calciatore poteva piacermi cinque anni fa, ma se negli ultimi due ha giocato poco o male non posso basarmi su quel ricordo».

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Nella rosa sono presenti anche due o tre elementi che il tecnico ha definito “scommesse”, soprattutto dal punto di vista della condizione atletica. Calciatori che, per qualità e carriera, hanno conosciuto categorie superiori alla Serie D, ma che dovranno fornire risposte durante il ritiro.

Spagnuolo, una precisa richiesta di Zeman

Per quanto riguarda l’impiego degli under, la Nocerina ha concentrato le proprie scelte principalmente sul portiere e sui due terzini. Zeman ha però speso parole particolarmente importanti per Spagnuolo, esterno offensivo classe 2006 proveniente dalla Battipagliese.

«È stata una mia precisa richiesta. Mi è capitato di vedere una partita della Battipagliese e da quel momento ho continuato a seguirlo tutte le domeniche. Me ne sono innamorato calcisticamente. Spero possa trovare spazio non perché è un under, ma perché è un calciatore che lo merita».

«La società mi ha trasmesso estrema serietà»

Uno dei motivi che hanno convinto Zeman ad accettare la proposta della Nocerina è stata la solidità percepita nel confronto con il presidente e con i suoi collaboratori.

«Negli ultimi anni ho lavorato poco anche perché avrei lasciato casa e mio padre soltanto davanti a un progetto di estrema serietà. Se sono qui è perché il presidente e le persone che gli sono accanto mi hanno trasmesso proprio questo. Mi sento garantito dalla serietà della società».

Il tecnico ha poi spiegato come, nel corso della propria carriera, abbia spesso lavorato in contesti societari difficili, nei quali non sempre erano presenti le condizioni per ottenere risultati importanti.

«Un allenatore da solo non può vincere un campionato se la società non è attrezzata per competere. Io sono abituato, per cultura e formazione, a lavorare come se fossi in Serie A anche quando mi trovo in Serie C o in Serie D. In passato, però, non sempre ho trovato società solide e organizzate».

A Nocera, invece, Zeman ritiene ci siano le condizioni per costruire qualcosa di importante.

«Siamo ancora in una fase iniziale, ma penso che questo progetto possa diventare grande, se non addirittura immenso».

Preparazione nel segno della tradizione zemaniana

I metodi di preparazione riprenderanno l’idea di fondo resa celebre da Zdeněk Zeman, pur con carichi adattati alle caratteristiche dei calciatori attuali.

«La filosofia è identica, ma i carichi saranno leggermente inferiori perché oggi i giocatori non sono più abituati a svolgere quello che si faceva trent’anni fa. Il lavoro sulla forza sarà soprattutto a carico naturale. Gli undici mille metri, per esempio, potrebbero diventare otto, ma il principio di base resta lo stesso».

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Nel corso della conferenza il tecnico ha anche risposto a una domanda sulle condizioni del padre, spiegando che sta affrontando un percorso delicato dopo alcuni problemi di salute.

«Ha avuto diversi episodi che lo hanno limitato. Serviranno tanta fisioterapia, lavoro e pazienza per provare a recuperare la normalità e rimettersi in piedi. Speriamo che possa riuscirci».

Lamazza: «Asencio in valutazione, poi decideremo»

Nella parte finale della conferenza è intervenuto anche il direttore sportivo Francesco Lamazza, che ha confermato come la rosa sia ormai vicina al completamento, pur lasciando aperta la possibilità di inserire ancora un paio di calciatori per aumentare la concorrenza in alcuni ruoli strategici.

Particolare attenzione è stata riservata alla situazione di Raúl Asencio, aggregato al gruppo rossonero e ancora in fase di valutazione.

«Non dobbiamo giudicare soltanto come sta fisicamente, considerando che viene da alcune stagioni complicate – ha spiegato Lamazza –. Dobbiamo soprattutto capire se è adatto al modulo del mister. Cardella è un attaccante che ama partecipare alla manovra, mentre abbiamo bisogno anche di un centravanti capace di attaccare la profondità».

La decisione definitiva verrà presa nei prossimi giorni.

«Stiamo facendo valutazioni prevalentemente tattiche. Se Asencio risponderà alle caratteristiche che cerchiamo, potrà essere il profilo giusto. In caso contrario torneremo sul mercato».

Zeman, dal canto suo, considera il gruppo già competitivo e persino numericamente abbondante. Lamazza preferisce invece disporre di qualche alternativa in più, conoscendo l’intensità del lavoro richiesta dal tecnico.

Due visioni solo apparentemente differenti, unite dallo stesso obiettivo: costruire una Nocerina forte, aggressiva e riconoscibile. Una squadra che non vuole limitarsi ad aspettare l’avversario, ma che intende provare a comandare le partite attraverso il gioco.

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