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RUBRICA : Stadi,strade e sapori. Sardegna, Sassari e Latte Dolce.

DiRedazione

21 Novembre 2025
stadi strade e sapori

Alla fine ritorniamo in Sardegna, più precisamente a Sassari e, per essere precisi, nel quartiere di Latte Dolce. Conviene essere precisi perché se sbagli le coordinate geografiche potresti trovarti a guardare la partita di una delle altre 16 squadre che ci sono nella città di Sassari!

La difficoltà a raggiungere questo luogo è simile a quella dell’ultima volta. Il tifoso della Nocerina, questa volta, se dovesse prendere l’aereo, è costretto anche trovare un mezzo per arrivare a Sassari dato che o si ferma ad Alghero o ad Olbia.
In auto è sì più indipendente ma, dopo essere arrivato a Olbia o a Cagliari, dovrà fare un bel percorso in auto.

Quindi, per non rendere questo viaggio ancora più estenuante cercherò di aiutarlo a rispondere alla domanda: vale la pena visitare Sassari?

La chiesa La Madonna del Latte (dolce)

Il titolo non è un errore, ma scritto così evidenzia una particolarità di questa città. In molte città esistono altre “madonne del latte” ma solo a Sassari c’è la Madonna del Latte Dolce!

Perché “latte dolce”? A causa di una leggenda che è più antica del nome di questa madonna. Infatti, a differenza di quello che si può pensare, viene da una leggenda “profana” e poi il “sacro” se n’è appropriato.

La leggenda su citata è quella che parla della zona di Latte Dolce come un luogo sempre fertile a causa di una sorgente mai identificata, che produce un’acqua così dolce da cambiare sapore al latte degli ovini allevati in questa zona.

Questa leggenda permane tuttora tant’è che è usata per parlare del particolare formaggio presente in questa zona ma di questo parleremo più tardi.

Ovviamente la chiesa subito si è appropriata di questa leggenda ed è interessante pensare che il sacro neonato abbia assaggiato un po’ di questo latte leggendario.

La chiesa di cui parliamo, inizialmente chiamata “Chiesa di San Leonardo di Bosove”, è nata da un altro evento leggendario: il ritrovamento di un tesoro da parte di un ragazzo che inizialmente era malato di mente e che poi, grazie alla Madonna del Latte, ha ritrovato improvvisamente la ragione, rivelando la posizione di queste ricchezze.

Se non bastasse il primo ritrovamento miracoloso, ve n’è anche un altro: l’affresco con la Madonna del Latte, Santa Lucia e Santa Caterina d’Alessandria, è stato ritrovato in mezzo a dei rovi!

Un quartiere pieno di sorprese. Conviene visitarlo almeno una volta!

Un’altra fonte: La Fontana del Rosello

Su Sassari si possono raccontare tante storie: il conflitto secolare con Cagliari per il dominio del Nord della Sardegna o dell’isola stessa; oppure potremmo parlare di Porto Torres, che, nonostante fosse una città più antica, divenne il porto di Sassari per tutto il medioevo. Da lì si può vedere l’isola dell’Asinara, nel cui carcere è stato isolato un boss che nelle nostre zone ha creato molto scompiglio: Raffaele Cutolo.

Dato che nel precedente capitolo ho parlato di una sorgente leggendaria, vi vorrei parlare di questa fontana: la Fontana del Rosello.

Da qui non sgorga acqua dolce, ma è comunque una fonte molto importante per la città di Sassari dato che era la più importante fonte di approvvigionamento.

La particolarità di questa fonte quadrata sono le citazioni alle stagioni date dalle bocche da cui sgorga l’acqua e le quattro statue che rappresentano le stagioni agli angoli della fontana.

È il simbolo della città, e un aneddoto curioso è che a un certo punto gli asini incaricati di portare l’acqua nelle case erano così tanti che non si riusciva più a camminare lì vicino.
“Questo sistema di approvvigionamento è sconveniente, perché vi capita spesso di trovare l’ingresso di una casa sassarese bloccato da un uomo, una bestia ed una botticella” scrive l’inglese John Warre Tyndale.

Un’altra fonte, un’altra storia di Sassari.

Proviamo qualcosa!

Abbiamo tanto parlato di questi prodotti caseari e di questa fonte e ovviamente ora dobbiamo provarli.

Proviamo la ricotta mustìa, un particolare tipo di ricotta di pecora. È prodotta con siero di latte di pecora, dal gusto delicato, salata e leggermente affumicata. Il nome “mustìa” indica infatti il processo finale di affumicatura. Viene lasciata ad asciugare all’aria per due o tre giorni ed è pronta per il consumo. La pasta è morbida e delicata, di forma cilindrica e compatta.

Poi ci sono le panadas, delle torte salate tipiche della Sardegna. Nella forma assomigliano alle pie inglesi. Il ripieno può essere vario — salumi, formaggio — ma nei secoli si è sperimentato di tutto, tanto che durante la dominazione spagnola si potevano trovare ripieni di anguille.

Poi in Sardegna basta entrare in qualsiasi caseificio per trovare qualche formaggio tipico della zona a prescindere dai miei consigli.

Quindi il tifoso non ha di che lamentarsi: dopo un lungo viaggio e una partita, che si spera ricca di emozioni, può fermarsi a cenare e rimanerne soddisfatto.

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