RUBRICA| Stadi, Strade e Sapori : Vulcani, isole e pirati: Ischia!

Questa domenica cercate di non fare come la comitiva di Tony Tammaro: pagatelo il biglietto del Caremar per Ischia!
“Il Rock dei Tamarri” a parte, questa trasferta vale la pena farla non solo per la poca distanza ma anche per visitare un’isola che ha molto da offrire.
Leggendo il titolo qualcuno potrebbe pensare che si sta parlando di qualche romanzo di avventura ma, a pochi chilometri da Nocera e dopo un piccolo tratto in traghetto, si può vivere una particolare esperienza in un luogo antichissimo, tanto antico da aver avuto una delle prime testimonianze della colonizzazione greca.
E quindi rispondiamo alla domanda che un tifoso curioso di certo si sta ponendo: Mi conviene andare ad Ischia?
Il cimitero nel castello
Su quest’isola, luogo infestato da pirati e sempre sotto assedio nella sua lunga storia, bisognava creare un luogo dove ripararsi e gli abitanti ebbero l’idea di costruire una fortezza, il Castrum Gironis, ovvero “castello di Girone”, poi divenuto il più famoso Castello Aragonese.
Con le sue mura imponenti e i canali semi-nascosti, detti piombatoi, da dove lanciare acqua bollente o ferro fuso, la fortezza è un luogo molto affascinante.
Ergendosi su un isolotto che non aveva collegamenti all’isola di Ischia fino al XV secolo, è il luogo più affascinante dell’isola. Al suo interno, nel periodo in cui ha abitato Vittoria Colonna, ha ospitato, probabilmente, niente di meno che Michelangelo Buonarroti!
Al suo interno ospitava un piccolo borgo con chiese ed edifici principeschi ma il luogo più interessante è all’interno del convento delle clarisse. Un piccolo cimitero dedicato a queste suore dove le sorelle venivano sistemate su dei sedili e lasciate lì per meditare sulla caducità della vita. A Nocera Inferiore abbiamo un luogo simile nel Museo dell’Agro Nocerino-Sarnese, ma dedicato ai frati del convento di Sant’Antonio.
Il castello appartiene a privati e al suo interno vi è anche un albergo, ma questo non vuol dire che non possa essere visitato: anzi, pagando un biglietto, invito tutti voi lettori a visitare questa particolare attrazione.
La vista del Golfo di Napoli
Prima di seguire questo consiglio vi suggerisco di visionare il meteo, ma devo dire che ne vale la pena.
Un’escursione sul Monte Epomeo è qualcosa che vi lascerà a bocca aperta. A parte che è una montagna con una storia particolare, dato che si tratta di un pezzo di crosta terrestre composto da tufo verde, sollevato verso l’alto da fenomeni vulcano-tettonici, l’escursione non è nemmeno molto lunga: dura infatti solo un’oretta.
Dopo un percorso panoramico unico, una volta arrivati in cima potrete ammirare il Golfo di Napoli e, con un po’ di impegno, potrete vedere i Monti Lattari che si ergono sopra la nostra città.
Poco prima di arrivare sulla sommità vi sono due terrazze: su una è presente una chiesetta del 1459, scavata nel tufo e dedicata a San Nicola di Bari, un tempo eremo; sull’altra terrazza invece si affaccia un’osteria, anch’essa scavata nel tufo.
La rucola e il coniglio
Scesi dal monte sicuramente vi verrà fame e quindi ho due cose da farvi assaggiare.
Cominciamo dal coniglio all’ischitana, questo particolare piatto dell’isola di cui ha tanto da vantarsi.
Una delle ricette simbolo dell’isola, a base di ingredienti locali: infatti i conigli a Ischia sono sempre stati allevati. Il coniglio in pezzi viene fatto marinare nel vino bianco e quindi rosolato in tegame. Cotto lentamente a fiamma dolce insieme a pomodorini freschi e profumato con le classiche erbe aromatiche mediterranee – basilico, prezzemolo, timo selvatico e maggiorana – questo piatto diventa un vanto per la cucina italiana, fresca di riconoscimento UNESCO.
Poi parliamo di questo particolare liquore, che io purtroppo ho scoperto troppo tardi ma di cui non riesco a fare a meno: il rucolino.
Un altro prodotto gastronomico che rende affascinante quest’isola è questo liquore alla rucola: un digestivo insolito e profumato, tipico dell’isola campana di Ischia.
Realizzato con rucola e scorza di limone lasciati in infusione in alcol puro a 95°, viene poi filtrato e miscelato a uno sciroppo di acqua e zucchero. Alcuni aggiungono una bacca di vaniglia o una stecca di cannella.
Ci vediamo al ritorno
Con Ischia termina il girone di andata della Nocerina e nuove città ci aspettano in quello di ritorno. Nel frattempo vi auguro buone feste e, ovunque andiate a godervi queste ferie natalizie, ricordate sempre che ogni città ha qualcosa da raccontare e offrire: basta solo essere curiosi.
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